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di Tony Vasile

Giuseppe La Leta (Comiso 21/10/1841 – Terni 1923), figlio di Filippo, sordomuto, fu pittore e fotografo professionista attivo a Comiso. Studiò alla scuola di Belle Arti di Palermo e forse lì apprese l’arte della fotografia. A lui si attribuisce la prima foto della piazza Fonte Diana di Comiso datata 1882. Probabilmente non ebbe mai studio a Chiaramonte, ma vi sono diverse sue foto relative a questa cittadina.

Autoritratto giovanile, olio su tela, seconda metà dell’800 e San Francesco ai Cappuccini, fotografia di Giuseppe La Leta

Cav. Raimondo Palermo (Caramazza) (Messina 4 agosto 1854 – Paternò 19 gennaio 1954).
Fotografo professionista di origine messinese con studio a Messina già dal 1885, in scesa Pozzolione 21. È poi segnalato a Scordia, da dove si trasferisce a Vittoria nel 1890 circa. Da qui probabilmente si recava nei paesi vicini come Modica e Chiaramonte, dove ebbe anche studio.

(A destra) Logo e pubblicità del fotografo R. Palermo. (A sinistra) Santuario di Gulfi, devoti in posa attorno alla statua della Madonna di Gulfi pronta per la “salita”, 1897

A Vittoria nacque il figlio Achille (1890-1972) fotografo anch’egli e che negli anni 1930-1960 lavorò a Paternò.

Arrivo della Madonna di Gulfi in piazza Duomo (Raimondo Palermo, 1897)

Salvatore Di Stefano (Chiaramonte Gulfi 1869 – prima metà del ‘900).
Fotografo, pittore, incisore. Figlio del pittore Nicolò Distefano (1842-1919), rampollo di una famiglia di artisti. Abitava in via San Giuseppe; probabilmente fu iniziato alla fotografia da Giuseppe La Leta che in alcuni periodi lavorò con il padre Nicolò.
Si conservano della sua produzione fotografica circa 50 lastre negative di proprietà di privati.

Retro di una foto di Di Stefano che reca il logo del suo laboratorio (litografia eseguita da G.M. Puccio di Chiaramonte) e una donna in posa nel suo studio

Vito Landolina Bortolone (Chiaramonte Gulfi 1887 – 1969)
Fu fotografo professionista, commerciante, impresario, mediatore e esercente del lotto. Attivo da inizio ‘900 fino alla metà del secolo. È menzionato nell’Annuario Siciliano del 1905 come fotografo.
Numerose sue lastre sono andate distrutte di recente.

Ritratto di donna e Famiglia chiaramontana dentro lo studio del fotografo, anni ‘50

Ci sono rimasti circa 1.500 lastre negative di 2 formati 100×150 e 60×90 degli anni ’30, ’40, ‘50 del ‘900 di proprietà di privati.

Giuseppe Vargetto (Chiaramonte Gulfi 1890 – 1975).
Aveva un negozio di articoli vari e fu fotografo professionista, presente nei registri della Camera del Commercio sin dal 1935. Fotografò anche emigranti (per le fototessere), feste civili e religiose; soddisfaceva un mercato popolare.

Ritratto fotografico di Giuseppe Vargetto e una sua celebre fotografia per una cartolina “Edizioni Vargetto”

Sono sue le foto per le cartoline che faceva stampare e vendeva nel suo negozio di articoli vari, esistente fino ad un ventennio fa in via Corallo. Tutte le cartoline “Edizioni Vargetto” hanno foto sue.

Panorama di Chiaramonte, prima metà del XX secolo (cartolina delle “Edizioni Vargetto”)

Vito Noto (Chiaramonte 1913 – 1987).
Fu fotografo professionista con studio in Corso Umberto. Era coadiuvato dalla moglie. Molte delle sue foto sono state eseguite in studio e raccontano la vita sociale del primo ‘900 a Chiaramonte. Anche le foto di Carmelo Cupperi (fotografo professionista con studio anche lui in Corso Umberto) raccontano la vita sociale, ma nel periodo successivo degli anni ’60 e ’70 del boom economico. A questo originale e colto fotografo sarà dedicato un intero articolo, tra breve.
Alcune delle foto dello studio Noto sono riprodotte in www.progettoterramatta.it Archivio degli iblei, (archivio Luisa Fontanella).

Un suo logo e una foto di sposi nel suo studio (1944)

Altri fotografi dilettanti chiaramontani

Vincenzo Melfi (Chiaramonte 1878 – 1952).
Esercitò la professione di geometra, era figlio di Corrado Melfi Barone di San Giovanni e Santa Maria (1850-1940). Il padre fu archeologo, storico e letterato. Scoprì il sito di Acrille, antica città greco-ellenistica e coi reperti raccolti approntò nella propria abitazione un museo aperto agli studiosi. Si interessò di storia locale, di araldica, di tradizioni popolari e di varia letteratura. Lasciò circa cento opere fra opuscoli, saggi e trattati.

