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di Pippo Inghilterra 

Il viaggiatore si ferma, osserva e si meraviglia nel vedere sul mio muro di casaleno diruto, del “quarterio Bocceria” di Comiso, l’immagine miracolosa della SS. Vergine.

Sono stato concepito come chiesa, quando i devoti e i molti forestieri della stagione seicentesca della città hanno scoperto il dipinto murale.

Ripetta Fons Dianae (poi via Fonte Diana, ora via G. Iacono) con lo sfondo dell’ex Chiesa del Purgatorio di Comiso

Tra le mia mura c’era un grande silenzio. Si sentivano i passi dei passanti, lo scalpitio degli zoccoli degli asini degli acquaioli (acquedotto cittadino “ante litteram“), accompagnato dal tintinnio delle quartare di latta e il lieto mormorio dell’acqua sorgiva al centro della piazza.
Il mio sguardo era aperto in quell’ampio spazio luminoso, tra chiesa, monastero e palazzi signorili.

Ho visto, come spettatore muto, il “palcoscenico ” con tutti gli attori che recitano in piazza; ho visto il Castello Medievale, baluardo della Vallata dell’Ippari, dove scorre, un fiume largo e profondo.

Comiso è un paese antico, cresciuto attorno a un’antica sorgiva che ha preso il nome Diana.

Il viaggiatore ama questa città, perché qui ha scoperto la lentezza del tempo, l’eterna giovinezza dell’acqua e la cultura che resiste all’usura del tempo…

Nunzio Gulino, Festa di Pasqua a Comiso (particolare), A. 1941, acquaforte incisa su rame, mm 583×232, tiratura 1/10

La sorpresa di una pintura” è il primo di tre racconti dedicati a Comiso e alla sua storia architettonica, narrata attraverso gli “occhi” della Chiesa del Purgotorio.

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