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di Martina Morando

Il tema principale di questi giorni è senza alcun dubbio la sospensione temporanea delle vaccinazioni con AstraZeneca, ma è valsa la pena cedere al dubbio sulla sua efficacia e così compromettere l’intera campagna vaccinale? Non a caso, ieri, la media delle disdette degli appuntamenti è stata di circa il 20% in tutta Italia.

Attraverso queste righe proviamo a riflettere insieme sui dati forniti, scevri da ogni tipo di pregiudizio e aprendoci al pensiero critico. 

Ogni anno in America muoiono 50 mila persone per sanguinamento gastrointestinale da aspirina: eppure l’aspirina viene venduta senza ricetta. E quasi tutti nella vita ne hanno presa almeno una. E continuiamo a prenderla.

Ogni anno in America muoiono circa 10 mila persone a causa dell’abuso di antidolorifici, venduti senza ricetta e utilizzati in eccesso.
Ogni trimestre, in Italia, per 100 mila persone trattate con anticoagulanti ne muoiono circa 2000. Eppure nessuno mette in discussione il loro uso.Ogni anno nel mondo molte migliaia di persone iniziano la dialisi per danni renali da abuso di farmaci antinfiammatori acquistati in farmacia senza ricetta. Nonostante questo continuano ad essere venduti ed acquistati senza problemi.

Ogni 20 mila interventi chirurgici c’è un decesso. Non per questo si smette di operare o di farsi operare.

Tutti i farmaci possono causare shock anafilattico letale. Pochi casi ogni anno, ma comunque riscontrati. (Dati tratti da una relazione del Prof. Enzo Bonora, Professore Ordinario di Endocrinologia presso l’Università di Verona) 

Proviamo adesso a guardare insieme alcuni dati AIFA riguardanti i vaccini anti Covid-19. Parliamo di segnalazioni per reazioni avverse:
Astra-Zeneca 326 su 100.000 dosi;
Pfizer 769 su 100.000 dosi;
Moderna 333 su 100.000 dosi.

Valutando questi dati, non abbiamo bisogno di un dottorato in statistica per comprendere che il vaccino Astra-Zeneca non provoca reazioni avverse in misura maggiore o minore rispetto ad altri farmaci che giornalmente utilizziamo. Per tutti e tre i vaccini, l’incidenza è del tutto in linea con le risultanze degli studi clinici. Per quanto riguarda le conseguenze a carico del sistema circolatorio (trombosi), l’analisi effettuata su 17 milioni di dosi ha evidenziato come gli eventi di trombosi segnalati (37 in tutto) siano quelli statisticamente attesi; indipendentemente dalla specifica situazione e dall’evento di vaccinazione.
Va anche ricordato, poi, che la trombosi è tra le complicanze più comuni nei pazienti affetti da Covid-19 e riguarda circa un terzo degli ospedalizzati. 

Perché dico tutto questo? No, non lo faccio per convincere qualcuno e nemmeno perché ho delle azioni in borsa di AstraZeneca (Lol); lo faccio semplicemente perché credo che una corretta informazione e una visione critica ma attenta dei dati possano renderci realmente liberi: liberi dal pregiudizio e dall’inevitabile paura psicologica che deriva da un’informazione parziale. È importante essere proattivi in questo momento, senza lasciare spazio a critiche pretestuose che, pur di riempire il vuoto informativo, non fanno che accrescere paure irrazionali.

Dunque non è giusto avere paura? Dovremmo crederci e fidarci ciecamente? No. Per il nostro istinto di autoconservazione è normale avere paura, ma ciò che vi chiedo è riflettere sull’influenza che esercitiamo sugli altri con il nostro pensiero e sull’importanza della vaccinazione di tutta la popolazione per tornare alla piena normalità. A conti fatti si tratta di un atto responsabile, alquanto semplice e, in relazione ad aspetti e situazioni critiche, proviamo ad utilizzare sempre il nostro buon senso.

Prendo in prestito delle parole non mie,  ma le calo nella mia personale esperienza: non so cosa sarebbe successo a mia nonna se avesse fatto il vaccino AstraZeneca, ma so cosa le è successo senza.

Fonti:
https://www.aifa.gov.it/web/guest/-/secondo-rapporto-aifa-sulla-sorveglianza-dei-vaccini-covid-19
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1315190/Rapporto_sorveglianza_vaccini_COVID-19_2.pdf/5f35b7a5-bdde-e245-f5a4-f8c04d20f06c

Martina Morando (Ragusa, 1992) dottoranda in Psicologia all’Università di Catania. Collabora con alcuni atenei e aziende per corsi attinenti la gestione di risorse umane.

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1 Comment

  1. Ritengo precisa e inconfutabile l’analisi e la ritengo quanto più utile e quanto mai attuale in questo momento di incertezza collettiva derivante dall’uso improprio della comunicazione.
    La debordante sconsiderata manovra di inondarci di informazioni parziali rende tutto più complicato.
    Si apprezza la coerenza di chi sa guidarci nella giusta visione delle cose e trarne poi i propri giudizi.

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