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Partiti da molto lontano, cercando di indagare tra le poche fonti a nostra disposizione, siamo arrivati alla fine del cammino della nostra storia. È il momento delle figure di musicisti contemporanei che hanno dato e stanno dando lustro alla comunità chiaramontana. Il nostro intento è duplice. Non soltanto far conoscere dei musicisti di assoluto rilievo, ma sottolineare che la musica può essere un punto di ripartenza importante dalla grande crisi che sta attanagliando il territorio ibleo. Una crisi che allo stesso tempo è economica e demografica. Vogliamo ricordare che per ogni nuovo nato abbiamo tre morti a Chiaramonte. Vi lasciamo immaginare quale potrebbe essere il nostro futuro così continuando.

di Redazione

Nella seconda parte abbiamo già ricordato i grandi musicisti chiaramontani del ‘900, usciti proprio dai corpi bandistici cittadini. Con la presente nota invece intendiamo far conoscere le storie dei nostri grandi musicisti in piena attività.

Tra questi William Castaldi si è distinto ai massimi livelli.  Muove i primi passi nella banda Scarlatti del Maestro Nello Gurrieri, continuando poi gli studi presso il liceo Musicale “G.Verga” di Modica, sotto la guida del Maestro Grasso, e di Gioacchino Giuliano, prima Tromba del Teatro Massimo di Catania.

William Castaldi

Il suo percorso orchestrale inizia dopo aver vinto l’audizione per l’Orchestra dell’Accademia alla Scala di Milano dove si perfeziona sotto la supervisione di Francesco Tamiati (prima Tromba al Teatro alla Scala). E con questa compagine ha preso parte a numerose Tournée in giro per il mondo diretti da Maestri del calibro di Gustavo Dudamel e John Axelrod.

Nel Dicembre 2010 viene ammesso presso la Royal Academy of Music di Århus in Danimarca, dove studia con Reinmhold Friedrich e Kristiann Steenstrup. E nel 2015 viene selezionato dal Maestro Riccardo Muti per suonare nella sua Orchestra “Cherubini” di Piacenza e Ravenna.

Molte sono state le sue partecipazioni in qualità di solista e prima tromba in prestigiose Orchestre europee, nell’occasione di famosi festival o in tournée in tutto il mondo.
A marzo 2017 si esibisce da solista nella Brussels Philarmonic. Nell’ottobre 2019 diventa Prima Tromba presso l’Ópera di Göteborg (Svezia). E ancora nel marzo del 2020 si esibisce nuovamente in veste da solista con la Brno Filharmonie (Repubblica Ceca).

Suona in duo con Jørgen Ellekilde, Organista del duomo di Aalborg, con cui si è esibito anche in diretta TV nazionale in Danimarca, e con la moglie Pianista Maria Eshpai.

2017, Anversa. William Tromba solista con la Brussel Philarmonic

William negli ultimi anni si è segnalato non soltanto per essere un grande musicista, ma anche per il suo grande amore e la passione civile che lo anima nei confronti della sua città natale. Passione che lo ha portato a inventarsi l’IMMF Festival. Un’iniziativa di successo che per l’offerta didattica e la caratura internazionale degli artisti coinvolti, provenienti da tutto il mondo, ha prodotto un importante flusso economico per Chiaramonte (come ha scritto lui stesso in un precedente articolo per oltreimuri.blog).

Il manifesto 2021 dell’International Music Masterclass & Festival di Chiaramonte

Un esempio di cosa potrebbe diventare Chiaramonte “capitale iblea della musica” se l’opera di William avesse seguito tra le altre celebrità della nostra comunità. Senza dimenticare anche l’apporto prezioso che potrebbero dare tanti altri bravi musicisti locali, che pur non godendo di simile fama, hanno dimostrato altrettanta passione civile.

