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di Giuseppe Cultrera

Ricorre quest’anno il centenario della Cassa rurale Maria SS.ma di Gulfi la banca di Chiaramonte fondata nel maggio 1920, da un gruppo di notabili borghesi e sacerdoti, nel solco dell’impegno sociale del partito popolare di don Luigi Sturzo. Tra i principali artefici il giovane avvocato Giuseppe Rosso Cosenza che da vivaci posizioni democratiche aveva trovato approdo moderato nel Partito Popolare, divenendone uno dei principali referenti dell’area iblea.
Del primo periodo restano delle vivaci pubblicazioni in difesa dei lavoratori (‘Le somministrazioni del vino ai braccianti agricoli‘, 1882) o di opposizione all’Amministrazione Comunale (‘La Zanzara‘, giornale politico-amministrativo, 1902) del secondo, nel difficile regime fascista, un tenace impegno sociale e politico per la propria comunità. 

La banca ha dato un apporto dinamico all’artigianato e alla piccola impresa (specialmente agricola) con la possibilità di attingere a prestiti evitando usura ed arbitrio dei ricchi possidenti.
Oggi quella piccola banca, in sintonia con le norme bancarie degli ultimi anni, fa parte delle BBCC ed essendosi fusa con un’altra piccola banca di Mazzarino, ha cambiato nome in Banca di credito cooperativo dei Castelli e degli Iblei.

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