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‘Domenica ore 11.30, contrada Orto Rabito, due ragazze, accompagnate da un coetaneo, sotto un solleone che avrebbe inibito anche i più pervicaci fautori della solidarietà sociale, sono ai bordi della strada con dei sacchi neri già colmi di plastica, bottiglie e cartacce…'(link all’articolo)
Così cominciava il nostro articolo di redazione dell’8 luglio scorso. Bene. I ragazzi interessati, leggendo l’articolo, si sono riconosciuti nella descrizione e ci hanno mandato un loro simpatico articolo di risposta.

di Marika, Gabriele e Francesca D’Angelo

Qualche settimana fa, leggendo la cronaca di Chiaramonte, ci siamo imbattuti nell’articolo di un nuovo blog, su tre giovani anonimi, rinominati ‘moschettieri dell’ecologismo chiaramontano’ per la loro iniziativa volontaria di raccolta rifiuti lungo una strada del paese. Non siamo certi che quell’articolo parlasse di noi, ma noi ci presentiamo comunque, dato che quella domenica, a quell’ora, ci siamo ritrovati in quella strada a svolgere quell’attività; siamo Marika, Gabriele e Francesca, tre ragazzi con a cuore l’ambiente.

Nonostante la nomina di ‘moschettieri dell’ecologismo’ ci lusinghi, sarebbe quella di ‘apripista’ dell’ecologismo chiaramontano a renderci veramente orgogliosi. Proviamo a raccontarvi le ragioni che ci hanno spinto ad intraprendere questa ‘nobile’ attività.

Se i nostri interessi sull’ambiente in senso lato (dall’economia ambientale all’agricoltura fino all’alimentazione) si sono trasformati in anni di studio all’università, è la nostra famiglia ad averci trasmesso strumenti e valori che quella domenica ci hanno portato attivamente in strada. 

In sintesi, siamo tre giovani universitari, consapevoli di vivere in un territorio invidiabile, dalle campagne bellissime, ma stufi di dover imbatterci in carreggiate ornate di plastica, lattine e materiali improbabili. Pur sapendo che la soluzione al problema non è questa, un pomeriggio ci siamo ritrovati a parlare e a condividere la volontà di fare qualcosa. Presi da studio e lavoro, ci siamo detti che la cosa più semplice da fare, almeno per il momento, fosse indossare un paio di guanti, prendere dei sacchetti e cominciare a spulciare tra le erbacce… e questo è ciò che abbiamo fatto. 

Dopo quella giornata, altri dieci ragazzi e ragazze si sono uniti a noi, rispondendo ad un appello lanciato dai nostri social. Se quella domenica sei mani avevano raccolto dieci sacchi, la volta successiva venti mani ne hanno raccolto quasi il triplo. 

Da qui ci siamo chiesti: ‘Quale sarebbe il risultato se si unissero a noi tutti i nostri coetanei?’
Stiamo elaborando la risposta… 

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