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di L’Alieno

Dopo di me? Me stesso. Qualsiasi autocrate a qualsiasi latitudine, dal macro al micro, non potrebbe che rispondervi così. Il suo narcisismo è tale che oltre se stesso non riuscirà a vedere mai nulla e nulla mai crescerà sotto la sua quercia. Potrà cadere a pezzi con l’età, sembrare quasi un patetico zombie dal sorriso sardonico che inquieta dai manifesti elettorali, ma non cederà di un millimetro finché avrà un grammo di forze. E alla critiche risponderà sempre con il ghigno e le parole del divo Giulio“Il potere logora chi non ce l’ha”.

Toni Servillo nei panni di Giulio Andreotti nel film “Il Divo” (di Paolo Sorrentino – 2008)

Pensate che mi riferisca a qualche leader nazionale o estero? No. Penso ai cacicchi di paese, ai micro-casi di periferia che riescono a proliferare da decenni nella nostra democrazia, che sanno forzare le regole per fare quello che gli pare manipolando il consenso, la loro grande specialità.

Così il bianco lo fanno diventare nero, il vecchio, nuovo e il nuovo, vecchio. Sono i primi ad avvelenare i pozzi, a violare regole e leggi, ma com’è e come non è, alla fine la faranno franca passando anche per vittime.
Mai un’autocritica. Mai un’assunzione di responsabilità per qualsiasi sbaglio. Mai saper dire “ho sbagliato”. Il loro senso di impunità è totale.

I piccoli autocrati di paese sono anche dei populisti facili da riconoscere. Non sono semplicemente i capi, i primi cittadini, ma il centro di un potere quasi assoluto. Chi gli sta vicino è destinato al ruolo di figurante con autonomia decisionale pari allo zero, salvo questioni marginali. E se in un sussulto di dignità qualcuno osasse alzare la testa, questa gli verrebbe segata senza tanti complimenti. Come a dire… “non ti ho scelto per pensare, ma per essermi fedele”.

Non è un caso che prima o poi litigano con tutti. Non è un caso che non siano amati da nessuno, ma soltanto temuti. Non è un caso che non abbiano amici, ma rapporti di “do ut des”. Però, misteri del potere, sanno trovare sempre gente disposta a credergli.
Non importa nemmeno che sappiano portare a casa risultati, anche quelli possono essere manipolati a proprio piacimento. Il fallimento può diventare successo o qualcosa che gli somiglia e, in ultima istanza, la responsabilità può essere scaricata sempre sugli altri, grazie ad un’abile comunicazione politica e alla capacità di vendersi anche il fumo. E qui non li batte proprio nessuno.

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2 Comments

    • Caro Rosario, non esiste un partito di buoni e uno di cattivi, uno dominato dal bene e l’altro dal male. Il solo pensare ad una realtà binaria di questo tipo, a dirla buona, è da ingenui.

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