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di Marco Trainito

I mesi di agosto del 2012 e del 2013 videro Chiaramonte Gulfi al centro della vita filosofica siciliana grazie a due “Festival di filosofia” che si svolgevano nell’arco di due giorni. Ricordo perfettamente quelle quattro sere d’estate nella bella cornice dei Giardini comunali, cui ho assistito, provenendo da Gela, grazie all’invito di alcuni amici di Chiaramonte. 

Un pubblico numeroso ascoltava con entusiasmo e partecipazione gli interventi di figure prestigiose della filosofia italiana e aveva la possibilità di accostarsi a tematiche specifiche di grande rilievo, trattate dai relatori in una maniera accattivante e accessibile a tutti.
Per dare un’idea del livello dei relatori, cito i quattro che mi sono rimasti più impressi nella memoria. Giuseppe Pezzino, dell’Università di Catania, che era stato mio professore di Filosofia morale, intrattenne il pubblico con una bella discussione sulla politica come passione civile, con particolare riferimento all’esperienza della sua generazione. Carmelo Vigna, dell’Università di Venezia, presente in entrambe le edizioni del Festival, trattò i temi dell’anima, degli affetti e dei legami dal punto di vista etico e neuroscientifico. Marco Vannini, dell’Università di Firenze, uno dei massimi studiosi italiani di mistica cristiana e in particolare di Meister Eckhart, intrattenne il pubblico con una raffinata lezione sul concetto di beatitudine. Alessandro Musco, dell’Università di Palermo, che purtroppo sarebbe scomparso prematuramente di lì a poco (nel marzo del 2014), regalò un’indimenticabile e spassosissima prolusione sul mito e sulla nascita della filosofia, soffermandosi in particolare sul possibile nesso tra il trattamento e il commercio del sale nel Mediterraneo nell’età antica e lo sviluppo del pensiero filosofico.

 

Sul palco immerso nel verde dei Giardini di Chiaramonte salirono vari altri relatori di grande prestigio e oggi, in questo 2020 segnato da una pandemia che ha cancellato in molte parti del mondo proprio manifestazioni di questo genere (e il pensiero, per quanto riguarda la Sicilia sud-orientale, va inevitabilmente a eventi come le rappresentazioni teatrali di Siracusa o a iniziative di origine più recente come “A tutto volume”, il bel Festival del libro di Ragusa), non possiamo che ripensare con nostalgia a quell’esperienza. 

Mi sono spesso chiesto che fine avesse fatto il Festival di filosofia di Chiaramonte e perché si fosse fermato alla seconda edizione. È ben noto che in Sicilia molte iniziative nascono sotto il segno dell’effimero, magari grazie all’intraprendenza di qualche giovane amministratore, e che per una ragione o per l’altra non riescono poi ad attecchire. C’è da augurarsi che almeno le manifestazioni di valore culturale indiscutibile siano sottratte alla volubilità dei destini politici individuali e si trasformino in pratiche istituzionalizzate restituite alla città e ai cittadini.

Marco Trainito (Gela, 1969) è docente di Filosofia e scienze umane al Liceo “Dante Alighieri” di Gela. Nei suoi due dottorati di ricerca si è occupato di Wittgenstein, di Popper e della teoria dei memi di Dawkins. È anche autore di monografie su Andrea Camilleri (2008), Stefano D’Arrigo (2010) e Umberto Eco (2011).

 

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