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di Sergio Gh. Azzoni

Ipse dixit. “Se sei buono andrai all’inferno, dottor Dobermann. Ti stanno già a aspettare. Prova a bussare“. Et cetera.

Che fortuna che FDG non voglia più dire Fronte Della Gioventù, come fra le nebbie del sec. XX, ma ancora evochi il genio di Francesco De Gregori; che ce lo conservino qui a lungo, da colà dove si puote ciò che si vuole. E che peccato che, tuttavia, i dottor Dobermann l’abbiano vinta così spesso, ancora oggi, sec. XXI inoltrato, e anche qui: Italia, Europa, Occidente, accidenti. 

Francesco De Gregori (foto: FrancescoDeGregori.net)

Quanto al Frontedellagioventù, è sufficiente averlo appena annusato in gioventù (gioventù senz’alcun fronte, per sorte immeritata). Basta esserci arrivati sull’uscio, o nell’anticamera oscura, a quindicianni o anche meno, per aver capito in tempo che no, non era il caso. Che no, non è proprio il caso. E non sarebbe il caso che svariati milioni di nostalgici o ignari o ignavi tracciassero delle “igghese” (pronuncia alla Totò) su quel lugubre sarcofago con quella lugubre fiamma, di quei tre colori che tra l’altro stan così male insieme, ci abbiam fatto mai caso? Meglio colori caldi coi colori caldi, freddi coi colori freddi.

È consentito, in pieno Cattivismo ultranazionalista, aver a noia una bandiera vecchia di 160 anni e un inno che canta di schiave di Roma e di Pronti alla morte? Trenta-35 anni fa ti dicevan ecco un fesso che vota LegaLombarda, e invece no guardi, anche no: non è che nasci sotto le Orobie e tifi Atalanta e per forza sei di quelli che van a Pontida, ascoltan deliri salviniani e alzan la spada di A.da Giussano. 

(foto: Eurosport)

E poi ci son loro. Egualmente Cattofascioberleghisti (è il campo largo della Destrona) ma autoproclamàti Moderati. Come fosse una patente di saggezza. Moderati e quindi sempre a fianco del Benemerito Stato d’Israele? Moderati e dunque ben schierati col Poterebianco dello staterello-nello-Stato che ràzzola alta finanza ma predica bene (eppur armò crociate e benedisse massacri)? Li neri corvi dalle porpora vesti, direbbe Brancaleone da Norcia? Quelli della pace-ma-senza-bandiera-arcobaleno? I Giusti perché “così è scritto”, come avessero il copyright della Bontà?

Perché ‘siamo o no cristiani’, che diamine. Mica islamici che-son-tutti-estremisti e pretendon di pregare -pensate- a Monfalcone. E che dire dei sionististragisti? Meglio niente: e avràn pur diritto a difendersi, 30 morti a uno e noi zitti, vorrai mica che chiamino antisemiti. 

Vittorio Gasman in “L’armata Brancaleone” (foto: Ficulleturismo.it)

Dice un grand’ex dir.resp. (lup.mann.) del gran foglio dell’Italborghesia piccola piccola (pure quella la si conosce se ci si è nati dentro) che alla lunga i cattivi vincon sempre. Mica poi vero. Vero che il Cattivismo gode di buona stampa, che difende a oltranza l’indifendibile. Donaltrump? Un simpatico briccone. Er ministro-cognado che ferma er treno? Ma così fan tutti. La ministra che è del Turismo perché turismo fanno i danari di certi amichetti suoi, tra isole Vergini o Cayman e Montecarli vari, ma -ops- evitando a volte le Paludi Erariali? 

Embé? Del resto il “pizzo di Stato” non l’ha battezzato tale la premier-lady di ferro de noartri? 

Cattivismo vincente. Populista, demagògico e vincente. 365 giorni l’anno di campagna elettorale parlando alla pancia della gente per seminar paura: del nero del non-etero dell’ambientalista (sempre ideologizzato!) del poverocristo generico (mica quello inchiodato là, eh) dei boat-pípol, di tutto lo spaventevolabile, e offrendosi come “voto sicuro”.

