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di L’Alieno 

Ogni tanto fare un viaggetto in continente, preferibilmente in paesi di lingua tedesca, rinfranca lo spirito e aiuta a superare banali luoghi comuni. Ciò che ho cercato di fare nel mio “on the road” agostano di 2.000 km, in auto, a spasso per Austria.

Salto le considerazioni intorno al loro ben noto senso civico. Cose che sappiamo. Vado oltre. Sull’immigrazione, ad esempio. Quella che, nella narrazione della destra italiana, prefigurerebbe un’Italia letteralmente assediata nell’indifferenza dell’Europa. Come se tutta l’Europa fosse l’Ungheria di razza pura di Orban. In realtà a spingerci ad emettere questi giudizi avventati è solo una buona dose di ignoranza.

(Foto diblas-udine.blogautore.repubblica.it)

L’Austria ha oggi 1/4 di popolazione costituita da immigrati (compresa una quota di italiani) e fa sforzi eccezionali per le politiche di integrazione. Tantissimi i lavoratori stranieri che svolgono lavori dignitosi. Tante le attività commerciali in mano ad immigrati in diverse zone delle città. E a Vienna come a Graz, Innsbrouk o Salisburgo, le periferie non somigliano alle periferie ghetto degradate di tante altre città d’Europa. Ovvero, non esistono né balieu parigine, né kasbe marsigliesi, né esquilini romani.

Hundertwasserhaus è un complesso di case popolari costruite nel 1986 a Vienna dall’architetto Friedensreich Hundertwasser (foto paesionline.it)

Altro aspetto interessante. L’Austria ha saputo sapientemente coniugare passato, presente e futuro declinando il tutto in un’offerta quantomai ricca e variegata di attività culturali. Perché qui di cultura si è sempre vissuto (alla faccia delle stupidaggini del fu ministro Tremonti). Colpisce soprattutto l’apertura ai nuovi fenomeni e alle nuove tendenze dell’arte con le tante esposizioni e musei di arte moderna e contemporanea che richiamano appassionati da ogni dove. Tante le installazioni e le architetture modernissime perfettamente integrate pure nei centri storici: eclatante il caso del kunsthaus di Graz. Cose impensabili per il fondamentalismo conservatore delle Soprintendenze per i Beni Culturali italiane.

La Kunsthaus di Graz, progettata dagli architetti inglesi Peter Cook e Colin Fournier ed inaugurata nel 2003. Ospita continuamente mostre d’arte moderna

Ultime brevi considerazioni. In primis il loro essere molto avanti nella transizione ecologica: per trovare un sacchetto di plastica bisogna andare al museo. La seconda riguarda gli italiani qui emigrati: stanno benissimo e non hanno nessuna voglia di tornare in patria. Chissà perché. Infine un paio di appunti bizzarri. Gli austriaci prediligono i pagamenti in contanti, a volte con motivazioni pretestuose (tipo i tassisti romani). Il carburante costa quanto in Italia (lo dico per i complottisti nostrani). Ma i parcheggi costano un occhio della testa, a meno di avere una Tesla. E se hai una Tesla vai anche a 130km/h in autostrada. Musk è più potente di Soros!

La concessionaria della Tesla a Vienna (foto ecomento.de)

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