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di Giovanni Catania

La prima radio libera chiaramontana fu, dunque, Radio Chiaramonte Kanale 55 (RCK55), nel 1975. In un recente docufilm dedicato a Radio Monti Iblei (prodotto e realizzato dal film-maker Raffaele Catania con la collaborazione di Vito Marletta) uno dei fondatori della radio, nonché coordinatore dell’attività, Antonio Nicosia, così testimoniava: ‘Fu una esperienza esaltante perché in una realtà difficile come quella di Chiaramonte, dove le risorse economiche non erano tante, siamo riusciti, anzi, c’è riuscito soprattutto Ciccio Fornaro che finanziava l’intera produzione, a portare avanti un’iniziativa unica per tutto il nostro bacino d’utenza’
Già, è così!

il ‘Coordinatore’ Antonio Nicosia

Francesco Fornaro diede fiducia ai ragazzi che portavano avanti il progetto credendoci fermamente e seppe mettere insieme una vera squadra di appassionati protagonisti.
Ma chi è Ciccio? E’ l’attuale proprietario e titolare dell’azienda ‘2F Cucine’. Falegname, costruttore, imprenditore lungimirante da sempre a fianco dei giovani, spinto da una passione che entusiasma e coinvolge ancora oggi tutti coloro che, per un motivo o l’altro, dallo sport alla musica, gravitano attorno a lui. Fu il primo a credere alle potenzialità di una radio libera in un territorio allora ai margini della provincia iblea.

Il Presidente Francesco (Ciccio) Fornaro

La sua perspicacia e la sua convinzione ebbero modo di cambiare la storia di molte generazioni di giovani e meno giovani, le cui vite sono state scandite dalle canzoni, dalle amicizie e dalle novità che arrivavano via radio nei tinelli, nei soggiorni, nei negozi, nelle sale da parrucchiera o dei barbieri, entrando così in modo divertente, e mai presuntuoso, nelle vite di tante persone.

Tutti quanti diventarono protagonisti della vita cittadina. Bastava un nome, una dedica, una proposta o una richiesta e nascevano amori, si rafforzavano legami, si viaggiava con la fantasia, si rinnovavano appuntamenti, ci si lasciava o sposava annunciandolo a tutti. Alla radio si affidavano messaggi di ogni tipo, spesso criptici, che solo gli ascoltatori interessati riuscivano decifrare. Insomma la radio come metafora della vita.

Sasà D’Angelo, collaboratore tecnico

Ciccio Fornaro (il ‘Presidente’), fu affiancato da uno staff preparato e dotato di spirito creativo: Paolo Stracquadaini (manager), Antonio Nicosia (coordinatore) e diversi collaboratori che via via conosceremo.
Il successo arrivò all’improvviso, mettendo in rilievo da subito la bravura dei suoi Dj. La RCK 55 trasmetteva dibattiti culturali, musica sudamericana, rock e soul proveniente dal mondo anglosassone, musica popolare ma anche classica e d’autore. Una piccola realtà costruita alla buona il cui successo continuava a crescere esponenzialmente.

Ben presto furono necessari un organigramma e una linea editoriale più definiti, un numero congruo di conduttori e, ovviamente, una raccolta pubblicitaria che permettesse l’acquisto di attrezzature e più moderni trasmettitori.

Così una sera di primavera del 1976, nel soggiorno vuoto e disabitato di una vecchia casa popolare in via Gulfi, di proprietà del Signor Calabrese, padre di uno dei più rappresentativi speaker della radio, in seguito conosciuto con il nome d’arte di ‘Tony London’ (erano molto in voga i nomi inglesi all’epoca), attorno ad un vecchio tavolo e una poltrona sgualcita, due pacchi di patatine e Coca-Cola, si riunirono tutti i protagonisti della RCK e proposero al presidente la chiusura di quella esperienza per mettere in campo una nuova iniziativa, nuovi strumenti e nuovi programmi. Francesco fu d’accordo e così, su proposta di Vito Calabrese, Peppino Arabito, il sottoscritto, Rosario Cavallo, Giovanni Scollo, Giovanni Nobile e altri ( purtroppo non esistono verbali quindi se dimentico qualcuno mi scuserete!) nacque la Radio Monti iblei.