Il ministro Lollobrigida in una foto satirica (foto: Open)

Il Cattivismo è pure pio e ha i suoi santi. Alcuni finiti male 80 anni fa (ma chi se ne ricorda, Ebbastacóstófascismo), altri in fase di beatificazione come il Supervincenteacavaldeiduesecoli. Che li veglia paterno, e sorride in mille foto-photoshop, e ancor saluta i reporter di lontano con quella mano destra, a dita unite, braccio lievemente piegato, palmo impercettibilmente incavato (lo faceva per pudore? ma no, studiata strategìa d’immagine: la faccia mite del nuovo uomo del destino).

Era pure amicone dello Zar Vladimiro, il futuro santo da Arcore-àrcòre de l’italiani. E i Cattivisti speran, sottosotto, che al Supercattivo dallo sguardo di ghiaccio gli vada sempre meglio, e a superTrump supermeglio, e che i Neta-gnàu facciano a lungo gnàu gnàu a quei noiosi di palestinesi de ‘sticaz-bip, e dàjje cor manganello a chi protesta per loro, e poi che vojjono ‘sti parrucconi de le Nazzioni Unite de’ miei stivali neri e lucidi? I treni arrivavano in orario, quando l’Onu manco esisteva.

Così siam messi. Col Cattivismo dilagante. Che respiri per strada (e lévàtemi di mezzo quelle bici e monopattini, che devo passare col Suv) e mediaticamente orientato da triumvirati di direttori affini. I quali, fàteci caso: son anche irrimediabilmente brutti (perché cattivi?) oltreché irrimediabilmente cattivi (anche perché brutti: psicoeffetti collaterali della dismorfofobìa?). Tre giornali “indipendenti”: min, cul, e pop (dove cul starebbe per cultura, ma).

Benjamin Netanyahu e Vladimir Putin (foto: ANSA)

Quindi? Quindi Navalny un po’ se l’è cercata. E i russi han votato, no? E quelli tipo Salis stan bene in catene. E quella patetica Greta? Ebbasta, tanto ormai chi l’ascolta. E poi via quelle zone-30 dài, che palle, e le polveri sottili tanto non si vedono. Poi vedrete che con noi finalmente i treni (già detto), e qui si fa il Ponte o si muore, e voialtri sanculotti non disturbate che stiam leggendo il fumetto-cult favorito: Cattivik.

Eppure, se sei buono andrai all’inferno, dottor Dobermann. 

Il gran Totò la chiamava Livella. Che quando arriva, non conta più il Conto. E il Conte conta zero, come lo Sfigato qui scrivente. Sì certo, uno dei tanti altri che all’inferno ci andrànno senza nessuno che piange. Già ma anche senza nessuno che ride. 

(foto: Comune di Modena)

Invece a voi Cattivisti/e, Granvincenti/e, così potenti, così gaudenti, così di moda e benpensanti, a tutti voi dedicheranno lacrime -di coccodrillo soprattutto- e tanti bei coccodrilli mediatici; magari però a fine rito (rigorosamente religioso) una risata – forse d’un boat-pìpol superstite – vi seppellirà. Perché sapete, par proprio che quando tocca non c’è santo che tisalvi (nemmeno S.Raffaele). 

Ma, ehi, non si parla mai male dei morti. Ah certo. Ecciavete ragione sempre, voi Cattivisti alla moda retró. Difatti è tornato in voga pure l’uomo del Ventennio. Per fortuna le mode passano. Addapassàanuttata, disse quel grand’Eduardo. Tutto qua, funiculì funiculà. (E aggiunse pure Fonderlàien: Iamme, iamme, YA!).

Sergio Gh. Azzoni è un ex giornalista e viaggiatore. Può sembrar una biografia striminzita ma questo è quanto l’autore ha da dire di sé. Così è (se vi pare), per citare un nostro vecchio conterraneo… 

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