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Dopo la pausa estiva torna la Rubrica “Medaglioni iblei” in sintonia con il 20° anniversario dell’11 settembre 2001. Una tragedia talmente grande da lambire pure la lontana terra iblea. Grazia Dormiente proprio sabato scorso ci ricordava la tragica fine del vigile del fuoco pozzallese Joseph Agnello, oggi Sebastiano D’Angelo ci ricorda il giovane finanziere John Spataro, premio “ragusani nel mondo” alla memoria nel 2002.

di Sebastiano D’Angelo

Sembra storia di ieri, eppure sono passati 20 anni dal quel tragico 11 settembre, quando un vile attacco terroristico cambiò il corso degli eventi per il mondo intero. La rubrica “Medaglioni Iblei”, dedicata ad alcune tra le più belle storie del Premio Ragusani nel Mondo, riprende la sua cadenza periodica dedicando la presente rubrica proprio al crollo delle Torri gemelle, ed in particolare al tributo di sangue ibleo che da esso ne scaturì.

“Mamma, ti do il buon giorno, è una splendida giornata di sole, mi appresto a iniziare la settimana lavorativa”. Sono le ultime parole che il giovane John Spataro, giovane finanziere di successo, figlio di un ragusano, fece in tempo a rivolgere alla signora Mimma. Era sua abitudine chiamare la mamma al telefono non appena arrivava in ufficio e quella mattina si ripeté il quotidiano rito.

Mancavano pochi minuti alle nove di quel tragico lunedì. Pochi minuti dopo un primo aereo, seguito a distanza di pochi minuti da un altro, si infrangeva contro le pareti delle Torri Gemelle, seminando lutto e dolore, paura e sgomento, e facendo calare il sipario sulla vita di John e di quasi tremila vittime innocenti.

Il memoriale sorto sul sito dove si ergevano le due torri a New York, in ricordo delle vittime dell’11 settembre 2001

L’anno successivo a quel finimondo rievocammo in Piazza San Giovanni l’efferato gesto che aveva prematuramente chiuso la giovane esistenza del manager ragusano, dando un Premio postumo alla vittima, consegnato ai genitori, venuti di proposito dalla lontana New York. Il silenzio surreale della Piazza, gremita fino all’inverosimile, fu squarciato dal pianto commosso della mamma e del papà, seppur composti e ammirevoli nel loro inconsolabile dolore.

28 agosto del 2002. I genitori di John ricevono il premio “Ragusani nel mondo” dedicato alla memoria del figlio. Nel riquadro piccolo John Spataro

Fu uno dei momenti di più intensa commozione dell’intera storia del Premio “Ragusani nel Mondo”. La testimonianza resa dai medesimi, insieme allo scorrere delle immagini dell’attentato, sparse ancora sale su una ferita che, a distanza di appena un anno, si dimostrava ancora troppo aperta. Era il 28 agosto del 2002.

Ma chi era John? Ricordiamolo brevemente. Nato il 16 marzo del 1969, primogenito di Giovanni Spataro, ragusano, e Mimma Arena, palermitana, consegue la laurea in business finance all’Università Cattolica di St. John a Queens, New York. Inizia a lavorare per Agip Usa a Manhattan, e successivamente alla NSCC, una società che si occupa di transazioni finanziarie per la Borsa di New York, a Wall Street.

Un momento della premiazione. I genitori di John ricevono il premio dalle mani del Vescovo Paolo Urso

Ha modo ogni giorno di effettuare transazioni per svariati milioni di dollari. Alla ricerca di un decisivo salto di carriera, accetta qualche anno dopo di lavorare per MARSH USA. Inizia come analista finanziario ma in poco tempo viene promosso a Vice Presidente con l’incarico di sovrintendere all’intero capitale impiegato nelle operazioni finanziarie dell’area del Nord est. L’11 settembre lo coglie in un momento in cui era lanciatissimo verso una carriera ancora più luminosa.

Una persona che rimarrà ammirata da molti, in onore del quale a Ragusa è stata intitolata una via, a ricordo perenne della sua esistenza precocemente troncata da un assurdo destino.

28 agosto del 2002. Piazza Duomo gremita

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