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Con il presente articolo inauguriamo una nuova categoria del nostro blog: ‘Qua_La_Zampa’ e sarà dedicata esclusivamente al mondo degli animali. La prestigiosa firma che farà da apripista è quella di Michele Focarete, già penna del Corriere della Sera.

di Michele Focarete

Se permettete, questa volta parliamo di cani. E, se ripermettete, parliamo di Breton. Anche perché io ne ho uno, Rufus, e ne sono entusiasta. Premesso: quando lo presi, dieci anni fa, andavo ancora a caccia e volevo un cane da ferma e non da ‘scaccio’, che non fosse ingombrante e che si prestasse a situazioni venatorie diverse. Forse pretendevo un po’ troppo. Prima di acquistare il cucciolo lessi alcuni libri, compreso ‘L’Epagneul Breton, piccolo grande cane da ferma’ di Umberto Marangoni. E mai titolo fu più azzeccato per descrivere questo magnifico amico dell’uomo.

Rufus

Liberandomi da giudizi condizionati dall’affetto, cercherò di descrivere i meriti e i limiti di questa razza. È un cane, date le dimensioni ridotte (media taglia), che si può tenere in appartamento, senza problemi. E non c’è bisogno di un’auto di grandi dimensioni per portarlo in giro. Si affeziona al padrone e al nucleo familiare, in particolar modo ai bambini.

È un animale dal carattere socievole ma forte e sa farsi rispettare da razze anche più grandi. Dal punto di vista cinofilo, il Breton è un cane a cerca brillante, di grande resistenza, che sopporta bene il caldo e il freddo e, soprattutto, sa in breve tempo adattarsi a qualsiasi terreno. In pianura può rivaleggiare con molti setter e pointer e il suo olfatto gli permette spesso di fermare a notevoli distanze.

Ha stile brioso, un galoppo energico con grande spinta del posteriore e in quanto al riporto non ci sono problemi. Anche dall’acqua riporterà con gioia e decisione. Se ben addestrato, può rivelarsi anche un ottimo ausiliario per la battuta al beccaccino. Il Breton, insomma, accontenta le esigenze di qualsiasi cacciatore. Ma non solo dei cacciatori. Infatti, appeso il fucile al chiodo da tempo per scelta, mi ritrovo il mio fedele compagno a quattro zampe che ha tanta energia da vendere e quindi ha necessità di fare lunghe passeggiate. Con sommo benessere per me, pigro di natura e con la glicemia alta, perché mi costringe a darmi una mossa almeno tre volte al giorno.

In casa, tolti i primi sei mesi di vita, nei quali gli si deve insegnare l’educazione, sarà un compagno che vi darà un sacco di soddisfazioni. Vi considererà un capo branco e ve lo troverete spesso tra i piedi, ovunque voi vi sediate.

Con i bimbi (ho due nipotini) sarà l’amico a quattro zampe di giochi ideale: non mostrerà mai segni di nervosismo e si farà “maltrattare”, volentieri.
Lui, si mostrerà sempre attento a tutto e a tutti, e vi parlerà con le orecchie, che muove di continuo a seconda delle circostanze, il tono della voce e i rumori. Quindi, concludendo, il “piccolo grande cane” è l’ideale per chi decide di intraprendere l’attività venatoria, ma anche per chi cerca un cane leale, vigoroso, attento e terribilmente socievole. Senza mai dimenticare di farlo scorrazzare almeno due, tre ore al giorno.

Chi ha tempo e volesse regalarsi un paio di giorni nella patria del Breton, deve tassativamente andare a Callac che si dice sia la “capitale” di questa splendida razza. In questa cittadina, infatti, si contano da oltre cent’anni numerosissimi allevamenti di Breton originari dell’Argoat. Callac ha 2.399 abitanti ed è situato nel dipartimento della Cotes- d’Amour, nella regione della Bretagna. Si trova a 28 chilometri a sud-ovest da Guingamp e 20 a nord-est da Carhaix-Plouguer e Finistère. È bagnata dal piccolo fiume di Hyères, un affluente dell’Alder.

È una destinazione turistica per il tempo libero e le vacanze, riconosciuta a livello nazionale organizzata, che offre servizi e piaceri: itinerari naturalistici, strutture ricreative, prodotti tipici da gustare, negozi, parchi giochi. Interessanti le visite alle rovine della chiesa di Nostra Signora di Botmel, ex basilica parrocchiale del 14esino secolo. Alla chiesa di San Lorenzo, costruita nel 1875 in stile neo gotico, che contiene una via Crucis e alcune statue antiche, in particolare Yves Saint con i baffi. Si possono inoltre fare numerose passeggiate ed escursioni con percorsi di trekking, mountain bike, ciclismo per famiglia. Insomma, un piccolo villaggio nel cuore della Bretagna, ma noto in tutto il mondo.

