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ovvero
Riscrivere il passato per “tutelare” il presente?

di Giulia Cultrera

Le parole hanno un peso. A volte vengono caricate di valori impropri o ingombranti, altre volte assumono connotazioni negative e dispregiative. Nel corso degli anni possono essere rivestite di nuovi significati, ma in alcuni casi rimarranno comunque legate, nell’immaginario collettivo, ad accezioni offensive che non sono più socialmente accettabili.

È il caso di termini che denotano caratteristiche fisiche o appartenenza culturale, espressioni sessiste e razziste. Come comportarsi se queste parole sono presenti nei libri per bambini?

I Simpson hanno realizzato un episodio su questo argomento, “Nessuna buona lettura rimane impunita”, in cui Marge acquista il suo romanzo d’infanzia preferito per leggerlo con Lisa. Tuttavia, rileggendolo da adulta, si rende conto che il testo contiene molti passaggi che esaltano una cultura colonialista, misogina e razzista, così decide di riscrivere l’intera trama eliminando tutti gli elementi inappropriati. Ciò finisce per snaturare il racconto che, in fondo, è stato scritto in un periodo storico diverso e rispecchia, di conseguenza, la mentalità e la società di quel tempo.cancel culture nella letteratura

Quello che è stato attuato da Marge si chiama cancel culture e indica la tendenza, ormai sempre più diffusa, di rimuovere dalla sfera pubblica persone, opere o idee considerate offensive o inaccettabili da una parte della società.

Roald Dahl, autore di classici per l’infanzia, è stato spesso oggetto di critiche per i suoi atteggiamenti antisemiti, misogini, colonialisti e razzisti. Alla luce di queste polemiche, l’editore britannico Puffin Books ha deciso di eliminare o sostituire alcuni termini ritenuti discriminatori o stereotipati riguardanti il peso, la razza, il genere e la professione dei personaggi, in modo da rendere i romanzi più educativi e inclusivi.

Per cui, parole ed espressioni come “grasso”, “pazzo”, “brutto”, “doppio mento”, “donna delle pulizie” sono state sostituite da vocaboli più neutri.roald dahl

In particolare, ne La fabbrica di cioccolato Augustus Gloop non è più descritto come “enormemente grasso”, ma solo come “enorme”. Allo stesso modo, gli Oompa Loompa non sono più definiti “nani”, ma “piccole persone”. Ne Le streghe sono state eliminate professioni stereotipate come “cassiera in un supermercato” o “dattilografa per un uomo d’affari” per descrivere le streghe, in favore di ruoli più prestigiosi come “scienziato di punta” o “gestisce un’azienda”. Inoltre, sono state rimosse le frasi “le streghe sono tutte donne” e “i vampiri e i lupi mannari sono invariabilmente uomini”.

Infine, in Matilde la signorina Trinciabue non è più definita una “femmina formidabile” ma una “donna formidabile”. E la protagonista non legge più Rudyard Kipling, autore de Il libro della giungla, per via del suo aperto sostegno all’imperialismo britannico e della sua visione gerarchica e stereotipata delle diverse razze e culture. Al suo posto troviamo Jane Austen.cancel culture nella letteratura

Anche i romanzi di Agatha Christie hanno subito una sorte analoga: la Mondadori ha modificato termini offensivi e anacronistici come “negro”, “ebreo” e “zingaro”.

Ma la sorte più grave è toccata ai libri di Dr. Seuss, pseudonimo di Theodor Seuss Geisel e autore de Il Grinch e Il gatto col cappello. La casa editrice ha ritirato dal mercato i suoi romanzi per via di testi e immagini potenzialmente considerati razzisti o sessisti. Qualche opera è stata addirittura bandita da alcune scuole e biblioteche negli Stati Uniti.

Edulcorare l’universo narrativo permetterà ai bambini di affrontare meglio il mondo reale? Proteggerli dai pregiudizi, da chi tuttora ha un comportamento razzista, sessista o misogino, li aiuterà a sviluppare un atteggiamento critico nei loro confronti?cancel culture nella letteratura

Eliminare questi termini significa attuare un revisionismo storico che porta inevitabilmente a eliminare anche il contesto culturale, politico e sociale dentro cui sono stati creati. Soffermarsi soltanto su questo, senza considerare il periodo storico in cui gli autori hanno vissuto e si sono formati, significa perdere strati di significato che hanno contribuito a realizzare opere letterarie di questo valore.

Il passato fa parte di noi, la nostra società attuale si basa sugli errori, le conquiste, le rivendicazioni di chi è vissuto prima di noi. La storia non va dimenticata, ma anzi ricordata, compresa e contestualizzata. Possibilmente per evitare di regredire e perpetrare gli stessi errori commessi in passato.

E questo vale anche per il nostro patrimonio letterario.roald dahl

 

 

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