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di Giuseppe Cultrera

Il prof. Oscar Spadola (1923–2004) era una presenza viva e solerte nella Ragusa del secondo ‘900. Lo si incontrava spesso ad Ibla; ma pure a Ragusa superiore dove aveva la casa di abitazione e c’era l’Istituto presso cui insegnava disegno. Uomo colto e attento studioso del barocco ibleo, a cui aveva dedicato più studi (esemplari: “I mascheroni del Palazzo Bertini”, 1978 e “Balconi di Ibla del Settecento”, 1982).

Era nato in Egitto, al Cairo, dove trascorse la fanciullezza per poi approdare a Palermo per gli studi superiori e a Ragusa per l’insegnamento. Questo noviziato mediterraneo lo porterà ad una visione artistica ed estetica originale, nutrita di attrazione e passione per il barocco ibleo. Ebbe numerosi amici, come lui appassionati delle bellezze del territorio e attivi alla promozione tutela e conoscenza di questo prezioso deposito, che avrebbe avuto complemento con la legge speciale su Ibla (1981) e il riconoscimento dell’Unesco quale patrimonio culturale dell’umanità (2002).

L’ho incontrato negli anni ’80 e mi colpì subito la sua esposizione, mai ‘professorale’; capì perché tanti dei suoi alunni furono i suoi più affezionati estimatori: come il gruppo cospicuo di intellettuali a cui si accompagnava nelle passeggiate e nelle proposte culturali e didattiche. C’erano pure amici di fuori provincia. Come Giuseppe Rovella col quale lo incontrai nel 1988, per chiedere di illustrare un volume della collana “Il tiglio spoglio” che il professore palazzolese dirigeva (S. Cuday, L’ora del corvo, Utopia, 1988). Ebbi, in quella giornata che passammo assieme, occasione di ammirare gran mole di documenti, dipinti, arte popolare e devozionale che custodiva nella sua grande casa. Ma anche le numerose opere grafiche e disegni che produceva a getto continuo, durante il tempo libero.

Ha avuto poca attenzione l’opera grafica di Oscar Spadola, come le sue note storiche ed artistiche specialmente sul barocco (meglio definirlo come il Blunt, settecento siciliano) che aveva prodotto durante la sua lunga ed attiva vita. Una mostra – postuma – si tenne nel dicembre 2004, della quale resta un catalogo che dà, in parte, la dimensione della ricerca e creatività dell’artista (Il baroco ibleo interpretato da Oscar Spadola, Ragusa 2004).
Credo che Ragusa non gli abbia ancora dedicato una via: è il minimo che andrebbe fatto per un personaggio che ha speso la sua vita e il suo intelletto per la città in cui visse.

La rara edizione di 300 copie, a cura del Rotaract club di Ragusa, “I mascheroni di palazzo Bertini” che aveva in allegato, tre stampe di Oscar Spadola relative a “tre personaggi emblematici: il nobile, il mercante, il pitocco”

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