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ovvero
Un’avventura senza tempo tra le pagine dei fumetti Disney

di Giulia Cultrera

L’universo fumettistico Disney è ricco e articolato, spazia tra ambientazioni e generi diversi, affonda le sue radici nelle storie classiche dei grandi maestri, e continua a evolversi, creando costantemente nuove e appassionanti avventure.

In Italia, Topolino fa il suo debutto nel 1930 come supplemento illustrato della Gazzetta del Popolo, sotto forma di strisce umoristiche. Da quel momento il successo è travolgente e nel 1932 nasce la testata in formato giornale, che ospita anche storie non Disney. Fino al 1949, quando Topolino assume la veste che conosciamo oggi: diventa un libretto con soltanto storie Disney e si arricchisce anche della collaborazione di autori italiani.

Se nei primi anni Trenta il protagonista assoluto è Topolino, accompagnato da spalle comiche come Orazio, Paperino o Pippo, nel corso del tempo anche personaggi comprimari e secondari trovano il proprio spazio nella rivista. Oggi è per noi scontato pensare alla moltitudine di familiari e amici che orbitano intorno a Topolinia e Paperopoli. In più di novant’anni, gli autori Disney – italiani e non – hanno realizzato un universo narrativo vario, accompagnando generazioni di lettori con le loro storie avvincenti, divertenti e ricche di valori.

Ciascuno di loro ha contribuito ad approfondire alcuni aspetti dei personaggi e a realizzarne di nuovi. Così, le storie si sono ampliate per includere mondi fantastici, avventure epiche, parodie, rivisitazioni cinematografiche e letterarie che hanno reso i fumetti Disney iconici per un ampio pubblico. A cosa deve la sua longevità una testata del genere?

Il fascino intramontabile di Topolino

Un aspetto caratteristico dei fumetti, in generale, è la staticità dei personaggi: non invecchiano, non hanno figli, non si sposano (anche se zio Paperone era quasi disposto a farlo pur di ottenere un fazzoletto di terra). Vivono in un eterno presente, immuni al trascorrere del tempo. I fumetti Disney, tuttavia, non sono del tutto statici.

Nel corso degli anni abbiamo assistito a un’evoluzione dei topi e dei paperi. Fin dagli anni Trenta, ogni autore ha dato una propria impronta al personaggio che sceneggiava o disegnava, alcuni ispirandosi ai grandi maestri Disney e altri aggiungendo degli elementi di novità. È così che dal Topolino un po’ bighellone e poco ligio alle regole – ma pur sempre incline all’avventura – delle strisce di Floyd Gottfredson si è passati, nei decenni, al detective assennato, coraggioso e risoluto che conosciamo oggi. Allo stesso modo, il Paperino realizzato da Al Taliaferro e ripreso da Guido Martina è pigro, irascibile, molto sfortunato e prepotente con i nipotini. Ma già con Carl Barks, Romano Scarpa e Rodolfo Cimino ci si avvicina al tipo di caratterizzazione e di rapporto familiare che siamo abituati a vedere oggi.

Zio Paperone perde la sua “disgustosa ostentazione di plutocratica sicumera”, Paperino non insegue più Qui, Quo e Qua con il battipanni, e i nipotini, dal canto loro, diventano meno impertinenti e pestiferi. Paperino rimane irrimediabilmente sfortunato, poco incline alla fatica e facilmente irritabile, ma non è più definito soltanto da queste caratteristiche. Ha una sua crescita, diventa un punto di riferimento per i nipoti, ha un gran cuore, è leale e intraprendente, ma anche adorabilmente impacciato.

