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Dalla prima edizione della ‘Coppa Monti Iblei’ del 1951 si passa alla seconda del 1957 cambiando totalmente scenario: non più nel centro abitato di Ragusa, ma nel tracciato interurbano ‘Roccazzo-Chiaramonte’. Vito Veninata, con maestria narrativa, nel presente articolo fa un affresco dell’epoca in cui si svolse la gara intrecciando sapientemente piccole e grandi storie.

di Vito Veninata

Il successo della prima edizione della Monti Iblei, purtroppo, non ebbe un seguito negli anni a venire. Vuoi per il disagio provocato alla popolazione (la gara attraversava i centri abitati di Ragusa Ibla e Ragusa superiore), vuoi per l’esponenziale crescita del mercato automobilistico.

Vale la pena ricordare che nel 1951, anno della prima edizione, la provincia di Ragusa aveva emesso poco più di 4.000 targhe a cominciare dalla creazione, nel 1927, del Pubblico Registro Automobilistico. Non va nemmeno dimenticato che in precedenza Ragusa apparteneva alla provincia di Siracusa e fin dal 1905 le sigle erano contraddistinte da un numero rosso in ordine alfabetico (Siracusa 60- Alessandria 1, Milano 38, Roma 55 etc.).
La storia narra che la prima auto immatricolata a Ragusa sia stata la 60/16, una Ford Torpedo acquistata dal commendator Franco Arezzo, nobile ibleo. E’ evidente che delle 4.000 targhe, moltissime non erano più esistenti. Mentre la prima auto, con targa RG 1, fu una Fiat coupè de ville di proprietà delle Ferrovie dello stato.
Nel 1957, anno della seconda edizione della nostra gara, era già stata consegnata la targa RG 8.000.

Fu scelto (non senza polemiche) il percorso che dal centro abitato di Roccazzo si inerpica fino a Chiaramonte Gulfi con l’alternarsi di tratti veloci e impegnativi tornanti. Grazie alla fattività del sindaco di allora, il dott. Giuseppe Nicosia, dell’A.C.I. e di tutta l’intera cittadinanza, la manifestazione ebbe luogo nel pieno rispetto delle regole. Il successo di pubblico, ordinato e rispettoso, intervenuto da tutta la provincia fu notevolissimo, come interessante fu il risultato tecnico culminato con il successo del vittoriese Micieli su Lancia Aurelia B20 2500 GT, vettura dotata di un motore a 6 Cilindri in grado di sfiorare i 200 km/h grazie ai suoi 120 cavalli.

Alle sue spalle il siracusano Giliberti su Alfa Romeo 1900. Fra i locali il ragusano Pelligra su Fiat 1100 TV, Pippo Rollo, Gianni Nicastro e il bravissimo Turuzzo Agnello (titolare, insieme al fratello, della famosa officina Lancia ‘F.lli Agnello‘). Questi ultimi tre a bordo di Fiat 500 C.

Una Lancia Aurelia B20 2500 GT come quella del vincitore della ‘Monti Iblei’ del ’57

L’occasione diede modo a tanti improvvisati e a volte sprovveduti piloti di provare nei giorni precedenti il percorso. Molti assaggiarono la durezza dei muretti in calcare duro, dando una notevole mole di lavoro ai loro carrozzieri. Mentre altri distrussero l’auto sulla grossa cunetta di deflusso acque uscendo dalla strada che conduce a Roccazzo per immettersi sulla provinciale Comiso-Chiaramonte. Una di queste fu una fiammante Alfa 1900 Super, che sobbalzando brutalmente sulla cunetta, letteralmente decollò, per tornare ad impattare con violenza sull’asfalto.

Per assistere a queste improvvisate esternazioni, la sera, il pubblico si assiepava numeroso al tornante delle Quattro Cappelle, dal quale si dominava il sottostante tracciato.
Il successo che aveva arriso agli organizzatori, Comune di Chiaramonte Gulfi, Provincia Regionale di Ragusa ed Automobile Club, induceva tutti a considerare definitivo il decollo dell’automobilismo ibleo da competizione. Fu invece una mera illusione!

Foto dell”Autogiro’ del ’59 nelle stesse curve della ‘Monti Iblei’. Non ci sono pervenute foto dell’edizione del ’57

Ombre nerissime si addensavano sullo sport motoristico. Giá dal Giugno del 1955, “la Terza ora maledetta”, aveva messo in crisi l’intero sistema a livello mondiale. Alla 24 Ore di Le Mans, la Mercedes ufficiale di Pierre Levegh, per un’infelice manovra della Jaguar di Mike Hawthorn, era volata in fiamme sulle tribune causando la morte di 82 spettatori ed il ferimento di oltre 120. La gara non fu interrotta.

Il tragico incidente della 24 ore di Le Mans del 1955 con La Mercedes 300SLR in fiamme sulle tribune

Anche le morti di grandissimi piloti quali Alberto Ascari ed Eugenio Castellotti contribuirono ad evidenziare la pericolosità di questi potentissimi mezzi in grado di superare i 250 km/h. Ed è nel 1957 che purtroppo accadono due gravissimi incidenti. Il 14 aprile la morte del pilota Gigi Olivari al ‘Giro di Sicilia’, al volante della sua Maserati n.333, proprio sulla SS115 Modica-Ispica, e alla successiva 1000 Miglia (34° e ultima edizione), dove la Ferrari del marchese spagnolo Alfonso De Portago, a causa dello scoppio della ruota anteriore sinistra, sbandando era finita fra la folla. Oltre a De Portago e al suo coequiper, il giornalista Nelson, morti sul colpo, furono travolti dieci spettatori.

‘Giro di Sicilia’ del 1957- La tragica fine di Gigi Olivari alla guida di una Maserati sulla Modica-Ispica

L’incidente, sia per la quantità delle vittime che per la notorietà di De Portago, suscitò un enorme impressione in tutto il mondo. Il nobile marchese aveva una relazione affettiva con l’attrice Linda Christian, ex moglie dell’attore Tyrone Power. De Portago non aveva ancora compiuto 29 anni, la bellissima Linda 33. Era il 12 maggio del 1957.

1000 Miglia del 1957 – Alfonso De Portago su Ferrari 335S prima dell’incidente mortale

Due mesi prima aveva perso la vita all’autodromo di Modena Eugenio Castellotti, vincitore della 1000 miglia del 1956, aveva 26 anni ed anche lui era legato a una famosissima protagonista dello spettacolo: Delia Scala. Il coraggio, lo sprezzo del pericolo ed il fascino di questi giovani era immenso. L’amore per il rischio darà ancora un contributo di slancio tecnico e popolarità. I loro nomi rimasero legati alla storia sportiva per sempre. Ma questa è un’altra storia! Dopo la Mille Miglia di quell’anno il governo stabiliva che le gare automobilistiche su strada dovessero intendersi sospese a tempo indeterminato.

Della coppa dei Monti Iblei ne riparleremo 10 anni dopo.
Appuntamento alla prossima settimana per il racconto della terza edizione del 1967.
(Link alla prima edizione)(Link alla terza edizione)

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