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ovvero
Buoni propositi per l’anno nuovo

di Giulia Cultrera

Il 31 dicembre è il momento in cui si fa il bilancio dell’anno appena trascorso e si stabiliscono i buoni propositi per il futuro. Da domani inizio la dieta, da domani leggo almeno dieci pagine al giorno, da domani cerco di essere più costante.

Un proposito che dovremmo cercare di rispettare è quello del work-life balance, l’equilibrio tra la vita personale e quella lavorativa. Non è un caso se la copertina di gennaio del New Yorker rappresenta proprio una persona che lavora l’ultimo dell’anno. Fuori la gente festeggia Capodanno, ma la protagonista di questa cover è in casa, ha concluso la sua cena già da un po’ ed è davanti al computer.

Intorno ci sono cartacce, piatti e bicchieri vuoti, una pianta morta. Non ha avuto il tempo di buttare la spazzatura, lavare i piatti o innaffiare la pianta; probabilmente ha consumato la sua cena di fretta, seduta alla scrivania, senza staccare realmente dalle scadenze incombenti. Non ha avuto tempo perché il suo tempo è stato assorbito dal lavoro.

Uno sguardo veloce e distaccato ai botti di Capodanno e ci si rimmerge nel flusso delle scadenze.

deadline
La copertina Deadline e un autoritratto di Bianca Bagnarelli

Un’immagine emblematica della realtà moderna, in cui la vita lavorativa spesso invade il nostro tempo personale. Le scadenze finiscono per scandire la quotidianità e prevalgono sugli impegni personali.

Ecco perché Bianca Bagnarelli, autrice della copertina, ha intitolato Deadline (scadenza) la sua illustrazione. “Lavoro spesso durante le vacanze. All’inizio penso di approfittare di piccoli ritagli di tempo in cui il mondo si ferma, ma poi mi rendo conto che mi sto perdendo tutto il divertimento, e questa cosa può avere un risvolto dolce-amaro”.

Il lavoro da remoto ha rimosso i tempi morti per arrivare in ufficio ma, al tempo stesso, ha portato il lavoro dentro le mura domestiche, eliminando quell’equilibrio già precario tra vita personale e lavorativa. Chi ha una Partita IVA ne fa esperienza già da tempo, ma la situazione non è certo diversa per chi è costretto a reggere turni massacranti o rimane in ufficio fino a tardi.

Il lavoro si estende oltre le ore stabilite da contratto – se si rientra tra i fortunati che un contratto ce l’hanno – e il resto, la vita personale, i rapporti, lo svago, le proprie aspirazioni finiscono in secondo piano.

Notes on Work | The New Yorker
Un’illustrazione di Bianca Bagnarelli realizzata sempre per il New Yorker nel 2022 dal titolo “Notes on work” sul tema dell’overworking, cioè il lavorare più del dovuto, dalla mattina alla sera, senza sosta

La copertina Deadline ha sollevato un notevole dibattito; come sempre, le posizioni sono anche molto divergenti tra loro. Minimizzare o estremizzare non porta mai a nulla e allontana dal focus: il work-life balance non è solo un concetto alla moda, ma una necessità per il benessere personale. Quando il lavoro monopolizza la nostra vita, rischiamo di compromettere la salute mentale, fisica e le relazioni personali. Un eccessivo stress lavorativo può portare a burnout, ansia e altri problemi di salute.

È essenziale eliminare la mentalità tossica di chi esalta l’essere sempre produttivi e performanti, facendone quasi un vanto, in favore di una narrazione volta a fissare confini chiari tra il tempo dedicato al lavoro e quello riservato alla vita personale.

Lavorare bene significa vivere bene.
(San Tommaso D’Aquino)

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