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di Vincenzo La Monica

Emozionante. Divertente. Entusiasmante. Travolgente. Non ci sono abbastanza parole per descrivere quello che suscita “La maga di Oz”. Sono tornata a casa rincuorata dal pensiero che, se esistono realtà come queste, con persone come queste che le animano, per questo nostro pianeta moribondo, per questa nostra società in declino, c’è ancora speranza, anzi Speranza! E ai ragazzi bisogna riconoscere che fanno parte a pieno titolo della fascia TRASFORMANTE!

È questo il giudizio di una spettatrice all’uscita dello spettacolo teatrale “La maga di Oz” messo in scena da ragazze e ragazzi che aderiscono al laboratorio teatrale del progetto “Liberi dall’Invisibilità” di Save the Children, svolto  in collaborazione con l’Associazione “I Tetti colorati” e con la Caritas diocesana di Ragusa per offrire opportunità educative e di crescita a bambini e ragazzi che abitano nella cosiddetta fascia trasformata.

La fascia trasformata è l’ampia zona costiera caratterizzata dalle coltivazioni in serra dove moltissimi lavoratori stranieri e comunitari vivono con i propri figli: bambini e ragazzi invisibili che vivono spesso in condizioni di assoluto isolamento, trascorrendo la maggior parte del tempo da soli, senza avere conoscenza del luogo in cui si trovano. Sono ragazzi che molto spesso vengono occupati nello svolgimento delle faccende domestiche o nella cura dei fratelli più piccoli e si ritrovano quindi estremamente esposti al rischio di vedersi negati tutti i più elementari diritti dell’infanzia e di vivere gli anni della fanciullezza e dell’adolescenza nel degrado, nella violenza, nello sfruttamento e nell’abbondono.

Da oltre dieci anni varie realtà del terzo settore sono presenti in quella zona per contribuire alla rimozione degli ostacoli che impediscono a bambini e bambine, ragazze e ragazzi e alle loro famiglie il raggiungimento di una migliore condizione di vita e l’accesso ai diritti e alle opportunità di crescita.

Siamo convinti – ci dice la coordinatrice del progetto Alessia Campo – che l’arte e la cultura siano diritti e non privilegi alla base del riscatto sociale e del cambiamento, in quanto strumenti di comprensione di sé e del mondo e riattivatori del desiderio. Per questi ragazzi andare in scena e ricevere gli applausi del pubblico è un modo per dire: esistiamo! E anche per esprimersi e cominciare a sognare un futuro diverso.

La maga di Oz” ha portato in scena Nassira, Paride, Robert, Katia, Jasmina, Miriam, Youssef, Maram, Jalila, Chaed, Refika, Youssef, Mariem, Rimes, Momin, Rowa, Louay, Rihem, con la regia di Ambra Denaro.

Tutti protagonisti, al di là del tempo impiegato in scena, per avviare, come ha intuito la spettatrice dagli aggettivi scoppiettanti, un’azione trasformativa del nostro territorio.

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