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Con la presente nota termina la narrazione di Vito Veninata sull’epopea della nostra ‘Monti Iblei’. Una cavalcata storica affascinante partita dai suoi ricordi di ragazzino, nel 1951, accanto al padre Filippo, ideatore (insieme al cav. Domenico Arezzo) della nostra cronoscalata e proseguita negli anni in cui diventò abile pilota (con due secondi posti assoluti negli anni 1975/76). Infine nelle vesti di organizzatore fino al 1999. Nessuno più di lui può dirsi testimone qualificato di un evento sportivo che ha segnato, come nessun altro, la storia iblea tra la seconda metà del XX secolo e il primo ventennio di quello attuale. E la storia continua…

di Vito Veninata

L’edizione del 1994 nasce sotto nuovi auspici. Il consiglio direttivo dell’A.C.I., sempre sotto la presidenza del dr. Di Blasi, si era radicalmente rinnovato ed il sottoscritto era entrato a farne parte con lo scopo essenziale di mettere a disposizione la grande esperienza acquisita in tante gare anche a livello mondiale.

Un tratto del percorso misto-veloce sul monte Arcibessi, sopra Chiaramonte, che tra il 1995 e il 1999 si aggiungerà al vecchio percorso.

Con il caloroso aiuto di tre giovani appassionati (dr. Raffaele Schembari, Maurizio Casa e Maurizio Gurrieri), iniziammo subito il lavoro per rilanciare la nostra prestigiosa manifestazione, che negli ultimi anni aveva molto sofferto. Ricordo il rapporto negativo ed estremamente critico del delegato nazionale della CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana) che evidenziava l’insoddisfazione dei piloti e la delusione del pubblico, oltre alle scarse iniziative promo-pubblicitarie.

Due grandi campioni: Mauro Nesti e Domenico Scola

Obiettivo primario della nuova edizione diventa il livello dello spettacolo (bello per quanto si voglia deve avere un inizio ed una fine), la qualità dei partecipanti e la soddisfazione degli stessi. Il puntuale inizio della gara, le interruzioni ridotte al minimo grazie alla collaborazione dei commissari di percorso, opportunamente istruiti e dotati tutti di ricetrasmittente, permise di fatto impercettibili interruzioni. Si cercò di migliorare al massimo la quantità e la qualità dei concorrenti (azzerata la quota d’iscrizione ed ottenuta la partecipazione di Mauro Nesti dietro buon compenso).

Mauro Nesti alla partenza nel 1994. Il suo palmares è stato di assoluta grandezza: 9 titoli europei della montagna e 17 titoli italiani. Nessuno come lui

Inoltre fu creato un montepremi per i primi tre classificati ascendente a qualche milione di lire. A tutti i concorrenti fu offerto un ‘voucher’ per due persone per presenziare al pranzo di premiazione e saluto in un’importante struttura della zona, capace di ospitare oltre 400 persone. Furono premiati con sontuosi trofei i primi tre di ogni classe e durante il pranzo fu proiettato su uno schermo gigante in diretta la gara di Formula 1. Le poche parole di commiato e di invito alla successiva edizione da parte dell’organizzazione furono accolte da un sentito applauso.

Il campione ibleo Gianni Cassibba, dopo il grave incidente del 1992, riuscirà a vincere la ‘Monti Iblei’ anche nel biennio 1997/’98, nel 2000 e dal 2002/05. Eguaglierà Enrico Grimaldi nel record di 8 edizioni vinte

La gara fu vinta da Mauro Nesti, su Lucchini BMW, che realizzò il miglior tempo in entrambe le ‘manches’. Applauditissimo dal pubblico locale, che ebbe modo di apprezzare il numero uno al mondo della specialità, vincitore con una superiorità devastante di ben nove titoli europei e 17 campionati italiani.

Angelo Palazzo su GISA (vetture sport prototipo costruite a Biancavilla CT). Si classificherà alle spalle di Nesti nel 1994, ma con uno scarto di 7 secondi.

Autentica leggenda delle corse automobilistiche in salita, Mauro Nesti è stato senza dubbio una vera icona della specialità. Toscano di Bardalone (Pistoia) ha dettato legge su tutte le ‘rampe’ del vecchio continente con imprese leggendarie. Qualche settimana prima aveva vinto, sempre in Sicilia, la “Trapani-Erice”. Al secondo posto troviamo Angelo Palazzo, staccato di ben sette secondi, mentre sull’altro gradino del podio sale Emilio Scola che precede Rocco Aiuto ed il padre Domenico Scola, staccatissimo. Prestigioso sesto posto assoluto per il comisano Franco Caruso (Ford Escort). Gianni Cassibba si aggiudica invece la ‘gara club’ disputata in una sola ‘manche’.

