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di Vincenzo La Cognata

Una diceria di lunga data ci racconta che l’ideogramma cinese per ‘crisi’ sia composto dai segni che rappresentano ‘pericolo’ e ‘opportunità’, ma gli esperti di lingue orientali hanno più volte sfatato questa leggenda, sostenendo che si tratti di un errore di traduzione.

Le due sillabe che compongono la parola cinese infatti, hanno invece il significato di ‘pericolo’ e ‘momento incipiente’. Il nobile padre di questa bufala è stato J. F. Kennedy, che l’ha usato come slogan per la sua campagna elettorale. Questo perché è incoraggiante, ma è anche pericoloso pensare che le crisi possano creare nuove opportunità.

Guardando all’etimologia della parola in italiano, crisi deriva dal latino ‘crisis’ e dal greco ‘κρίση (krísis)’, che rimandano ad un significato analogo a quello cinese di ‘fase culminante’ o ‘punto di svolta’. Ciò che di certo ci racconta l’etimologia è che la crisi rappresenta comunque un momento di scelta e di decisioni forti.

Dunque le crisi non vanno affrontate con ingiustificato e smisurato ottimismo, per non rischiare di sottovalutarne le conseguenze. Ma non bisogna nemmeno mostrarsi sconfitti e inermi dinanzi alle difficoltà.
Nella storia dell’uomo non esistono civiltà che non abbiano vissuto momenti bui. Abbiamo avuto testimonianze di popoli che in seguito a gravi crisi non hanno potuto far altro che soccombere, altri, invece, che riuscendo a superarle hanno impresso una svolta al loro destino.

Un esempio virtuoso è quello della civiltà greca, che in seguito alla minaccia persiana del V secolo a. C., dopo la vittoria sul nemico, ebbe un enorme sviluppo nel campo dell’architettura, dell’arte, dell’economia e della filosofia. Proprio la civiltà greca deve esserci da esempio per far germogliare il seme del cambiamento.

Eventi come catastrofi naturali, l’utilizzo di armi di distruzione di massa, la crescente povertà o pandemie, come quella che ci sta mettendo in ginocchio, non possono più essere considerati improbabili. Il nostro compito sarebbe quello di prevenirli, se possibile, e combatterli. Così le crisi rappresentano un momento di scelta e la nostra deve essere quella di agire collettivamente con pazienza e responsabilità, perché proprio il contributo corale è l’unica via di uscita.

 

 

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