Dicevamo delle altre celebrità. Come non menzionare i giovanissimi Matteo e Giovanni Cutello, che nello stesso vivaio chiaramontano della banda Scarlatti sono stati iniziati alla musica all’età di sette anni. Due piccoli fenomeni che proprio nell’ambiente bandistico hanno mosso i loro primi passi sviluppando quella necessaria attitudine per la musica d’insieme e scoprire di essere dotati di uno straordinario orecchio musicale.

Giovanni al Sax e Matteo alla tromba esordiscono a 7 anni nella banda cittadina diretta dal Maestro Nello Gurrieri

Due fratelli gemelli che hanno bruciato tutte le tappe a tempo di record, nel loro percorso professionale, e che oggi appaiono come giovani star del firmamento Jazz internazionale. Bravissimi ma anche generosi, perché allo stesso modo di William sono animati da passione civile e amore per la propria città natale. Tanto da farsi promotori della “I Rassegna Chiaramonte in Jazz” svoltasi nell’estate 2019, che ha portato nella piccola cittadina iblea artisti del calibro di Gegè Telesforo, Paolo Fresu e Dino Rubino. Preziosissime risorse per le premesse da cui ci siamo mossi e non sempre considerate da una politica molto poco lungimirante e incapace di visione del futuro.

Matteo e Giovanni insieme a Gegè Telesforo

Ma procediamo con ordine. Pochi mesi di apprendistato nella banda cittadina bastano ai due piccoli talenti per essere pronti all’esordio. Giovanni suona il sax, Matteo la tromba. Il fascino del repertorio dei brani classici maggiormente eseguiti e l’allegria delle marce riescono nel miracolo di trasformare lo studio della musica in un bel gioco divertente. Così i due piccoli fuoriclasse cominciano a sbocciare a velocità impressionante e scoprono il mondo del Jazz, seguiti nel loro percorso da bravissimi maestri come Carlo Cattano e Giovanni Mazzarino. E in seguito alla partecipazione ad un seminario tenuto da Mathias Ruegg, direttore del’Art Vienna Orchestra nel 2010, a soli 11 anni, vengono da lui invitati a suonare al Porgy & Bess di Vienna.

Nella 23esima edizione del Jazz Festival della Repubblica Domenicana

Grazie poi alla contemporanea nascita in quegli anni del “Vittoria Jazz Festival” di Francesco Cafiso (altra star iblea del Jazz), i due gemelli si introducono nell’ambiente jazzistico ed è subito amore travolgente. Qui vengono accolti con grande entusiasmo, vista la naturalezza con la quale riescono a esibirsi durante le jam session al cospetto di musicisti di altissimo livello.

E’ stato durante una di quelle jam che Enrico Rava (universalmente riconosciuto come il più grande jazzista italiano), colpito dal loro incredibile talento naturale, si è interessato al loro caso. Da allora non ha mai smesso di seguirli e frequentemente li ha pure citati nei suoi articoli (o nelle interviste) come esempio di grandissimo talento innato.

Intervistato da Renzo Arbore, durante l’introduzione di un documentario TV dal titolo “Da Palermo a New Orleans: e fu subito Jazz”, che indagava sul contributo dei siciliani alla nascita del jazz, Rava li ha citati paragonando il loro talento a quello di Francesco Cafiso e traendone la conclusione che questo possa essere il prodotto della cultura e dalla tradizione musicale della nostra terra. Tanto per tornare alla funzione essenziale dei corpi bandistici nostrani.

Con Renzo Arbore al Piano

Infatti sono numerosissimi i siciliani, spesso con il nome americanizzato, che hanno contribuito alla storia del jazz. Si pensi che il primo disco dove compare la parola “jass”, datato 1917, è di un gruppo denominato “Original Dixieland Jass Band”. Il suo leader era un certo Nick La Rocca, trombettista, i cui genitori erano originari di Salaparuta e Poggioreale, in provincia di Trapani.

I siciliani portarono in America la straordinaria tradizione bandistica che si fuse con i ritmi africani dando origine ad un approccio totalmente nuovo rispetto a quello della musica colta europea. E Giovanni e Matteo non rappresentano altro che l’ultimo prodotto di questa tradizione musicale.

