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(6)

ovvero
Tabula rasa

di Giulia Cultrera

La seconda stagione di Russian Doll non è fatta per i nostalgici e per chi vive di rimpianti. Il messaggio che emerge dalla serie è chiaro e non lascia spazio a dubbi: non possiamo cambiare il nostro passato né cancellare gli avvenimenti spiacevoli. È vero, hanno condizionato la nostra esistenza, possibilmente regalandoci un bel po’ di traumi, insicurezze e questioni irrisolte. Tuttavia, modificare il corso degli eventi non porta a nulla, se non a un collasso spaziotemporale. Meglio accettare le cose come stanno e concentrarsi sul presente.

Allora, perché Nadia ha la possibilità di tornare indietro nel tempo, vestire i panni della madre e della nonna, se non per rimediare agli errori del passato?russian doll

Bisogna ammettere che il presente si era già accanito abbastanza con lei. Rivivere in un loop infinito lo stesso giorno, alla lunga può stancare e snervare. Dunque, perché accontentarsi di un unico periodo storico quando si può tranquillamente saltare da un’epoca all’altra?

La protagonista si ritrova così a svelare – e impersonare – i vari livelli di una matrioska (Russian Doll) e a vivere in prima persona la storia e i traumi intergenerazionali della propria famiglia. Non per porre rimedio agli errori, ma soltanto per comprendere, finalmente, i meccanismi relazionali e le scelte fatte dalla madre e dalla nonna.

Metaforicamente parlando, non era una “forza” esterna a trattenerla in un eterno presente, quanto lei stessa a non accettare l’abbandono della madre e a rimanere bloccata in questa condizione esistenziale.russian doll

Siamo il frutto di scelte, esperienze, occasioni mancate e perse, soprattutto di traumi ed errori spesso tramandati o causati da altri. Tutto ciò che possiamo fare è prenderne coscienza, accettare la situazione e imparare da essi.

Vivere nel passato e cercare di cambiare eventi già compiuti, al punto da rimanerne incastrati, porta soltanto a perdere di vista il presente. E Nadia pagherà a caro prezzo questa consapevolezza.

Esattamente come per la prima stagione, la catarsi finale avviene soltanto quando la protagonista, troppo concentrata su se stessa e sui problemi familiari, tiene in considerazione anche gli altri. Proprio perché ognuno di noi condiziona – positivamente o negativamente – la vita di chi ci sta intorno e può rappresentare, involontariamente, una Coney Island per qualcun altro.russian doll

Abbiamo visto Nadia e Alan intrappolati nel presente e poi nel passato: una terza stagione di Russian Doll proiettata nel futuro sembra plausibile. È ancora presto per fare ipotesi o ricevere risposte dalle autrici dalla serie.

Al momento abbiamo una sola certezza: la sigla della prima stagione è l’unico loop di cui non ci stancheremo mai.russian doll

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