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di Filippo Senatore

La Cascina del Guado è qualificata come reperto storico del territorio lombardo facente parte del patrimonio culturale e paesaggistico rappresentato dai nuclei rurali e dal sistema delle cascine presenti sul territorio della valle del Ticino. Sorta sulle rive dell’Alzaia del Naviglio, la Cascina del Guado è situata nella depressione morenica della valle del Ticino, in comune di Robecchetto con Induno frazione Malvaglio nei pressi del luogo dove sorgeva il Molino del Guado, risalente ai mulini del Naviglio esistenti ai tempi di Leonardo e gestiti dall’Ordine degli Umiliati.

La Cascina del Guado lungo il Naviglio (foto: FAI – Fondo Ambiente Italiano)

Fino agli anni 50 vi era un’Osteria con alloggio. Sia il Molino sia l’Osteria finirono demoliti entro quel periodo. Del Molino restano le grandi pietre in granito di fine ‘600 per l’appoggio delle tre “ruote”.

La strada (breccia) che congiunge in 840 metri la provinciale con la località della Cascina del Guado è comunale, e portava fino al 1602 al ponte in legno che traversava il Naviglio. I Bossi che infeudarono Induno con Guado non accettarono il ponte in pietra proposto dallo Stato di Milano e demolirono il ponte in legno. Successivamente si insediò un traghetto a fiume. 

Dentro la Cascina del Guado oggi

La Cascina, per alcune costituzioni di materiali impiegati, rivela l’antico insediamento del XVI secolo per una parte, mentre l’attuale assetto di pianta risale, presumibilmente – nonostante i diversi interventi succedutisi fino al 1869 – alla fine del XVII secolo. La costruzione contadina, con la muratura ancora parzialmente in sassi del Ticino, ospitava da due a sei fuochi (“navirolli”, “campari”) fino al secolo XIX, in cui fu adibita a dimora di “Bergamini” in transumanza con i bovini a svernare, con alloggio per quattro nuclei familiari e scambio latte/concime con fieno, legno e dimora.

Nel 1969 il noto artista e pubblicitario Daniele Oppi acquistò il Guado in stato di abbandono e vi compì opere di ristrutturazione e migliorie, rispettando la peculiare tipicità e valorizzando le caratteristiche di pregio storiche ed architettoniche dell’immobile. Chi  è Daniele Oppi? Amico di Padre David Maria Turoldo, fu poeta, docente ed editore. Ha vissuto e lavorato per 35 anni alla Cascina del Guado, sulle rive del Naviglio Grande in Robecchetto con Induno, a 30 chilometri da Milano, sede di continue e incessanti ricerche socio culturali da parte di diversi gruppi transgenerazionali.

Daniele Oppi con la moglie Franca Stangherlin

Daniele Oppi inventò il nome Lambretta, creò la linea Chicco, Pic l’ago antidolore e lo slogan e il logo Perfetti della gomma del ponte. La Cascina del Guado portata avanti dal figlio di Daniele Oppi, Francesco, è un fervente cenacolo culturale e artistico, volto alla ricerca e all’approfondimento delle nuove forme espressive.

Daniele Oppi nasce a Milano il 9 febbraio 1932. Ricercatore creativo nel campo della comunicazione si dedica fin dalla giovinezza al rapporto fra gli studi umanistici e la scienza e tra esistenzialismo e progetto utopico. Dipinge da autodidatta per oltre cinquant’anni con rispetto unito a scetticismo riguardo all’impostazione del mercato delle opere d’arte e alle consuetudini generate dalla mercificazione invalsa nel secolo scorso. 

(foto: Guado Officine Creative)

Oppi ha fondato nel 1991 la cooperativa Raccolto, con un nucleo di intellettuali tra gli altri, Franca Stangherlin, Giancarlo Colli, Mario Spinella, Giorgio Seveso, Massimo Silvano Galli, Emilio Tadini, Ernesto Treccani, Rino Crivelli e Aldo Coccino. La struttura propositrice di modelli di cambiamento tra arte e committenza.  

Alla morte di Daniele, nel 2006, ne ha assunto la presidenza Francesco Oppi che ha potenziato gli aspetti di comunicazione ed editoriali attivando importanti collaborazioni con Enti e Fondazioni. Dopo la pandemia Francesco Oppi ha rilanciato iniziative portate avanti in queste ultimi venti anni, come ad esempio, Inverart una rassegna  annuale di giovani artisti del vicino comune Inveruno, dilatata fino a Milano, con una mostra celebrativa nel ventennale al palazzo Isimbardi sede della Provincia.

(foto: Guado Officine Creative)

«Tremila artisti − sostiene Francesco Oppi − abbiamo accolto circa 800 giovani agli inizi del loro percorso, e l’8% di loro si è affermato nell’ambito culturale, trovando lavoro per esempio in gallerie d’arte, come curatore, o artista, o altra occupazione sempre legata alla dimensione espressiva». 

Il Guado organizza d’estate la presentazione di libri – soprattutto di poesia – editati da Raccolto e da altre prestigiose case editrici. Luogo di discussione e utopie vuole estendere al territorio un nuovo “mulino” che macini idee di progresso, rispetto e bellezza.

Francesco Oppi (foto: Guado Officine Creative)

 

Filippo Senatore è giornalista pubblicista dal 2004. Ha scritto per le edizioni locali del Corriere della Sera e, sempre per la testata milanese, è correttore di bozze ed assistente editoriale. Insegna Storia della Musica presso la Società Umanitaria di Milano ed è cultore di Storia della Resistenza. Per 21 anni è stato magistrato onorario al tribunale di Milano e Pavia. 

L’ultimo articolo di Filippo Senatore: Il sogno di Felix che rubò la musica agli déi capitolini

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