4.7
(14)

di Redazione

Esiste la censura in RAI? All’improvviso sembriamo scoprire l’acqua calda. La censura esiste, eccome. Ma cerchiamo di essere seri, non l’ha certo scoperto Fedez. C’era già ben prima che lui stesso nascesse.

Abbiamo una lunghissima storia di un servizio pubblico asservito al potere politico, lottizzato, disinteressato a realizzare inchieste che in qualche modo potessero mettere in imbarazzo gli “editori di riferimento”. Così Bruno Vespa, direttore del TG1, nel 1992, definiva la Democrazia Cristiana dell’epoca.

Non che il “TG3-Telekabul” di Sandro Curzi fosse molto diverso, rispondendo soltanto ad un altro “editore di riferimento”: il Partito Comunista (poi PDS). Mentre il TG2 di Ghirelli e La Volpe aveva nel Partito Socialista di Bettino Craxi il suo punto di orientamento. A farne le spese fu tra gli altri il giovane comico Beppe Grillo (sì, proprio lui), che per aver fatto una battuta su Craxi e Martelli in visita in Cina nel 1986 (“ma se sono tutti socialisti in Cina a chi rubano?”) non riuscì a mettere più piede in RAI per anni.

(Da sinistra) Bruno Vespa, Alberto La Volpe e Sandro Curzi

Storie arcinote, ma spesso dimenticate in un Paese dove la libertà di stampa, la sua indipendenza, non sono mai state considerate un valore fondamentale da perseguire e preservare a tutti i costi. Tutt’altro.

Nella seconda Repubblica dissolti i grandi partiti-lottizzatori è stata la volta del Berlusconi monopolista Rai-Fininvest e del cosiddetto “editto bulgaro” ai danni dei giornalisti Enzo Biagi e Michele Santoro e del comico Daniele Luttazzi.

(Da sinistra) Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi

Dovremmo adesso meravigliarci perché Fedez è stato accusato da Ilaria Capitani (vice direttrice di Rai3) e da Massimo Cinque (storico autore della Rai) di non conformarsi al “sistema” e di “essere inopportuno nel contesto”? O che oggi la Lega di Salvini eserciti un potere da “editore di riferimento”?

Non a caso siamo al 41° posto nel mondo quanto a libertà di stampa, secondo Reporter Without Borders. Classifica strameritata per un Paese con gli stessi eterni difetti.

Vota questo articolo

Valutazione media 4.7 / 5. Conteggio voti 14

Write A Comment