Emilio Scola, secondogenito del grande Domenico. Terzo classificato nel 1994

Archiviata con soddisfazione di tutti questa edizione, gli organizzatori pensano già al futuro ed in particolare alla realizzazione di una ‘nuova Monti Iblei’, una gara trasformata, modificata nel percorso, da svolgersi in una sola ‘manche’, con ambizioni di campionato italiano prima ed europeo successivamente. In questo l’opera della Provincia Regionale di Ragusa, presieduta dal giovanissimo Giovanni Mauro, sarà oltre modo preziosa. La ‘Monti Iblei’ deve tantissimo all’Ente Provincia che si è, sin dal 1967, prestato a tutti i vari aggiornamenti e migliorie per rendere sempre più sicuro e valido il percorso di gara.

Una vecchia conoscenza della ‘Monti Iblei’. Rocco Aiuto, quarto classificato nel 1994 con una Hydra

Ma nel 1995 lo ‘Staff’ dirigenziale dell’Ente superò se stesso. Fu infatti riammodernato il tratto che dall’abitato di Chiaramonte conduce fino alla ‘Vecchia Stazione’ rettificando alcune curve e dotandolo di opportuni ‘guard-rail’. Notevole anche il contributo economico (ottanta milioni di lire) che insieme ai venti del Comune di Chiaramonte, Sindaco Gurrieri, costituirono l’intero budget. Niente arrivò invece dal disastrato A.C.I. di Ragusa, mentre ancora una volta si rinunziò alle quote di iscrizione dei vari concorrenti al fine di incrementare il numero degli iscritti e continuare a stimolare sempre più l’interesse degli appassionati spettatori iblei.

Mauro Nesti su Lucchini BMW, ancora primo nel 1995, impegnato su un tratto del percorso dell’Arcibessi

Ovviamente sorsero tanti nuovi problemi per l’Organizzazione: il percorso, più lungo di circa 3 km, richiedeva una presenza quasi doppia del servizio prestato dai Vigili del Fuoco, delle ambulanze, delle Forze dell’Ordine, dei Commissari di percorso, dei radioamatori, da sempre grandi collaboratori (indimenticabile il dr Nino Greco), del servizio di radio-diffusione che aggiornava costantemente gli spettatori sull’esito della manifestazione. Il tutto gravò pesantemente sul bilancio organizzativo, che però continuò a mantenere la premiazione con annesso pranzo offerto ai piloti e ai collaboratori.

Salvatore Giardina su GISA (pilota e costruttore della sua sport prototipo)

Considerevoli premi in denaro per i primi tre della classifica assoluta, generosa distribuzione di coppe e trofei ai meglio classificati. La gara, 38ª edizione (di fatto la 28ª), fu ancora una volta vinta da Mauro Nesti, sessant’anni compiuti, felicissimo di ritornare fra la nostra gente dopo la grandissima accoglienza che gli era stata riservata l’anno precedente. Personalmente sono stato grande amico del “Re della Montagna“ ed ho avuto modo di apprezzare le sue grandi doti di collaudatore.

Carmelo Fiorilla su Lancia Delta integrale (decimo assoluto nel 1994)

Ricordo che non tralasciava mai di rievocare la bella accoglienza ricevuta dalla nostra generosa gente. Mi raccontò anche che una volta uno sportivo gli mise a disposizione la sua Fiat 126 per provare il percorso: la sua voglia di vincere non era per niente inferiore alla sua tecnica perfetta ed al suo grande cuore. Ancora una bellissima giornata per l’automobilismo Ibleo.

Pasquale Irlando su Osella PA20 vincitore dell’edizione 1996

Meno fortunata l’edizione del 1996, svoltasi il 7 ottobre. Il tempo assolutamente inclemente non aveva permesso l’effettuazione delle prove del Sabato. La Domenica le cose non andarono meglio: si decise di ritardare la partenza di un’ora per consentire ai prototipi di effettuare una ricognizione e per dare una ripulita al percorso. Piccoli ed insignificanti incidenti, dovuti all’asfalto bagnato, causarono qualche interruzione, gestita al meglio dal direttore di gara Elio Russino, ottimamente coadiuvato da Raffaele Schembari.