Il fascino intramontabile di Topolino

Nel corso dei decenni, i personaggi acquistano personalità e profondità, soprattutto quelli comprimari e secondari. Perché non fanno più da contorno, non sono più soltanto delle spalle, ma hanno una loro complessità. Gastone, nato come antagonista di Paperino, perde la sua arroganza e mette in mostra anche le sue fragilità: essere fortunato non equivale ad avere una vita appagante e felice, ma porta con sé anche un lato più malinconico fatto di solitudine e bisogno di riscatto. Pippo, spalla comica per eccellenza, non è più solamente “l’amico di Topolino”, ma ha anche una sua storia e personalità. Ha un albero genealogico infinito, si diletta nella scrittura di romanzi, ha un alter ego supereroe. Esiste anche al di là dell’amico detective.

Analogamente, i nipotini non sono più soltanto tre gemelli identici che parlano all’unisono o completano l’uno le frasi dell’altro. Adesso hanno interessi diversi, carattere e temperamento ben distinti. In questo ha contribuito moltissimo Claudio Sciarrone, che ha creato storie più moderne e inclusive, con numerosi riferimenti alla cultura pop, realizzando perfino un filone narrativo in cui Qua è protagonista assoluto.

Queste sfumature rendono i personaggi più autentici e umani, il lettore non può che affezionarsi e immedesimarsi in loro. Pur trattandosi di storie a puntate o autoconclusive, per lo più slegate tra loro, se esaminiamo l’evoluzione della testata in tutti questi decenni, i personaggi hanno avuto un loro arco di trasformazione. Sono diventati maggiormente profondi e sfaccettati, non più definiti e contraddistinti soltanto dagli aspetti caratteriali che li hanno resi iconici, ma pieni di aspirazioni, paure, conflitti e desideri.

Un’evoluzione di topi e paperi che affrontano anche momenti di fragilità e sconforto, come accade nella vita reale, ma non si lasciano abbattere dalle avversità e trovano sempre la forza per superare le difficoltà e affrontare le proprie paure e insicurezze.

Ovviamente, per quanto si possa evolvere un personaggio, alcuni elementi distintivi rimarranno sempre ben saldi. Paperino non estinguerà mai – definitivamente – la sua lista dei debiti, Indiana Pipps non dirà mai di no a una manciata di negritas e Pippo non crederà mai nella magia di Nocciola, ma avrà sicuramente un lontano bis-bis che ha avuto un ruolo fondamentale nel corso della Storia.

Il fascino intramontabile di Topolino

Certo, in alcuni casi è anche curioso immaginare come sarebbero andate le cose se avessero preso delle pieghe diverse. E qui entrano in gioco gli scenari dei what if e del multiverso, che rispondono al desiderio di immaginare strade alternative e parallele.

Che cosa sarebbe successo se Paperino avesse rivelato la sua identità segreta ai nipotini? E se avesse rinunciato al suo ruolo di diabolico vendicatore riproponendo la celebre vignetta di Spiderman no more? E se, invece, Paperinik dovesse combattere contro gli alieni? Zio Paperone potrebbe preferire l’amore di Doretta ai suoi preziosi dollari? Macchia Nera potrebbe tenere in scacco Topolino?

Giocare con la fantasia e con rimandi a storie Disney passate o attingendo ad altri universi narrativi, rende questi scenari ancora più coinvolgenti e stimolanti. Il finale, in alcuni casi, non può che ristabilire l’ordine già conosciuto, perché ci ritroviamo con personaggi ben caratterizzati e coerenti, che non potrebbero spingersi troppo oltre la loro essenza e i propri valori. E, in fondo, questo un po’ rassicura il lettore.

La testata di Topolino si è arricchita di numerosi albi, almanacchi, cartonati, pubblicazioni mensili e trimestrali, edizioni speciali e variant. Alcune storie, le grandi storie dei maestri Disney, sono ormai diventate canon e continuano a ispirare i nuovi autori con rimandi e rivisitazioni, mescolandosi a tematiche più moderne e attuali, per arrivare, sempre, al cuore del lettore.

Quante altre storie e avventure sono in serbo per i nostri amati personaggi? Questa è una domanda a cui neanche Pico de Paperis saprebbe rispondere!

Il fascino intramontabile di Topolino
Vignette di Silvia Ziche

 

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