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ovvero
Ricominciare

di Giulia Cultrera

Ammettiamolo, guardare After Life non è certo una passeggiata. Piuttosto, lo si potrebbe definire un vero pugno nello stomaco, di quelli che mozza il fiato e da cui ci vuole un po’ per riprendersi.

Il tema dell’elaborazione del lutto è spesso trattato nelle serie tv ne è un grandioso esempio WandaVision, ma non in un modo così autentico, intimo e struggente. In genere ci si sofferma brevemente sulla perdita e il conseguente stato d’animo del personaggio, per poi fare un salto in avanti nel tempo e ritrovarlo felice, pronto a riprendere in mano la propria vita.after life

After Life, invece, gioca a carte scoperte: mostra l’ordinario, senza abbellimenti. Nella realtà non esiste un tasto skip per passare direttamente alla parte bella della storia. Bisogna convivere giorno per giorno con il dolore e con la solitudine. 

Questo non riesce molto bene a Tony, vedovo, con tendenze suicide e nessun riguardo per i sentimenti degli altri. Irriverente e senza freni, si nasconde dietro una barriera di cinismo e rabbia, sputando sentenze e veleno su chiunque gli capiti a tiro.

Non ha più alcun motivo per essere gentile o gioire della vita, al punto da maturare un atteggiamento sfrontato e privo di filtri, a tratti insensibile.after lifeIn realtà, After Life analizza in modo lucido e razionale la vita. E lo fa attraverso gli occhi di Tony, senza usare mezzi termini.

Entriamo così nella quotidianità del protagonista, una routine inizialmente all’insegna dell’apatia, che si intreccia con le storie dei personaggi secondari.

Parenti, colleghi di lavoro, amici e conoscenti che movimentano le giornate di Tony, un po’ irritandolo e un po’ spronandolo. Donne e uomini insoliti, strambi, imperfetti, un po’ emarginati e predisposti al fallimento. Umani.after lifeL’atteggiamento burbero e sfrontato del protagonista, cade lentamente ma mai del tutto! iniziando, in qualche modo, a elaborare il lutto. Tony comprende che vale la pena continuare a vivere, se non altro per rendere le giornate più leggere agli altri, infondendogli quel pizzico di sicurezza e speranza che può davvero fare la differenza.

La prova che, spesso, cambiare prospettiva è tutto ciò che ci serve per non rimanere ancorati al passato, trovando ogni giorno piccole ragioni che invogliano a non arrendersi né a farsi sopraffare dalle emozioni e dai ricordi.after life

After Life è una serie brillante: autentica, profonda, straniante e straziante. Un manifesto della vita, nuda e cruda. Non indora la pillola e non si perde in inutili fronzoli o lieti fine.

Nell’arco di tre stagioni, Ricky Gervais, già sceneggiatore della versione inglese di The Office, racconta una lenta e sofferta elaborazione del lutto. E lo fa utilizzando il suo solito linguaggio senza filtri, a tratti spiazzante, giocando con situazioni tra il comico e il grottesco.

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