Salvatore Anelli quarto classificato nel 1996

A vincere sarà Pasquale Irlando dopo uno strenuo duello con Gianni Cassibba, su un percorso reso insidiosissimo dalla pioggia, specie nel tratto finale. Terzo assoluto, anche se notevolmente staccato, sarà un altro comisano, il bravo Franco Corallo su Osella PA20 BMW che precederà i due fratelli Scola, Carlo ed Emilio, figli del grande Domenico. Un onorevole ottavo posto per il Chiaramontano Giuseppe Presti su Lucchini, autore di una bella prestazione, anche in considerazione dell’inferiorità del mezzo meccanico.

Il chiaramontano Giuseppe Presti su Lucchini BMW ottimo ottavo assoluto nel 1996

Nel 1997 Gianni Cassibba si prende una meritata rivincita in una splendida giornata di sole davanti ad un foltissimo pubblico, stimato vicino a 30.000 presenze. Dopo l’edizione ‘bagnata’ dell’anno precedente, l’organizzazione torna ad essere perfetta, grazie anche alla collaborazione di tutti. Il pilota comisano precede Angelo Palazzo, Salvatore Anelli e Antonino Iaria. Il percorso viene aperto dalla ‘ Lancia Flaminia dell’Amministrazione Provinciale con a bordo il direttore di gara Elio Russino, il Presidente della Provincia Giovanni Mauro ed il sindaco di Chiaramonte Sebastiano Gurrieri.
Come prologo ovviamente la solita sfilata di auto d’epoca sempre più interessante sotto un profilo tecnico e spettacolare.

Gianni Cassibba vincitore delle edizioni 1997/98

Nel 1998 bis di Giovanni Cassibba (un ottimo tempo 4’33’’,61) con largo margine su Palazzo, Iaria e Carlo Scola, separati fra loro di pochi decimi, in una radiosa giornata di fine estate. Bellissimo spettacolo per un pubblico delle grandi occasioni, assiepato lungo gli oltre 8 km. Gianni Cassibba, entusiasticamente osannato dopo il successi del 1988 e del 1997, consegue il terzo alloro. Nella gara ‘Club’ vittoria di Giuseppe Distefano che precede il comisano Giuseppe Brafa, entrambi su Fiat X1/9.

Angelo Palazzo ancora una volta secondo assoluto su GISA nel 1998

L’anno successivo, pur continuando a scegliere una data ottimale (13 settembre), una serie di temporali imperversarono sull’intero territorio ibleo, ostacolando prima la verifica tecnica (oltre 300 iscritti), poi le prove ufficiali (sospese) ed infine la gara, annullata sotto l’infuriare di un violento acquazzone. Ci si aspettava per la verità un’edizione record per la quantità e qualità dei partecipanti, ma anche per le brillanti iniziative del nuovo direttore di gara, dr. Raffaele Schembari, che proprio in quell’anno aveva sostituito il bravo e storico Elio Russino. La gara infatti era stata scelta dalla CSAI come prima prova di riserva del “Trofeo Italiano della Montagna“. Era l’aspirazione di tutti gli sportivi.

Il veterano Giuseppe Brafa ancora protagonista nel 1998, ma nella gara ‘Club’ storiche.

Purtroppo l’anno successivo, per una drastica riduzione dei contributi erogati, i sogni furono dolorosamente riposti per sempre in un cassetto. Personalmente presentai le mie irrevocabili dimissioni. L’organizzazione fu affidata alla locale ‘Scuderia Tecno Racing’ che, obbligata dalle difficoltà economiche, fu costretta ad accorciare il percorso e ritornare quindi alle due ‘manches’. I bravi organizzatori della ‘Tecno Racing’ riusciranno per anni a tenere alto il buon nome dello sport automobilistico ibleo. Da parte mia nel 2004, a oltre 62 anni, ho accettato l’invito a partecipare con la mia Osella, vincendo fra le auto storiche. Indubbiamente un piacevole ricordo. (Per leggere la puntata precedente cliccate qui)

Piloti Chiaramontani che hanno corso tra il 1994 e il 1999

Giuseppe Molè (titolare del ristorante ‘U Dammusu’) su Peugeot 205
Giampiero Tumino su Alfa Romeo 33. Il padre Salvatore fu uno dei primi piloti chiaramontani a partecipare alla ‘Monti Iblei’
Giuseppe Nicastro (ex Sindaco di Chiaramonte) su Lancia Delta 16V integrale
Vittorio Cultrera su Ford Escort
Roberto Ventura su Peugeot 205
Vito D’Avola su Peugeot 205
Mario Cusumano su Renault 5 Turbo
Nello Gurrieri su Peugeot 205

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