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di Giuseppe Cultrera

A Chiaramonte Gulfi si produce olio d’oliva di frantoio di eccezionale bontà: giallo dorato e come percorso da brividi verdi; saporito polposo, quasi nulla l’acidità. Lo giudico il migliore dell’isola – scriveva oltre trent’anni fa Luigi Veronelli – il filosofo enogastronomo antesignano nella difesa e valorizzazione dell’agricoltura italiana.
In questi giorni la maggior parte dei chiaramontani siamo impegnati nella raccolta e molitura delle olive per estrarre il prezioso liquido, farne buona scorta e permettere ad una ristretta nicchia di intenditori di percepire i ‘brividi verdi’.
Nella vallata sottostante la città si stende il verde tappeto degli ulivi di nuova ed antica coltura piantati dai nostri antenati con amore e fatica. Un incontro di generazioni di tradizioni e culture che si legano nel tempo per esprimere un prodotto in consonanza con i ritmi della natura e l’umus della terra. Ieri oggi e, speriamo, ancora domani.
Un nostro piccolo contributo per un mondo ecosostenibile.

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