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di Redazione

Era stato sempre restio al titolo che palesava la sua esperienza di rappresentanza politica al parlamento regionale: “lascia stare” si schermiva con la tipica intonazione di voce accompagnata da gestualità minimalista. E non erano convenevoli. Era così.

L’impegno nella società e in politica fu lungo, pieno e attento al rispetto delle persone e delle regole. Cercò di capire e leggere i tempi difficili in cui operò, dapprima come giovane sindaco, attivista politico e funzionario, poi come deputato regionale del partito di maggioranza relativa e infine quale amministratore di enti pubblici. Preciso e corretto. Ma sempre cordiale.

L’approccio ai fatti, storici, politici e culturali, che hanno attraversato la fine del secolo scorso era vivace, anche se a volte poteva apparire polemico. Era tensione a sceverarne gli aspetti reconditi (le verità) che impediscono di leggerne l’ordito.

Come nell’Affaire Moro che lo impegnò in una animata discussione con Sciascia (siamo nei primi di dicembre 1986 in occasione del convegno di studi su S. A. Guastella): ne nacque una stima ed amicizia cordiale e lunga.

Ha amato il suo Paese e la sua città. In tanti lo hanno amato e stimato.

Addio onorevole Nello Rosso.

Nello Rosso con Leonardo Sciascia, Chiaramonte Gulfi, 1986

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