Nick La Rocca e la sua Original Dixieland Jazz Band nei primi decenni del ‘900

Hanno già inciso diversi dischi, il primo a soli 15 anni: “Kick Off”, con la partecipazione straordinaria di Gegè Telesforo. L’ultimo “We Kids Quintet”, lavoro collettivo dove sono autori di alcuni brani e selezionato in un concorso SIAE.

Si sono anche esibiti in numerosi concerti in Italia e all’estero, tra cui ci piace ricordare: l’esibizione presso l’Istituto di Cultura Italiana di New York nel 2014, il concerto di apertura di Umbria Jazz Winter ad Orvieto nel 2016 e la partecipazione ai Festival jazz della Repubblica Dominicana (2019), di Panama (2020) e l’omaggio a Charlie Parker presso il Berklee Perfomance Center di Boston come componenti di una Big Band che vedeva la partecipazione di artisti del calibro di Danilo Perez, Joe Lovano (anche lui “siciliano del jazz”) e Ben Street. Infine, particolarmente emozionante, l’esibizione come ospiti di Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana tenutosi lo scorso mese di agosto a Ragusa.

Insieme a Renzo Arbore a Ragusa

Hanno vinto anche numerosi concorsi tra cui il “Premio Internazionale Massimo Urbani”  e borse di studio che, partendo da Umbria Jazz, li hanno proiettati dall’altra parte dell’Atlantico fino a Boston. Qui hanno conseguito appena due settimane fa la laurea in “Film Scoring e Jazz Composition” presso il prestigioso “Berklee College of Music”.

I fratelli Cutello vincitori del Premio Internazionale Massimo Urbani insieme a Enrico Rava

Per completare la nostra panoramica tra i grandi musicisti chiaramontani contemporanei,  non possiamo non accennare a due figure che pur non essendo partiti dalla banda municipale cittadina, meritano comunque un accenno per la loro grande importanza.

Il primo Giovanni Cultrera di Montesano, appartenente ad una famiglia che è stata tra le protagoniste della storia secolare della nostra comunità. Pianista di livello internazionale, si è esibito nei teatri più importanti del mondo, ottenendo prestigiosi riconoscimenti in Italia e all’estero. Presidente e componente di giurie in oltre cento concorsi nazionali ed internazionali, docente al Conservatorio “V. Bellini” di Catania e Direttore Artistico di diversi prestigiosi eventi e di altrettanto prestigiose istituzioni, come attualmente il Teatro Massimo Bellini di Catania.
A lui dedicheremo prossimamente un ritratto nella rubrica “Medaglioni Iblei” di Sebastiano D’Angelo.

Giovanni Cultrera, pianista di fama internazionale

Infine una giovane promessa nel settore del canto, Emanuela Sgarlata, soprano, allieva del maestro Marcello Pace prima e della maestra Laura Giordano dopo (soprano di fama internazionale).
Nel 2018 è stata tra i vincitori della 71esima edizione del Concorso per i giovani cantanti lirici di Spoleto. Nello stesso anno, al Teatro Massimo di Palermo, è nei panni del paggio nel Rigoletto
 di John Turturro, Direttore d’Orchestra Stefano Ranzani.

Nel 2019 è Cherie in “Duello Alcomico”, al Teatro Massimo di Palermo. Canta anche per l’ambasciata italiana a Berlino in occasione della festa della Repubblica.
Nell’autunno del 2019 rappresenta il teatro Massimo di Palermo cantando per gli eventi del Turismo Expo in Giappone e a Londra. E nel maggio di quest’anno è suo il secondo posto del “1° Concorso di Canto Lirico Virtuale SOI Scuola dell’Opera Italiana Fiorenza Cedolins”, seconda Edizione 2021.

LINK ALLA SECONDA PARTE. CLICCATE QUI

Emanuela Sgarlata, bravissima Soprano

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