Autoritratto databile fine anni ’40 – Giovanna Ventura, sua moglie

‘’Dell’ attività di fotografo di Corrado Melfi restano poche lastre e di non certa attribuzione’’, ci dice Gesualdo Bufalino nel suo libro ‘Il tempo in posa’ del 1992 e attribuendo questo corpus di foto al padre Corrado ma il fotografo, invece, fu il figlio Vincenzo.
Vincenzo fu tra i primi, non professionisti, a Chiaramonte a possedere un apparecchio fotografico, imitato dall’amico Generale Carmelo Iannizzotto. Fotografò per lo più familiari o personaggi della sua città.

In piedi: seconda da sinistra Giovanna Ventura (moglie), terzo, Bonaventura Melfi (fratello di Vincenzo)

Anche il figlio di Vincenzo, Nunzio (1910-1983) si dilettò di fotografia e produsse varie lastre, di piccolo formato, negli anni ’50 e ’60 del novecento.
Oltre 120 lastre in vetro risultano di proprietà di un privato; altre lastre in possesso di altri collezionisti.

Antonio Bentivegna di Rosario (Chiaramonte Gulfi 1890 – 1936)
Bravo fotografo semi-professionista, attivo nel primo ‘900, faceva anche l’ebanista. Militare nella prima guerra mondiale, dove forse apprese l’arte della fotografia, fu prigioniero nella rotta di Caporetto e deportato a Rastatt. Emigrò in America ma ritornò poco dopo. Già nel 1922 abbiamo sue foto di Chiaramonte. Rimase scapolo e abitò con la sorella in via San Filippo.

Due foto della salita della madonna di Gulfi negli anni ’30

Molte delle sue foto oggi esistenti sono interessanti ed hanno per soggetto paesaggi, feste religiose ed eventi pubblici. Mentre le foto di carattere personale e i ritratti andarono distrutte. Rimangono della sua produzione alcune lastre fotografiche in possesso degli eredi. Il fotografo Giuseppe Leone, tempo fa, fece delle riproduzioni da lastre originali.

Chiaramonte. Processione religiosa tra la via Antonino Di Vita (ex Via Roma) e la piazzetta San Filippo

Giovanni Rosso (Chiaramonte Gulfi 1878 – 1967).
Fotografo dilettante, operò nel primo quarto del ‘900. Nel 1915 emigrò in Argentina, dove lavorò alle poste e qui imparò l’arte della fotografia (esistono foto con soggetti e paesaggi dell’Argentina in possesso di un erede).

Giovanni Rosso e una sua foto: l’arrivo in piazza Duomo della Madonna di Gulfi

In Argentina fu amico di Giuseppe Comitini (poeta e scrittore, autore di “Cosi ri Casa”, Chiaramonte, 1939 e ‘Come e perché uccisi mia moglie’ Ragusa, 1926)
Tornò a Chiaramonte nel 1922 circa e continuò a fotografare: possediamo foto di amici e familiari e di feste popolari. Nel 1924 circa si fa costruire una casa in campagna in contrada Tramostera. Fece come passione l’apicultore e il manipolatore della cera. Si sposò in età avanzata ma presto si separò. Un nipote conserva ancora la sua macchina fotografica e alcune lastre.

Le sorelle e il fratello

Carmelo Iannizzotto (Chiaramonte 1878 – 1958)
Figlio del dott. Lorenzo, fu Generale medico a Milano, in servizio nell’esercito. Fu fotografo dilettante, molto amico e coetaneo di Vincenzo Melfi con cui condivise la passione per la fotografia. Probabilmente partecipò alla prima guerra mondiale.

Due pose del Generale Carmelo Innizzotto (foto di Vincenzo Melfi)

Una breve nota biografica si trova in “Chiaramonte nella storia di Sicilia”, Giovanni Ragusa 1986. Ci rimangono una sua macchina fotografica e varie foto in possesso degli eredi.

Vincenzo Morando (Chiaramonte Gulfi 1905 – Siracusa 1992)
Fu direttore delle poste a Siracusa e fotografo amatore, amico di Nunzio Melfi con cui condivideva la passione per la fotografia. Della sua produzione ci rimane un corpus di lastre, in possesso degli eredi.

Una foto di Carmelo Cupperi, fotografo professionista della seconda metà del ‘900 (a cui verrà dedicato uno dei prossimi articoli)

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Articolo introduttivo

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