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di Filippo Senatore

Il 17 giugno a dieci anni dalla scomparsa finalmente si è mossa la Giunta del Comune di Milano per dedicare al Maestro Claudio Abbado un largo o una piazzetta dove campeggia la statua del patriota eretico repubblicano Carlo Cattaneo, finito in esilio in dissenso con Casa Savoia come del resto Giuseppe Mazzini.

Luogo scomodo dove sferraglia il tram e il traffico è caotico vicino a Piazza Scala. Il Sindaco che ha scoperto la targa a lui dedicato ha rapidamente elogiato Abbado milanese, noto in tutto il mondo come uno dei maggiori e prestigiosi direttori d’orchestra. Beppe Sala non ha ricordato la polemica col suo predecessore, la sindaca Letizia Moratti di alcuni anni fa. Abbado non dirigeva da anni e nel 2010 aveva posto come condizione del suo compenso gratuito la piantumazione di 90 mila alberi. Non era una follia ma un progetto di Renzo Piano. Non se ne fece nulla perché sembravano troppi… gli alberi nuovi. Due anni dopo col sindaco Pisapia, Abbado è tornato a suonare con la sua Filarmonica che aveva fondato. Il concerto alla Scala dell’ottobre 2012 fu un evento unico con l’incasso destinato al Vidas, una fondazione presieduta dalla prima moglie del Maestro che morirà di lì a pochi mesi nel gennaio 2014. 

Daniele Abbado e Giuseppe Sala durante la cerimonia del 17 giugno

Se avessero accolto questa proposta si sarebbe evitato il sacco edilizio, oggi al centro di una inchiesta giudiziaria in corso. Riccardo Chailly, discepolo prediletto di Abbado, ha ricordato le passeggiate notturne in quella zona, col cappotto grigio e un astuccio porta bacchette. Le partiture erano dentro lo spirito del Maestro. Il figlio Daniele ha descritto quel periodo musicale rivoluzionario a cavallo tra gli anni 60 e 70. Lui, Luigi Nono, Maurizio Pollini e Paolo Grassi portarono la musica colta ovunque, nelle fabbriche e in periferia. Fu una contaminazione indimenticabile tra le masse operaie che arrivò anche nella periferia del Paese.

Un’istantanea dell’inaugurazione del Largo Abbado, sotto lo sguardo di Carlo Cattaneo

A Cosenza, ad esempio, c’era un venditore clandestino di LP di classica in un portone di Via Alimena. Con poche migliaia di lire si portava a casa Abbado e compagnia. Bastava prendere il treno e giungere in Piazza Scala per sentire dall’esterno gli altoparlanti da cui arrivavano i comizi d’amore di Pollini. Insomma, fu un periodo aureo. Il sovrintendente Dominique Meyer ha ricordato che dopo i meravigliosi 14 anni di direzione musicale alla Scala Abbado ha preso il volo in Europa da Londra a Vienna; da San Francisco a Berlino, dove venne incoronato alla Filarmonica dagli stessi professori d’orchestra berlinesi.

Claudio Abbado

E poi l’avventura in Venezuela tra le favelas e il metodo Abreu che ha usato la musica per togliere dalla miseria e dalla droga i ragazzini di strada. Anche a Palermo luogo di nascita della nonna materna, Claudio Abbado ha portato dopo le stragi di Capaci e Via D’Amelio, l’Orchestra Filarmonica di Berlino per inaugurare il ricostruito Teatro Massimo.  Da ora mille strade del mondo si chiameranno Claudio Abbado in nome della cultura che salva la vita e che la rende degna di essere vissuta. 

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