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di L’Alieno

Sappiamo benissimo che i mali della politica italiana iniziano dalla selezione della classe dirigente, basata, più che su ogni altra cosa, sulla fedeltà al capetto di turno. E in questa gara al ribasso, dove gli schieramenti politici si sfidano all’ultimo fuoriclasse della supercazzola, almeno una stupidaggine al giorno è garantita (l’ultima perla del “Lollo-cognato” è stata di rara bellezza).

Il “Lollobrigida-cognato” (a sinistra) mentre giura al Quirinale (foto Quirinale.it)

Una delle ultime novità, quanto a penose candidature, ci viene offerta dalla sinistra orgogliosamente a sinistra del PD, ma già immemore della figuraccia fatta con Soumahoro, il parlamentare di origine ivoriana. Quello che doveva rappresentare il simbolo intelligente di un’integrazione pienamente riuscita. Adesso, nel tentativo di bissarne il “successo”, il duo Fratoianni-Bonelli ha deciso di presentare la candidatura (a capolista, addirittura) di Ilaria Salis: altro caso umano che mette insieme “buone maniere” da gentildonna e idee geniali di sinistra.

Ilaria Salis e Aboubakar Soumahoro

È ovvio che la candidatura ha finalità umanitarie, cioè tentare di strapparla ad un potere giudiziario di un paese scandalosamente autocratico dentro l’Unione Europea (autocrazia difesa a spada tratta dalla Meloni detta Giorgia). Ma questo nobile intento non dovrebbe mai prescindere dalla testa poco affidabile del personaggio in questione, che in uno schieramento progressista ci sta come potrebbe stare un manesco ultrà di una curva di calcio nella tribuna VIP dello stadio da tennis di Wimbledon.

La maestrina è infatti una di quelle cosiddette “antifasciste” (e “pacifiste”) militanti convinta dell’utiltà terapeutica del “manganello antifascista”. “Utilità terapeutica” difesa anche da certi somari spacciati in TV come intellettuali di sinistra (Christian Raimo). Rappresenterebbe insomma la posizione specularmente opposta a quella del “manganello educativo nero” del Generale Vannacci, il campione di un neo-fascismo ben più duro e ortodosso rispetto a quello “moderato” di FdI.

Il Generale Roberto Vannacci (foto Wikipedia)

Addirittura qualche mente sopraffina avrebbe voluto la Salis candidata nelle fila del PD, che quanto a masochismo è sempre pronto a giocarsi la propria partita. Ma stavolta, per fortuna, è prevalso il buon senso di tentare di risolvere la questione umanitaria (che comunque esiste) con altri mezzi, piuttosto che spedirla a Bruxelles a rappresentare chissà quali interessi. Non certo quelli del Partito Democratico e a più di dodicimila euro netti al mese.

Adesso ci dobbiamo augurare che questi due campioni del nulla non mettano piede a Bruxelles. Ma mentre per la Salis esisterebbero discrete probabilità che ciò non accada, per il “signor-Mussolini-era-uno-statista”, temo, invece, che l’elezione sia probabilissima. Rappresenta meglio di qualsiasi altro candidato l’animaccia nera mai sopita di questo paese.

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