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di L’Alieno

Forse il pericolo più folle che il 2024 ci potrebbe riservare è quello di impiccarci, come Occidente, all’albero della (folle) guerra di Netanyahu. Le cifre del conflitto sono già agghiaccianti adesso, più di 20.000 morti palestinesi (59.000 i feriti, 8.000 i dispersi), figuriamoci cosa potrebbe accadere in un possibile allargamento del conflitto: dal Libano, alla Siria fino all’Iran e allo Yemen. Un’immensa polveriera pronta ad esplodere e che rischierebbe di risucchiare gli Stati Uniti (e l’Occidente) in una spirale bellica dagli esiti imprevedibili.

Gli unici a guadagnarci da questa follia sarebbero, almeno nel breve, soltanto quegli incendiari di professione che in Israele bramerebbero di arrivare ad una sorta di illusorio scontro finale contro le cosiddette “forze del male”, ovvero l’Iran e i suoi alleati (Hamas, Hezbollah e Houthi).

(immagine corrierecesenate.it)

Ma a rappresentare le opposte “forze del bene” chi sarebbe? Forse un certo Voldemort-Netanyahu e la sua cricca di fanatici odiatori? È uno di quei pericolosi paradossi di questi mesi che ci potrebbe portare difilato dentro un futuro distopico. In sostanza, questa guerra si è fatta fin troppo seria per essere lasciata soltanto nelle mani del capo di governo più screditato che abbia mai avuto Israele. Gli americani sembra che se ne siano accorti (con molta fatica e in colpevole ritardo), ma l’Europa dov’è? L’Italia dov’è?

(Da sx) Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir: i due ministri dell’estrema destra israeliana nel Governo Netanyahu

Il vecchio continente, al solito, non è in grado di parlare con una sola voce e così sarà fino a quando non riusciremo a mettere da parte i vecchi e anacronistici sovranismi nazionali e si cercherà di tendere verso un’unità politica vera (ormai un’ineludibile necessità storica). L’Italia invece è ferma alle amabili chiacchiere del suo Presidente del Consiglio, la cosa che le riesce meglio. Per il resto nessuna visione del futuro, nessuna consapevolezza del declino del nostro paese, che allo stesso tempo è una decadenza demografica, economica e sociale. Soltanto una gran voglia di tirare a campare, occupare potere, prendere tempo e, sostanzialmente, prenderci in giro.

Giorgia Meloni

Un ultimo pensiero ad altri tre grandi pericoli del 2024: la rielezione di Trump negli USA, il peggiorare dell’umore di Xi su Taiwan e l’Ucraina lasciata al suo triste destino. Tralascio gli ultimi due, avremo (spero) la possibilità di riparlarne. Quanto a Trump, ieri, il “The New York Times” riportava in evidenza la notizia dell’ex Presidente comparso a Washington davanti a una Commissione della Corte d’Appello. L’intento era quello di difendere la causa della sua immunità dall’accusa di complotto per ribaltare le elezioni del 2020. Il suo avvocato è arrivato persino a sostenere che “un Presidente potrebbe assassinare persino un rivale politico ed essere comunque protetto dal processo, a meno che il Senato (in mano agli amici) non lo abbia prima condannato in un procedimento di impeachment”… Una perla del Trump-pensiero.
Per il nuovo anno meglio allacciarsi le cinture.

(Da sinistra in alto in senso orario) Xi Jinping, Donald Trump e Volodymyr Zelenskyy

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