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di Vito Marletta

È il sentimento che pervade l’animo della più parte dei suoi abitanti: la rassegnazione. I siciliani, però, non solo assecondano questa loro arrendevole natura. Non sarebbe sufficiente a determinare la tragedia. Non sarebbe sufficiente a nascondere le proprie incapacità. Ad ogni occasione, sistematicamente, scatta il riflesso pavloviano del vittimismo. E allora, di volta in volta, diventiamo vittime del fato, dei Borboni, dei piemontesi e del Re, dello Stato Repubblicano centrale sempre troppo lontano e insensibile.

Amara rassegnazione – Rita Demattio, 2010

L’esempio, plastico, ci viene dall’attualità. Qualche giorno fa la Regione Sicilia ha perso 422 milioni di euro (qualcuno stima addirittura 756) stanziati dallo Stato nel PNNR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per le infrastrutture irrigue. Soldi che dovevano servire a migliorare il sistema di irrigazione a sostegno dell’agricoltura siciliana.

I progetti sono stati presentati dai Consorzi di Bonifica di tutte le province siciliane. Per chi ha voglia e tempo di scoprire cosa siano e cosa facciano questi enti c’è ampia letteratura, anche giudiziaria. Qui vi diciamo solo che costano 73 milioni di euro l’anno di solo personale ma non hanno trovato tra i 2000 dipendenti nessuno capace di finalizzare l’iter progettuale. Tant’è che hanno dovuto incaricare dei tecnici esterni per controllare la qualità e regolarità dei progetti. 31 progetti presentati. 31 progetti bocciati. Non è bellissimo?

(foto da ansa.it)

Nessun progetto è stato approvato perché non ha soddisfatto i criteri che la stessa Regione Sicilia aveva determinato insieme alle altre regioni e allo Stato.
La Sicilia ha perso anche stavolta un’occasione e  con essa svariati milioni di euro ma in moltissimi, politici (in questo caso di destra, ma in Sicilia ahimè non è questione di colore politico), giornalisti e gente comune inveiscono contro lo Stato centrale cattivo che anche stavolta “schifìa” i siciliani e la loro terra. Eppure, senza andare tanto lontani, la Calabria ne ha avuto 20 di progetti approvati.

Un vittimismo che nasconde insipienza e inettitudine. Allora tutti i siciliani sono insipienti e inetti? Certo che no. Ma evidentemente devono esserlo coloro che  prendono le decisioni e coloro che, per scelta o girandosi dall’altra parte, glielo consentono, per poter perpetuare l’eterna pantomima dell’essere vittime e senza speranza.

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