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(9)

ovvero
Sincronizziamo gli orologi

di Giulia Cultrera

Nove stagioni di How I met your mother per arrivare a una conclusione chiara già dal primo episodio: il tempismo è tutto.
Un concetto banale, ma profondamente vero: è essenziale trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Questione di pazienza, una virtù che non si addice molto al protagonista di questa serie, alla perenne ricerca di un’anima gemella. Ted tende a rincorrere il tempo e le situazioni, brucia spesso le tappe per saltare direttamente al punto di arrivo. Spera che ogni donna sia quella giusta, ignorando che saranno proprio gli eventi e le situazioni apparentemente insignificanti a guidarlo da Tracy. 
How I met your motherÈ un bene che ognuno percorra la stessa distanza in tempi diversi: Ted, pur nutrendo da subito il desiderio di trovare una compagna di vita, deve prima crescere professionalmente e sentimentalmente; Robin ha bisogno di dedicarsi esclusivamente alla carriera per poter, solo in un secondo momento, apprezzare appieno una relazione seria; Tracy ha un altro amore da vivere e un lutto da superare. Tra cotte passeggere, serate al MacLaren’s Pub, scommesse vinte e penitenze da scontare in comode rate, codici di comportamento tra uomini, ombrelli gialli persi e restituiti, si susseguono gli anni. I personaggi raggiungono e superano determinate fasi della propria vita in momenti differenti, arrivando a un punto di crescita e di contatto soltanto alla fine. How I met your mother: una storia lineare dentro una storia circolare. Ted e Tracy che formano una famiglia, Ted e Robin che chiudono il cerchio ritrovandosi esattamente lì dove tutto era incominciato: sotto casa, con un corno francese blu in mano.
How I met your mother

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