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di Ariane Deschamps 

Il 4 marzo non sarà più un giorno qualunque del calendario. Sarà una data storica e un esempio di civiltà per tutte le donne che lottano e che lotteranno per il riconoscimento dei loro diritti inviolabili.

Dal 2024, in Francia il diritto di ricorrere all’interruzione volontaria della gravidanza è stato inserito in nuovo comma dell’articolo 34 della Costituzione del 1958. Un primato mondiale, poiché nessun’altro paese ad oggi può vantare nella propria carta costituzionale questo diritto fondamentale.

Manifestanti a sostegno dell’aborto come diritto fondamentale

Il progetto di legge è stato votato in forma estesa a Versailles da entrambe le Camere, il Congrés composto da Assemblée Nationale e Sénat in prima lettura con un’ampia maggioranza, ben 780 favorevoli a fronte di 72 contrari, dopo che il disegno di legge era già stato discusso in Parlamento.

Si è dunque stabilito che:

“La Legge determina le condizioni nelle quali si esercita la libertà garantita alla donna di avere ricorso ad un interruzione volontaria di gravidanza”.

Perché inserire un diritto che era previsto nella Costituzione? Già dal 1975 la Legge Veil ha depenalizzato l’interruzione volontaria di gravidanza, considerata fino ad allora illegale. Tuttavia essendo una legge ordinaria, poteva essere soggetta a modifiche e all’abrogazione da parte del Parlamento, per volere delle correnti politiche conservatrici.

Il Congrés a Versailles durante la votazione pro-aborto (foto ANSA)

Il Presidente della Repubblica Emmanuel Macron si è fatto promotore del disegno di legge, sotto la spinta delle associazioni femministe. Troppe volte questo periodo storico ha infatti dimostrato che il diritto all’aborto è messo sistematicamente in discussione. Basti pensare agli Stati Uniti, alla Polonia, ai Paesi dell’America Latina e dell’Africa. Ma senza andare poi così lontano, l’Italia stessa mostra una sempre maggiore resistenza: e la mancanza di medici non obiettori di coscienza negli ospedali della Penisola ne è un triste esempio…

La firma del Presidente della Repubblica è stata apposta l’8 marzo, durante la Giornata Internazionale dei Diritti della Donna, ribadendo ulteriormente il valore simbolico del nuovo comma istituzionale.

La notizia è stata accolta con grande emozione e profonda commozione dal mondo femminile. Auguriamoci che sia la prima di una lunga serie di riforme a favore delle donne in molti altri Paesi del mondo.

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