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ovvero
II possibile equilibrio tra Dedalo e Icaro.

di Giulia Cultrera 

Zucche volanti sopra un campo da football, eterni sognatori che si avvicinano troppo al sole e cinici realisti con i piedi – e le idee – saldamente ancorati per terra. Si può riassumere l’intera serie di Modern Family in un singolo episodio, Il lancio della zucca.
Sognatori e realisti sono davvero in grado di convivere e di trovare un loro equilibrio? Meglio chiederlo ai diretti interessati attraverso l’espediente narrativo del mockumentary (falso documentario).Una famiglia allargata decisamente sui generis, che si scopre e si riscopre ogni giorno di più con le proprie fragilità, stravaganze, differenze e peculiarità: punti di forza e di debolezza che accompagnano gli scontri generazionali, i piccoli conflitti irrisolti e le dinamiche relazionali tra genitori e figli. 

Il risultato è un format vincente che punta su un’ottima caratterizzazione dei personaggi e intreccia magistralmente equivoci, giochi di parole e sguardi in macchina davvero esilaranti, spesso più eloquenti di qualsiasi discorso.

La tecnica del mockumentary abbatte la quarta parete e avvicina maggiormente lo spettatore ai personaggi, introducendolo gradualmente all’interno di un loro spaccato di vita quotidiana, fino a diventare parte integrante della famiglia.

Ed effettivamente tutti vorremmo avere una famiglia del genere. Per i primi cinque minuti.
Il rischio è di ritrovarsi con un alpaca in giardino, un cane maggiordomo che ci accoglie sulla porta d’ingresso o un clown sonnambulo che gira per la casa di notte.

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