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Con la presente nota inizia una serie di tre appuntamenti dedicati alla storia del Circolo Acrille, che a Chiaramonte segnò un’epoca sia per l’impegno sociale e culturale che per lo sport e il tempo libero, un po’ per celia, un po’ per passione. Gli articoli che saranno pubblicati a cadenza settimanale (di domenica), portano la firma di tre protagonisti di questa epopea: Francesco Melfi, Antonio Nicosia e Giuseppe Cultrera

di Francesco Melfi

Sentir nominare il Circolo Acrille non evoca alcun ricordo nella maggior parte dei chiaramontani di oggi, ma tra la fine degli anni Settanta a tutti gli Ottanta del secolo scorso fu realtà viva e presente nel tessuto sociale del paese.
Il progetto originario lo condividemmo in tre: Giuseppe Cultrera, il compianto Giovanni Bertucci ed il sottoscritto, che ci alternammo nei primi anni alla presidenza. Fin da subito ebbe un riscontro molto positivo: in molti aderirono all’iniziativa e altri se ne aggiunsero negli anni successivi; per lo più giovani ma anche meno giovani. All’inizio forse attratti dalla novità ma in seguito interessati a incontrarsi per scambiare le proprie opinioni, indipendentemente dalle convinzioni politiche di ciascuno, che pure a quel tempo erano vissute in maniera molto più intensa di oggi.

Man mano si fece strada e ci accomunò una visione del vivere sociale laica, critica e indipendente rispetto alle posizioni dominanti. Una novità per quei tempi costituì la compresenza di uomini e donne; vennero a crearsi anche dei legami sentimentali che a volte portarono a unioni durature e al matrimonio.La denominazione completa era ‘Circolo Culturale Acrille’ e, come recitava lo Statuto, aveva per scopo ‘la promozione e lo svolgimento di attività di carattere culturale’ dando particolare rilievo ‘a quelle riguardanti la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale chiaramontano, sotto i profili: artistico, archeologico, antropologico, ecologico e turistico’. Il Circolo avrebbe potuto ‘anche occuparsi di attività e manifestazioni di carattere ricreativo’.
Fra le attività ricreative rientravano anche quelle sportive; in particolare il tennis tavolo (ping-pong) fu sempre praticato all’interno dei locali, e il relativo tavolo trasmigrò da una sede all’altra di quelle che si succedettero negli anni. Sempre accuratamente bandito fu invece il gioco delle carte.

1979. Gran Prix provinciale di Tennis Tavolo

Molteplici sono state negli anni le attività del Circolo, e una parte di esse si ritrovano nel resoconto del quinquennio 1978/1982. Una proposta ricorrente fu quella dei cineforum che si svolsero per quattro anni consecutivi ed ebbero un notevole successo tra la cittadinanza.La prima edizione ebbe luogo presso la sala dell’Annunziata, e si svolse in condizioni che potrebbero definirsi pionieristiche: il locale era un semplice salone parrocchiale, privo di qualsiasi accorgimento tecnico, le pellicole erano a 16 mm, il proiettore ci venne benevolmente prestato da padre Salvatore Curatolo ed eravamo gli stessi soci a fungere da proiezionisti, maschere e bigliettai.

Le edizioni successive si svolsero più propriamente al cinema D’Avola, in condizioni molto più confortevoli. Fin dall’inizio comunque fornimmo delle schede filmografiche e alle proiezioni seguiva un pubblico dibattito, animato da vari interventi; ne ricordo uno particolarmente puntuale di Ignazio Iannizzotto, che avrebbe scelto poi la vita monacale  (oggi Priore presso la Certosa di Serra S. Bruno in Calabria)

Il Circolo si occupò anche di editoria e mi piace segnalare in particolare la pubblicazione di ‘Fiori Silvestri’ di Giuseppe Bonafede tramite la riproduzione in anastatica di un volumetto del 1910 ormai introvabile. Ricordo anche una vicenda correlata con quella pubblicazione.

Per l’introduzione prendemmo contatto col Prof. Sebastiano Lo Nigro, allora Ordinario di ‘Storia delle Tradizioni Popolari’ presso l’Università di Catania che era stato mio ottimo insegnante di Italiano al Liceo. Il professore declinò gentilmente l’invito, motivando il rifiuto col fatto di non ritenere opportuna la riproposizione di una raccolta di liriche perché opera non impegnata socialmente. Ci rivolgemmo allora al Prof. Dino Barone, che ci fornì un saggio breve ma acuto e intenso.

