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“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”.
Piero Calamandrei

di studenti e docenti del Liceo “Umberto I” di Ragusa

Nel cuore del nostro Paese, a Pisa, giorni fa si è verificato un episodio che lascerà una cicatrice profonda nell’intera comunità scolastica e che ha provocato anche l’intervento del Presidente della Repubblica. L’uso dei manganelli sugli studenti impegnati in una protesta pacifica contro l’orrore della guerra, solleva interrogativi profondi sulla gestione delle manifestazioni pacifiche e sulla tutela dei diritti fondamentali nella nostra società democratica.

Il Ministro dell’Interno ha dichiarato che la polizia era impegnata a proteggere la Sinagoga di Pisa e quindi la reazione sarebbe stata giustificata dalla volontà di difendere obiettivi sensibili. Ci si chiede in che modo possa essere legittimo pestare con manganelli e scudi i ragazzi che si dirigevano verso la parte opposta rispetto al suddetto obiettivo sensibile. Al contempo, ci si sente spinti a riflettere sulle caratteristiche essenziali e imprescindibili della nostra scuola, luogo di crescita civile e democratica.

Forse è il caso di ricordare che la scuola si fonda sugli ideali democratici e liberali dei Padri e delle Madri della Costituzione e che coltiva il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, sancito dalla Costituzione italiana (artt. 17 e 21). Inoltre essa promuove il pensiero critico e il dialogo, anche se generano dissenso e, soprattutto, fornisce gli strumenti culturali per leggere e comprendere la realtà sociale e politica circostante, promuovendo la formazione di cittadini consapevoli e liberi. Infine, costruisce ponti, non erige muri.

Colpire gli studenti che esercitano una libertà garantita dalla Costituzione equivale, dunque, a colpire la Costituzione stessa, la democrazia e i diritti; impedire agli studenti di manifestare contro una “versione del mondo” significa non volere che essi diventino cittadini liberi.

Pertanto, gli studenti e i docenti del Liceo Classico Umberto I di Ragusa, condividendo le suddette riflessioni con la comunità scolastica degli altri indirizzi dell’Istituto “G.B. Vico- Umberto I- R. Gagliardi”, hanno espresso indignazione per la violenza ingiustificata, solidarietà e vicinanza agli studenti del Liceo F. Russoli di Pisa coinvolti nello scontro; avvertono una certa preoccupazione di fronte a scene fortemente evocative dei momenti più critici e oscuri della storia italiana; condannano l’uso della violenza come risposta alla pacifica espressione delle idee, chiedendo che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che vengano individuati i motivi che hanno spinto le forze dell’ordine a intervenire con tale forza.

Noi, come comunità scolastica, continueremo ad impegnarci affinché venga promossa costantemente un’educazione basata sui principi democratici e sul rispetto della persona e continueremo a sorvegliare lo stato di salute della democrazia perché l’unico antidoto al pericolo di una deriva autoritaria è il pensiero come riflessione attenta e vigile sul presente.

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