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di Pippo Inghilterra

Ho camminato molto a Comiso negli ultimi anni, più in quella antica che in quella moderna, più in quella che amo che in quella dove mi perdo.

Stamattina passeggiando in flaneur, nell’appendice elevata del sagrato della Chiesa Madre, osservavo, il ritmo dolce degli archi della facciata dell’ex Mercato Casmeneo, la mole neoclassica del Municipio che ci guarda con la “non facciata”, la parte superiore della chiesa seicentesca del Gesù, che fa da podio alla Chiesa dell’Annunziata che, come un Niccolò da Tolentino alla testa dei fiorentini nella battaglia di San Romano, combatte contro il degrado della città.

Panorama di Comiso, dal sagrato della Matrice

Entrando, poi, con occhio tecnico nel cortile dell’ex Mercato Casmeneo, immaginavo una linea d’acqua che dalla fontana al centro del cortile, passa per la fontana di Piazza delle Erbe e, penetrando nella stanza centrale sotto il sagrato, sbocca dall’altra parte del sagrato, nel luogo dove, fino agli anni cinquanta del Novecento, c’era il lavatoio pubblico.

Fontana all’interno dell’ex Mercato Casmeneo (a sx), Fontana di Piazza delle Erbe, Comiso (a dx)

In questo spazio ci sono i lavelli di pietra (ora coperti) posti in fila ai bordi di una saia, proveniente dall’antica sorgiva Diana, dove le povere “lavannere” con le gambe in acqua tirando su le vesti, lavavano i panni dei signori.

Ora questo spazio, a causa di orribili superfetazioni e offeso dall’incuria, è diventato uno scarto urbano.
In mezzo a questo “inferno”, si riconosce l’antica canalizzazione in pietra che alimentava il sottostante “mulinieddu ri Santa Maria“, e il sedime dell’ex Chiesa dei Miracoli, distrutta dall’alluvione del 1794.

Ex lavatoio pubblico a Comiso, sottostante il sagrato della Matrice. Fotografia di Ando Gilardi. 1956 (a sx), Ex lavatoio pubblico a Comiso, situazione attuale (a dx)

Tutto questo non è colpa degli altri, ma di tutti noi come scrive Bufalino “Noi tutti l’abbiamo tradita, abbiamo peccato contro di lei…“. Forse si può sperare, o sognare, che le cose rivivano, come testimonianza di un tempo passato, per rendere più vivibile la nostra città.

Giuseppe Leone, Piazza delle Erbe, Comiso 1981. Foto tratta da: “Gli anni di Sciascia e Bufalino “, fotografie di Giuseppe Leone, con un testo di Bruno Caruso, note di Antonio Di Grado e Nunzio Zago. Palermo, Kalos, 2001.

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