Diverse mostre di pittura furono organizzate dal Circolo. Una in particolare mi preme riportare alla memoria: quella del ‘pittore contadino’ Francesco Iacono, o ‘pittore senza scuola’ come lo definì Gesualdo Bufalino nel suo illuminante saggio riportato nell’opuscolo che si accompagnava alla mostra.Tra i diversi Incontri-Dibattiti organizzati voglio ricordare quello sui Referendum popolari dell’11 giugno ’78 sull’abrogazione della ‘legge Reale’ riguardante la tutela dell’ordine pubblico e sull’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti; e quell’altro, del marzo 1979, sulla situazione politico-amministrativa venutasi a creare a seguito del decreto del Presidente della Regione che dichiarava decaduto il Consiglio Comunale di Chiaramonte.

Dibattito a seguito della dichiarazione di decadenza del Consiglio Comunale. (Da destra) Giovanni Berretta (PLI) il prof. Luciano Nicastro (PSI), Francesco Melfi (Presidente del Circolo Acrille), Sebastiano D’Angelo, Antonio Nicosia, Armando Comitini (corrispondente ‘La Sicilia’)

Tra le attività ludico-sportive vanno ricordate almeno la Gimkana motociclistica svoltasi il 9 luglio ’78 al Campo S. Vito e la successiva Gimkana automobilistica che si tenne accanto al Santuario di Gulfi: mirabilmente organizzata dal compianto Giuseppe Incardona, anch’egli prematuramente scomparso.

Il tennis tavolo oltre che gioco per un certo tempo fu anche attività agonistica, e all’interno del Circolo si costituì il GSTT (Gruppo sportivo tennis tavolo) che aderì alla FITET (Federazione Italiana Tennis Tavolo) partecipando a tornei in ambito provinciale.

Voglio concludere la presente nota con una vicenda personale. In una delle sedi, non ricordo quale, le riunioni del consiglio di amministrazione si svolsero in una saletta in cui trovarono posto, a stento, un tavolo e delle sedie intorno ad esso. Nel corso di una riunione diversi componenti del consiglio erano orientati a prendere una decisione alla quale ero fortemente contrario. La ritenevo pregiudizievole per il prosieguo della vita del Circolo.

Dibattito alla presenza (da destra) dell’On. Nello Rosso (DC), Cirino Paradiso (Lega Pro-Chiaramonte) e Mario Vivera (PCI)

Ad un certo punto, arrabbiato per non essere riuscito a far cambiare opinione agli altri, decisi di abbandonare la riunione ma per allontanarmi non potevo spostare la sedia accanto a me senza spostare il tavolo. D’impulso salii sopra la sedia per oltrepassarla ma, nella concitazione del momento, non feci caso all’altezza (o meglio bassezza) del soffitto e andai a sbatterci con forza la testa, al punto da rimanere stordito. Ma ebbe almeno l’effetto di dare una calmata immediata ai miei bollenti spiriti. Per la cronaca, quella risoluzione poi non fu approvata.
(Link alla seconda nota della storia del Circolo Acrille. Cliccare qui)

(Da destra) il prof. Luciano Nicastro (PSI), Francesco Melfi (Circolo Acrille) e Sebastiano D’Angelo (moderatore)
Squadra di pallavolo del Circolo Acrille (1979)

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2 Comments

  1. Concetta Laraffa Reply

    Caro Francesco
    Hai raccontato bene. Il Circolo Culturale Acrille fu occasione di incontri culturali e sportivi, dibattiti politici, anche di relazioni che infine diventarono matrimoni. Interessanti escursioni archeologiche furono fatte nelle grotte di Fontane Bianche a Siracusa e nella necropoli di Pantalica. Tutti aspettavamo con molto interesse la proiezione dei film proposti con il cineforum, del quale conservo ancora la tessera. Un periodo bellissimo, intenso e ricco di attività culturali per i giovani di Chiaramonte!

  2. Francesco Melfi Reply

    Cara Concetta, mi fa piacere sentirti e darmi l’occasione per ricordare tuo marito, Giovanni Bertucci, che tanto si è speso per il Circolo.

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