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di Simona Canzonieri

La trama del romanzo si snoda attorno alla figura di Snowman, un uomo che vive in un mondo post-apocalittico dominato da creature geneticamente modificate, che ha per casa un albero, e che veste per lo più di stracci. Continui sono i salti fra questo presente desolato e il passato, quando il mondo aveva ancora l’aspetto a noi familiare, e Snowman si chiamava Jimmy.

Margaret Atwood (foto Wikipedia)

Durante tutto il romanzo Snowman riflette sul suo passato, svelando gradualmente gli eventi che hanno portato alla distruzione della civiltà come la conosciamo. E lo fa attraverso monologhi tormentati in cui prova a dare un senso, a ricostruire una narrazione compiuta del disastro globale che ha coinvolto il pianeta Terra. Monologhi che diventano spesso dialoghi interiori con le altre due figure centrali del romanzo. Crake, amico d’infanzia di Jimmy, un genio visionario con una chiara idea di ciò che l’uomo è e di cosa invece dovrebbe essere; architetto senza scrupoli di un nuovo mondo creato sopra le macerie di quello precedente. Oryx, amore travagliato di Jimmy, donna gentile e accogliente e sfuggente allo stesso tempo, ragazza dal passato misterioso e dal fascino ambiguo.

Il nostro gruppo di lettura, pur avendo riconosciuto la qualità della scrittura dell’autrice canadese, ha accolto il libro con poco entusiasmo: la trama del romanzo è stata considerata banale o poco avvincente; alcuni hanno lamentato lo scarso coinvolgimento emotivo, altri il fatto che l’autrice non avesse approfondito a sufficienza le tematiche esposte, ritenute comunque interessanti. Personalmente, invece, ho trovato “Oryx e Crake” un capolavoro della narrativa distopica contemporanea.

La Atwood infatti non si limita a dipingere un possibile futuro distopico, ma mette in discussione le sfide etiche e morali poste dal progresso scientifico e tecnologico contemporaneo. Usa anche la sua immaginazione per esplorare le implicazioni più oscure delle nostre attuali tendenze sociali e scientifiche: la manipolazione genetica, la disumanizzazione perpetrata dall’ossessione per il progresso tecnologico, la perdita di contatto con ciò che è reale, causata dall’esposizione bulimica al Web. Sono solo alcune delle tematiche affrontate in modo incisivo e provocatorio.

Inoltre l’autrice ci mette di fronte, senza filtri, alle possibili conseguenze nefaste del nostro stile di vita contemporaneo, ci dà la possibilità di riflettere e discutere sulla responsabilità dell’uomo nel plasmare il futuro del pianeta e di capire dove potremmo arrivare continuando ad utilizzare i potenti strumenti che abbiamo creato – la manipolazione genetica e la manipolazione della verità – senza nessun criterio per regolarli.
Penso che possa rappresentare anche un’ottima lettura da proporre a scuola.

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