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di Redazione

Che forse qualcosa stia cominciando a cambiare nello stile (da tempo ingessato) di Palazzo Chigi con l’ingresso di Mario Draghi?

Sembrerebbe di sì. Aver chiamato Erdogan ‘tiranno’, cioè con l’appellativo che più stra-merita, fa seguito alla definizione altrettanto stra-guadagnata di ‘assassino’ riservata a Putin dal Presidente americano Biden. Finalmente un po’ di coraggio nei rapporti con questi ‘galantuomini’, ancorché Capi di Stato.

Ursula Von der Leyen costretta a sedersi sul divano da Erdogan

Lo sgarbo istituzionale di cui è stata vittima in Turchia Ursula Von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, e soprattutto donna, ha spinto il banchiere Draghi a tirare fuori l’anima, contraddicendo quel vecchio pregiudizio che ne immagina i banchieri senza, e a toccare efficacemente di fioretto il truce Erdogan. Il sultano liberticida ha accusato il colpo reagendo in maniera scomposta, come nel suo stile. Bene.

Ogni tanto la politica riesce a passare persino sopra le paure delle eventuali ritorsioni economiche o di altro tipo. Che poi questa lezione sia venuta da un banchiere prestato alla politica è proprio una curiosa sorpresa.

Mario Draghi e Recep Tayyip Erdoğan

È evidente che l’allontanamento del demagogo cafone Trump, dalla Casabianca, sia stato decisivo per quella che appare oggi come una nuova fase dei rapporti internazionali. E avergli tolto senza tanti complimenti anche il palcoscenico dei social, con la sospensione a tempo indefinito del suo account Twitter, è stato un atto di liberazione. Si è riusciti a tappare la cloaca da dove dava fiato al suo odio. Molto bene.

Adesso credo sia arrivato anche il momento di assestare un colpo ben calibrato agli uomini forti (un gradino inferiore ai tiranni) di Ungheria, cioè Orban (già costretto ad andarsene dal Partito Popolare Europeo), e della Polonia del duo sovranista Kaczyński-Duda. Ovvero a quei teorici dell’ossimoro ‘democrazia illiberale’ che continuiamo a foraggiare con il denaro dell’Unione Europea, mentre partoriscono leggi contro i diritti civili e le minoranze. Un’offesa per i valori fondanti dell’Europa unita.

Il Presidente ungherese Viktor Orbán (a destra) con il Presidente polacco Andrzej Duda. Gli alfieri del sovranismo europeo

Speriamo che Draghi e Biden non si fermino qui e facciano tendenza. Magari la politica occidentale potrà tornare a parlare un linguaggio un po’ più dignitoso e consono al proprio ruolo nel mondo. La lista delle tirannie è lunga e arriva fino alla potentissima Cina, la dittatura più grande del pianeta, passando attraverso le monarchie assolute del petrodollaro e i regimi teocratici.
Ci vorrà molto coraggio per andare avanti su questa strada appena accennata.

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2 Comments

  1. Corrado Randone Reply

    Condivido al 100%,anche se dubito che gli auspici potranno realizzrsi,e tanto meno in tempi brevi!

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