5
(6)

di Giuseppe Cultrera 

Don Tano Muddica era vicino di casa, in campagna, nel vecchio palazzo che ho abitato per alcuni anni da bambino. E che era diviso fra tre proprietari; la porzione dell’anziano don Tano (che abitava con la moglie) era la più piccola, un paio di stanze nei bassi. Essenziale – anche se ricercata – la mobilia: quella abbandonata dai vecchi proprietari, che la coppia aveva acconciato al meglio. Sulla parete di fondo accanto a una credenza zoppa faceva bella mostra un quadro a olio di un notturno marino. Mi aveva attratto fin dalla prima volta che l’avevo visto quel quadro: per la difficoltà di percepirne il soggetto e per un intreccio coloristico sui generis del mare e del cielo. Una volta che mi avvicinai fin sotto al quadro, scoprii il mistero:

«Don Tano questo quadro è capovolto!»

«Ah», fece lui. E senza scomporsi, lo staccò dalla parete e lo riappese nel verso giusto.

«Hai visto che sotto c’è il muro scrostato – mi disse con un sorriso – l’ho messo lì per coprire. Hai ragione, ora si capisce meglio cosa rappresenta. Non mi ero mai accorto di averlo messo sottosopra. Ma il suo ‘lavoro’ l’ha fatto lo stesso», concluse.

Pochi anni dopo andai via e don Tano lo rividi rare volte negli anni seguenti. In una di queste, che ero dentro casa sua, mi accorsi che il quadro non c’era più. Lui intercettò il mio sguardo e prontamente: «Il quadro l’ho venduto a don Suzzu l’antiquario, me l’ha pagato bene, cinquanta mila lire: ho comprato una bella poltrona a mia moglie e tre chili di salsiccia da Majore.»

Guardò compiaciuto la gnà Vannina che s‘annacava, tutta priata, sulla nuova poltrona e ne ebbe un dolce, sdentato, sorriso.

lo stato dell'arte
Piet Mondrian, New York City 1 (unfinished), 1941

Ho concluso i miei studi universitari con una tesi sulla storia dell’Arte. Me ne sono occupato, di straforo, nella vita lavorativa. Ho scritto, pure, qualche saggio e ho frequentato, saltuariamente, gente che se ne occupava, per svago o mestiere. Ma la lectio magistralis di don Tano resta indelebile.

Adesso ci accorgiamo che per oltre settant’anni abbiamo ammirato quel capolavoro di Mondrian capovolto. Convinti di gustare l’arte dalla parte giusta: noi, sprovveduti fruitori, e i critici, nostri ciceroni.
Sarà opportuno dare un’occhiata alla banana di Cattelan. Non si sa mai.

lo stato dell'arte
Maurizio Cattelan, Comedian, 2019

 

Vota questo articolo

Valutazione media 5 / 5. Conteggio voti 6

1 Comment

  1. Federico EMMA Reply

    Ciò che ha -probabilmente- un significato “ideale”, ma -CERTAMENTE- NIENTE AFFATTO EVIDENTE, non ha né un “sopra”, né un “sotto” riconoscibili (se non forse, per l’ autore ; ma… guardando con molta attenzione !!!).

Write A Comment