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Nasce “L’epica dei motori” una nuova rubrica quindicinale dedicata ai motori d’epoca e curata da Giuseppe Schembari, da tanti anni collezionista e storico dell’automobile, soprattutto di produzione Lancia. Si alternerà il martedì alla storica rubrica “L’Alieno”, presente sin dall’esordio di oltreimuri.blog e che adesso avrà anch’essa una cadenza quindicinale.

di Giuseppe Schembari

Dopo le imprese della 750 di derivazione Fiat 600, Carlo Abarth decise di occuparsi della piccola 500 e contribuì non poco ad alimentarne il mito. Riuscì a dare a quella simpatica “scatoletta”, pensata solo per essere un’utilitaria economica, quella nobiltà che solo le corse potevano conferirle. Inoltre, dettaglio non secondario, i kit di trasformazione Abarth permettevano soprattutto ai giovani di avvicinarsi al mondo delle corse, non potendo contare su cospicue risorse. E fu proprio il grande successo delle “cassette di trasformazione” che spinse il costruttore di origine austriaca, nel settembre del 1963, a lanciare sul mercato una sportiva completamente nuova: la Abarth 595. Un modello (e un numero) destinati ad entrare nella leggenda dello sport a quattro ruote.

Karl Albert (detto Carlo) Abarth (1908 – 1979) –  foto abarth.it

La novità più eclatante fu la costruzione di un basamento in ghisa speciale che offriva maggiore resistenza, i pistoni di nuovo disegno per una maggiore compressione e l’albero a camme in acciaio profilato diversamente. L’alimentazione era assicurata da un carburatore Solex 28 PBJ. Altre piccole modifiche furono apportate anche all’albero motore, alle bielle, come pure alla testa, grazie a molle valvole più rigide. Furono allargati i condotti e maggiorate sia la pompa che la coppa dell’olio, in alluminio e alettata, dove in basso a vista recava la scritta Abarth. Inoltre la piccola auto fu dotata della celeberrima marmitta “Record Monza” con doppi tubi di scarico cromati.

Una 595. In evidenza il doppio scarico “Record Monza”, la coppa dell’olio in alluminio alettata e alcuni particolari estetici (foto autotecnica.org)

La 595 era in grado di erogare una potenza di 27 CV e raggiungeva i 120km/h; con essa iniziò l’epopea corsaiola della casa dello Scorpione. A guidarle un’intera generazione di giovani e ambiziosi piloti che si imposero nella varie specialità. Tra questi anche un certo Luca Cordero di Montezemolo che correva con lo pseudonimo di “Nerone”.
Fu un grande successo.

Nel febbraio del 1964, Abarth lanciò sul mercato una versione ancora più spinta: la 595 SS, con una potenza di 32 CV, un carburatore Solex 34 PBIC e uno speciale collettore di aspirazione in lega leggera, più qualche altra piccola modifica (coperchio filtro aria in alluminio)
Esteticamente cambiò poco. Fu aggiunta la sigla SS sui cofani e la scritta in corsivo “esse esse” sul cruscotto. Mentre la maniglia di chiusura del cofano motore fu sostituita da due ganci in gomma nera con la scritta Abarth in rilievo.

Un depliant della Abarth di metà anni ’60

Al Salone di Ginevra dello stesso anno fu presentata la 695 (30 CV – 130 km/h) e la 695 SS (38 CV – 140 km/h). La potenza migliorata era stata ottenuta grazie ad un nuovo albero motore in acciaio ramato che ne fece un motore “quadro” (corsa e alesaggio 76mm). Canne e cilindri in un corpo unico, pistoni in lega leggera con cielo bombato, bielle alleggerite e valvole di aspirazione e scarico con diametro maggiorato. Le modifiche estetiche furono invece limitate alle scritte sui cofani e sul cruscotto. I prezzi variavano dalle 640 mila lire per la 695 alle 695 mila per la SS (Una fiat 500 di serie costava circa 470 mila lire).

Alcuni particolari della 695 SS (foto Ruote Storiche)

La 695 scomparve presto dal listino (la differenza di prezzo era risibile rispetto alla SS), mentre quest’ultima fu prodotta fino al 1971 (come la 595). Furono anche omologate numerose componenti realizzate per le competizioni come i cerchi Campagnolo e Borrani e i freni a disco anteriori.
Nel settembre 1965 fu realizzata anche una versione “Assetto Corsa”.

La preziosa strumentazione Jeager e il bel volante sportivo a tre razze

Oggi sono auto ricercatissime dai collezionisti, con prezzi che hanno raggiunto quotazioni importanti. Si stima, ad esempio, che siano circa mille le 695 SS costruite, e appena 150 quelle rimaste in vita. Non per nulla è nata un’industria fiorente del falso che trasforma ordinarie fiat 500 in Abarth fasulle.
Come dicono a Roma, state attenti, molto attenti, alle “sole”…

Sopra la 595, sotto la 695

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