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di Giovanna Giallongo

Si chiamava Carlotta, nata Principessa del Belgio. Il suo era un sangue dal colore blu intenso. Figlia di Leopoldo I, Re dei Belgi, e di Luisa d’Orléans; cugina della Regina Vittoria d’Inghilterra e di suo marito, il Principe Alberto; nipote di Maria Amalia di Napoli e Sicilia, Regina dei Francesi, moglie di re Luigi Filippo di Francia e nipote di Maria Antonietta.

Carlotta del Belgio, particolare di un ritratto fattole a dieci anni

A sedici anni, nel 1856, conobbe l’amore della sua vita: Ferdinando Massimiliano D’Asburgo Lorena. Non vi fu nessuna possibilità per i pretendenti della bella Carlotta la quale, l’anno successivo, convolò a nozze con Massimiliano. Entrambi erano figli secondogeniti che mostrarono grande intelligenza e apertura mentale. Massimiliano si distinse a corte per le migliorie apportate alla marina militare tanto da acquisire la carica di Vicerè dell’Impero Lombardo-Veneto. Carlotta, invece, seppe muoversi tra le maglie strette della corte attirando le simpatie della suocera Sofia ma malcelando la rivalità con la cognata, l’Imperatrice Sissi, legatissima a Massimiliano.

Massimiliano e Carlotta vissero molti anni nella beatitudine del loro amore, spensierati. Si erano sposati per volontà loro non per politica e questo li rendeva consapevoli della grande influenza che l’uno aveva sull’altra. Arte, musica e cultura erano i loro interessi comuni e Carlotta stessa fu un’interessante artista dilettandosi nel dipingere vedute, molte delle quali visibili ancora oggi nelle sale del Castello Miramare, dimora che Massimiliano fece costruire per loro due non appena ricevette il congedo dall’incarico di Vicerè.

Franz Xaver Winterhalter, particolare del ritratto di Massimiliano d’Asburgo, 1864

Tuttavia l’amore, come spesso si dice, non basta. Carlotta aspirava ad altro. Si era stancata di vivere una vita beata quasi come fosse in esilio. Desiderava una corona e, per ironia del destino, la monotonia di Miramare venne interrotta dall’offerta presentata a Massimiliano: prendere il trono del Messico dove, dopo appena mezzo secolo dall’indipendenza spagnola, si viveva un periodo di disordine politico.
Massimiliano accettò e insieme a Carlotta lasciò Trieste alla volta del suo nuovo regno.

Il viaggio durò un mese e mezzo e il 28 maggio 1864 i nuovi sovrani arrivarono in Messico trovandovi una situazione politica tutt’altro che favorevole alla monarchia tanto da spingere Carlotta a rientrare in Europa per cercare appoggi politici al regime del marito. Si recò a Parigi, a Vienna e a Roma facendosi accogliere da Papa Pio IX dinnanzi al quale la sovrana mostrò i primi segni evidenti del suo squilibrio mentale. La leggerezza dell’amore era ormai stata schiacciata dai pesanti meccanismi della storia infatti, mentre Carlotta iniziava il calvario della malattia, Massimiliano venne arrestato dalle truppe repubblicane e fucilato nel 1876. Si dice che alla notizia della morte dell’amato marito, si fosse sentito lo stridente suono del cuore di Carlotta spezzarsi.

Cesare Dell’Acqua, Partenza di Massimiliano e Carlotta per il Messico, 1866

Ogni speranza fu perduta. Qualsiasi cosa la facesse rimanere ancora in piedi, con un barlume di lucidità, sparì nel momento stesso in cui la morte portò con sé l’essenza vitale dell’uomo che aveva amato da tutta una vita. Che senso aveva, ormai, ragionare o fare uso di quell’intelletto tanto apprezzato se la linfa vitale che dava brio alla sua intera esistenza non esisteva più? Diagnosticata l’infermità mentale, Carlotta visse per un periodo al Castello Miramare, rinchiusa per proteggerla soprattutto da sé stessa. Devastata dalla follia, fu ricondotta in Belgio nel castello di Bouchout dove visse fino alla morte avvenuta a gennaio del 1927.

Può essere, dunque, l’ambizione il vero nemico dell’uomo? Non sarà, certo, solamente questo aspetto del carattere a rendere gli uomini nemici di sé stessi tuttavia per Carlotta e Massimiliano, l’ambizione è risultata fatale!

Eduard Manet, Esecuzione dell’Imperatore Massimiliano del Messico, 1868

Massimiliano non voleva vivere una vita all’ombra del fratello maggiore, il Kaiser Francesco Giuseppe. Si scontrò con lui parecchie volte uscendone sempre sconfitto ed è stato proprio il senso della sconfitta e il desiderio della rivalsa ad avere esaurito ogni possibilità di felicità. La sua ambizione ha avuto un caro prezzo: la sua stessa vita e la sanità mentale di Carlotta la quale, anche se in minima parte, aveva contribuito alle mire espansionistiche del marito volendo anch’essa sempre di più.

Storia di amore e guerra ma soprattutto di letale ambizione! In fondo, la vetta del monte si trova ad un passo dal precipizio.

Foto del banner: Cesare Dell’Acqua, Matrimonio tra Carlotta del Belgio e Massimiliano d’Austria, 1857.

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