La prima sede di RMI a ‘piano Gesù’

Trovammo una nuova sede a ‘piano Gesù’ a due passi dal convento dei frati minori. Furono comprate nuove attrezzature e, grazie ad alcuni amici catanesi (Sergio Cultrera e il fratello in primis), fu contattato anche uno dei tecnici più bravi della Sicilia orientale.

Ci volle un pò di tempo e molto lavoro ma alla fine gli studi di Radio Monti Iblei furono completati. L’antenna trasmittente venne allocata in uno dei punti più alti della città, individuato nella terrazza di casa Lusi. Parte della famiglia peraltro si rese entusiasticamente disponibile diventando, in seguito, collaboratrice della radio: Raffaele in particolare con il nome d’arte di ‘Mister X’!

Raffaele Lusi, a quei tempi, in arte, ‘MisterX’

Molti di noi parteciparono alla realizzazione degli studi mettendo a disposizione tempo, buona volontà e competenza. La sala regia, da dove si trasmetteva, venne insonorizzata con polistirolo e cartoni portauova. Tutto molto artigianale ma efficace per impedire la fastidiosa eco prodotta dalla musica trasmessa e ascoltata in studio.

L’attrezzatura tecnica era davvero essenziale, sentite il presidente:

Due piatti per i dischi, una piastra per due cassette, un mixer, due microfoni (uno di riserva). Tutto qui. Spesa contenuta (circa 600.000 lire – attualizzati circa 2.700 euro di oggi!) per un risultato davvero eccellente. Il trasmettitore era stato commissionato a Catania e con circa 50 Watt di potenza riuscivamo a coprire mezza Sicilia.

L’antenna della RMI fu montata sul terrazzo di casa Lusi: uno dei punti più alti del paese. Così si riuscì a coprire buona parte delle province di Ragusa-Catania-Caltanissetta-Enna

Dopo due settimane di ‘prove tecniche di trasmissione’, Radio Monti Iblei, il 28 novembre del 1976 iniziava la messa in onda e la gente, incredula, dalla radio di casa propria riceveva saluti dai propri parenti e ascoltava notizie e messaggi del proprio paese dalla voce del nipote o del figlio oppure da ragazzi conoscenti. Fu davvero una rivoluzione culturale perché, come sostenne Hallie Flanagan (un produttore e autore americano): ‘il potere della radio non sta nel rivolgersi a milioni di ascoltatori, ma nel rivolgersi intimamente e privatamente a ciascuno di quei milioni’. Abbiamo parlato talmente tanto del presidente della RMI, in questa puntata, da regalarvi adesso l’inizio di un suo programma che conduceva assieme a Rosario (Saro) Cavallo tutte le domeniche e che saprà suscitare una bella emozione agli ascoltatori del tempo e in quei giovani che fino ad oggi lo conoscevano solo ‘di fama’:

Vedremo nella prossima puntata chi erano i conduttori (‘Tony London’, ‘Tony White’, Giovanni Scollo, il ‘Prof. Prelibatus’ e altri) e quali i programmi più ascoltati e più richiesti, con i podcast delle trasmissioni stesse e delle loro sigle.
Grazie a tutti e alla prossima trasmissione… cioè puntata! (Link alla prima puntata. Cliccare qui!)
(Link alla terza puntata. Cliccare qui!)

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3 Comments

  1. Antonio Nicosia Reply

    Ben costruito, ottima descrizione degli eventi. Complimenti

  2. Grazie Giovanni, veramente un bella storia, scritta bene e interessante. Mi hai fatto entrare nel racconto come fosse un film, se puoi mandami il link della prossima puntata!
    Grazie
    Cristian

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