5
(4)

ovvero
Femminicidio, dove la violenza è figlia di una sub-cultura. Riflessioni dopo l’uccisione di Giulia Cecchettin

 di Francesca Cabibbo

Dico qualcosa a bocce ferme.

A qualche giorno di distanza dalla barbara uccisione di Giulia Cecchettin, che tanta eco e indignazione ha suscitato in tutti noi e nell’immaginario collettivo.

Qualcosa si ridesta ogni volta, ogni qualvolta ci troviamo di fronte all’uccisione di una donna per mano di un uomo che dovrebbe esserle amico, compagno, marito, fratello.

Perché l’uomo uccide?

Perché sono soprattutto gli uomini a uccidere? (accade ben di rado – per fortuna – che sia una donna a uccidere il proprio compagno. E quasi sempre è per esasperazione, rabbia, incapacità di sopportare e subire…).

Per gli uomini no: le motivazioni sono diverse. C’è desiderio di possesso, voglia di imporsi, incapacità di accettare che la moglie/compagna possa avere un ruolo distinto dal tuo e possa magari eccellere più di quanto il marito/compagno sia in grado di fare. In alcuni casi basta meno: voglia di avere le mani libere e di iniziare una nuova vita, magari ereditando tutto.

Insomma: dietro ogni grande uomo c’è una grande donna. Una frase fatta che abbiamo ripetuto mille volte e che racconta certamente alcune verità. Ma non ci troviamo quasi mai ad affermare il contrario: dietro ogni grande donna c’è un grande uomo.

Perché?

Perché non è così. Perché accade ben difficilmente e alquanto di rado che l’uomo riesca a mettersi “dietro” la donna.

Vedete al volante? Analizzate la percentuale di mogli che sono al volante quando il “maschio” è presente nell’abitacolo.

E che dire del corpo delle donne ammirato, utilizzato, denudato, abusato, schernito nelle trasmissioni televisive, nel porno, persino nell’arte erotica? Ammiccamenti, frasi a effetto, doppi sensi e tanto humor a buon mercato!

Faccio un mestiere che mi ha sempre visto lavorare in prevalenza accanto a colleghi maschi più che a colleghe.

Sapete quante volte gli interlocutori si sono rivolti al maschio?

Sapete quante volte hanno dato del dottore al maschio (ovviamente non laureato, ad abundantiam….) e della “signora” a me ?

Sapete quante volte ho inteso delle battute sessiste nel luogo di lavoro o in varie situazioni?

a bocce ferme
Fonte: BergamoNews

Le proteste hanno un unico effetto: quello di farsi rimbrottare come demodé. E magari qualcuno, un po’ più attento e attrezzato culturalmente, si affretta a precisare che la battuta sessista non era rivolta a me.

Come se fosse necessario e come se importasse qualcosa!

Come se il fatto di averla rivolta a me o ad altri, o di averla semplicemente pronunciata e ancor prima pensata, potesse essere giustificato e considerato addirittura “normale”.

Qualche anno fa, a una recita di fine anno di una scuola materna, ascoltai i bimbetti sul palco recitare. “Mica sono una femminuccia!”, “Zitta tu che sei femmina” sono frasi che ho sentito (per fortuna qualche anno fa ma neanche tanti) sul palco della recita di fine anno al teatro Naselli della mia città.

E in casa, nelle famiglie, è proprio paritaria la situazione tra figli e figlie?

Perché stupirci se poi qualcuno dei nostri figli, che abbiamo educato a questi valori, possa poi “eccedere” e giungere alle estreme conseguenze?

Giustificarlo? Giammai!

Ma forse su qualcosa in termini di responsabilità collettiva, di responsabilità culturale potremmo pure cominciare a parlare…

Non dobbiamo mettere i maschi sulla graticola, come sta accadendo in questi giorni, ma forse porci tutti insieme, donne e uomini, un interrogativo e un’assunzione di responsabilità.

Forse c’è bisogno di fare un passo diverso, nuovo, prima di tutto culturale per cominciare a sognare e a porre i primi tasselli di una NUOVA UMANITÀ.

Su basi diverse.

Perché Maria era “Regina degli Apostoli”!

Lei, la donna per eccellenza…

Lei, antesignana di un mondo e di un’idea che parte dal Cielo: dove uomini e donne sono diversi e splendidi, singolarmente e insieme.

Il “disegno di Dio sull’umanità”: l’attualità di un Vangelo che non conosciamo abbastanza.

 

Francesca Cabibbo: Giornalista, laureata in Scienze Politiche, collabora anche con il Giornale di Sicilia, agenzia Ansa, Rai, i siti Siciliainternazionale e Lettera32, il mensile “Agrisicilia” il bimestrale Città nuova. Ha lavorato nelle emittenti televisive Telecittà Val d’Ippari, 20sicilia e Videouno. Ha insegnato lingua italiana a Malta. Vive a Comiso.

Vota questo articolo

Valutazione media 5 / 5. Conteggio voti 4

Write A Comment