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di L’Alieno

“Aldo Moro è stato un morto, come lo sono i morti di overdose nelle periferie abbandonate dallo Stato, come lo sono i morti sul lavoro nelle fabbriche che ignorano le norme di sicurezza, come lo sono i morti di una pandemia gestita disastrosamente dalle istituzioni”. Nulla di più. Firmato P38.
Cioè una band di tre giovanotti alternativi (molto alternativi) nata nel 2020, che si esibisce in passamontagna e che si autodefinisce “collettivo musicale artistico insurrezionale” o anche “trapper brigatisti”. Non so cosa vogliano dire esattamente, ma penso che sia una provocazione intelligente fuori dalla portata dei più, me per primo.

Però ci tengono a dire, magari qualcuno equivocasse, che oltre ad essere dei “provocatori” sono anche artisti di genere “estremo”, di quelli che sanno “scuotere gli animi” con l’arte. Poi bisogna proprio leggere i loro testi per farsi un’idea della loro idea di arte. Cose non alla portata di tutti, sia chiaro. Salvo essere spiriti eletti di certo sinistrume anch’esso di genere estremo.

Bisogna anche essere estremamente avvezzi a comprendere certo tipo di “arte provocatoria” per poter apprezzare. Se non lo siete, come me, lasciate perdere. E se proprio non volete prendere posizione fate come un mio amico romano appassionato di arte, che davanti a certa “arte contemporanea” dice semplicemente di non avere cultura sufficiente per arrivare a capirla, né l’apertura mentale e la pazienza necessarie per comprendere certe (intelligenti) provocazioni.

Di certo questa pazienza non l’hanno avuta la figlia di Aldo Moro né il figlio di Marco Biagi che si sono rivolti alla magistratura, insieme ad altri parenti delle vittime delle BR, per apologia di reato. Tutta pubblicità gratuita, ahinoi.

Qualche parola anche per quella sinistra alternativa che li ospita. Come il circolo Arci Tunnel di Reggio Emilia per il concerto del primo maggio, con tanto di bandiera brigatista esposta in una parete, o il centro sociale bolognese che ha organizzato un concerto nella Ex Centrale di Bologna, grazie al Comune (poi dissociatosi) che ne è proprietario.

Una galassia sinostroide fintopacifista e complottista che sembrerebbe mostrare un certo desiderio di menare le mani, che ammira velatamente Putin, che trova terreno fertile in un momento di crisi nazionale ed internazionale e, soprattutto, nell’humus culturale di quella vetero sinistra del “né…né”, assai ringalluzzita di questi tempi. “La storia insegna che la storia non insegna nulla”, disse qualcuno.

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