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di Giuseppe Cultrera

Lei si chiamava Margherita Margani ed era del nord, Torino per l’esattezza, ma aveva radici siciliane. La famiglia del padre Giuseppe, compositore e direttore d’orchestra, proveniva da Niscemi. Avrebbe voluto intraprendere la carriera artistica in consonanza col padre: ma è proprio costui che glielo sconsiglia, conscio della illusoria instabilità di quel mondo. Così Margherita si tuffa negli studi classici. Maturità col massimo dei voti a 16 anni e poi laurea in Lettere classiche (dal momento che Ingegneria le viene preclusa dalle leggi del tempo che, se ancora non l’avesse capito, le palesano le difficoltà del percorso lavorativo e sociale per una donna). Difatti, la brillante docente di greco, al primo concorso in un noto Liceo del nord, pur avendo miglior titoli, viene scalzata da un docente maschio: anzi non viene inserita neppure nella graduatoria.

Un continuo peregrinare tra scuole parificate e piccoli licei fino all’approdo a Noto dove, nel 1924, ottiene la cattedra di latino e greco. Qui incontra il professore Paolo Nicosia: anche lui docente di letteratura classica, dantista e critico letterario, poeta e traduttore di poesia latina (alcuni testi scolastici furono in uso fino al dopoguerra).

Il professore e Margherita
Margherita Margani . (A destra): Una sua pubblicazione

Passa quindi al Liceo Classico di Ragusa (1931/37) e poi in quello di Comiso, appena istituito, quale docente di latino e greco, mentre il docente di Italiano e latino è il comisano Paolo Nicosia, che intanto ha sposato, nel 1931.

“Quivi, per più di vent’anni, insegnò Latino a metà dei Comisani, perché all’altra metà lo insegnò il marito in un tempo in cui nelle scuole i docenti insegnavano e gli alunni studiavano…” scrive Carmelo De Petro, che fu loro alunno, autore di una intensa e informata biografia (Margherita Nicosia Margani, scrittrice latina ed italiana, Ragusa 2003)

Un assioma recita che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna e viceversa. Nel caso dei coniugi Nicosia-Margani lo è, ma forse in eccesso: andrebbe aggiunta la postilla che, quando sono grandi entrambi, “il troppo stroppia”.

Lei è latinista e grecista, studiosa di etrusco (il suo ‘Sprazzi di luce sulla lingua etrusca’ del 1951 è ancora stimolante per molti versi), dirigente scolastico (preside del liceo classico Umberto I di Ragusa, dal 1955) attivista politico (assessore della DC a Comiso, nel primo dopoguerra) ed è anche moglie e madre. Moglie e madre come la vuole la società del suo tempo (dedita alla famiglia e ai figli e subordinata al marito e alle sue aspirazioni sociali, che sa stare in seconda fila nella vita pubblica)?

Il professore e Margherita
Paolo Nicosia. A destra: una sua opera

Naufraga difatti il suo matrimonio quasi subito. Con brevi separazioni e riconciliazioni, fino alla rottura definitiva a seguito della tragica morte del figlioletto Giuseppe (1942).

Di entrambi i drammi ne soffre, forse anche più della moglie, il professore Paolo Nicosia. E non leniranno, un acre percorso di dolore e angustie, i riconoscimenti delle istituzioni culturali e accademiche, le pregiate pubblicazioni di saggistica dantesca, le traduzioni latine note anche oltre i confini nazionali. 

Si racconta che le loro liti fossero continue e vivaci, ma composte. Come quando viaggiando in treno gli attoniti compagni di scompartimento guardavano basiti ora l’uno ora l’altro che portavano avanti una tesa discussione, lei in lingua greca e lui di rimando in lingua latina. Lunga e vivace.

La cultura non salva un matrimonio e forse neppure dà un senso all’umano intricato percorso quotidiano della vita, ti apre un varco semmai… Infilarsi dentro e andare controvento nel tempo e nello spazio può essere un azzardo o una salvezza.Il professore e Margherita

 

Nota: Margherita Margani (Castellamonte, 1900 – Ragusa 1971). Oltre alla citata biografia di Carmelo De Petro, Margherita Nicosia Margani, scrittrice latina ed italiana, Ragusa 2003, è interessante quella dell’amica e collega: Evelina Garofalo Iuculano, Margherita Nicosia Margani – Vittima e protagonista del suo tempo, Ragusa, 1977; e quella di: Laura Barone, Tra terra e cielo, due secoli di storia iblea al femminile. Margherita Margani Nicosia, Ragusa 2002. Poetici i ricordi dei suoi ex alunni: Carmelo Minardi, Margherita Nicosia Margani, in Quaderni Iblei, Ragusa, 1985, e Gesualdo Bufalino, Museo d’ombre, Palermo 1982.

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