E se volete conoscere meglio il Breton, potete recarvi al museo Maison de l’Epagneul Breton, vero inno a questa razza. Qui troverete una mostra interattiva, filmati, foto, riproduzioni del pittore Riab, sculture di Richard Fath, amante dell’Epagneul ma anche delle animazioni in 3D, un simulatore che riproduce l’andatura molto particolare di questo cane, e una consolle “odorosa” per confrontare il senso dell’odorato umano e quello canino. Una particolare e interessante visita per tutta la famiglia… con o senza cane!

Museo Maison de l’Epagneul Breton
Michele Focarete e il suo Rufus

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21 Comments

  1. Anna Pavese Reply

    Anche in ambito cinofilo Michele Focarete, giornalista già noto, fornisce idee e interessanti notizie per chi possiede amici a quattro zampe ..bravissimo!

  2. Simonetta Minelli Reply

    Complimenti , bellissimo articolo !
    Il cane è stupendo 👍

  3. Karima Angiolina Campanelli Reply

    Dalla cronaca alla poesia, la descrizione di questi animali fa innamorare. “Il cane è un gentiluomo”, scriveva Mark Twain. “È sincero, non mente, non inganna, non tradisce, è generoso, è altruista, ha fiducia“. …… Non amo gli animali più degli uomini ma in alcune occasioni molti umani dovrebbero fare un corso di sostegno con cani guida per imparare l’empatia e la generosità..

    Sempre interessanti gli articoli di Michele Focarete

    • Susy Maria Gonzalez Reply

      Congratulazioni a Rufus e
      suo padrone. Come sempre un articulo molto interessante. Complimenti

  4. Formula azzeccata quella del giornalista che parla di cani e di turismo. Mio nonno ha avuto un Breton e quando è morto non ha voluto più avere cani. I due vivevano in simbiosi, penso dormissero anche insieme…L’articolo mi ha fatto viaggiare con la fantasia: bravo Focarete

  5. Bello. Informativo per quanto riguarda la razza Breton che dal punto di vista turistico per un luogo che può essere meta di una vacanza

  6. carlo vitali Reply

    Sempre grande Focarete, sia come giornalista ma anche come “cacciatore ma amante degli animali.

  7. È meraviglioso. Il tuo cane. Bellissima razza. Se potessi lo prenderei anch’io subito. 👍😘😘😘

    • Alessandro Fugazzi Reply

      Bellissimo Articolo , complimenti per il cane, ottimo soggetto nella sua razza…👏👏👏

  8. Sembra una poesia su un cane che non conoscevo, del quale mi sono innamorata leggendo il pezzo. Che dire? L’articolo fa immaginare boschi e ruscelli e mondi antichi da vivere con Rufus, instancabile amico di vita. Spero che Focarete abbia la possibilità di scrivere altri articoli come questio. Grazie!

  9. Mi è piaciuto tanto. Davvero! Forse perché amo i cani e questo articolo per certi versi mi ha commosso. Focarete non finisce mai di sorprendermi fino dai tempi del Corriere.

    • Grazie Michele non avresti potuto informare meglio di cosi sul mondo dei Breton esprimendo il tuo entusiasmo e il tuo grande amore per questa razza.

  10. Io ho un cane. E leggere l’articolo di Focarete mi ha riempito di gioia. Tra le righe traspare evidente l’amore per l’amico dell’uomo e per il suo Rufus. Ma non criminalizza neppure i cacciatori . Focarete è un cronista di razza, un osservatore attento delle mode e del mondo, un giornalista tutto da leggere.

  11. Valerio Maltese Reply

    Da una località così bella, interessante e invitante non poteva che arrivare un cane quasi magico che cattura non solo la selvaggina ma anche il nostro affetto e la nostra curiosità.
    L’articolo è un ottimo biglietto da visita per questa razza canina.

  12. Bravo Michele, ho letto con interesse il tuo scritto, interessante per me che adoro i cani, e soprattutto scorrevole, si legge piacevolmente tutto d’un fiato. Abbiamo anche dei riferimenti interessanti per quando si potrà viaggiare fino in Bretagna. Ancora bravo!

  13. Mi è piaciuto. Potrebbe anche diventare uno spazio rubrica.

  14. Incuriosisce e appassiona. Avvicina le persone ad amare maggiormente i cani, troppo spesso maltrattati e vittime di padroni da condannare.

  15. Grande razza quella dei Breton. E grande Focarete per la passione profusa nel suo articolo. Bello!

  16. Di questi tempi nei quali la caccia è vista come una crudele disciplina, i cani da caccia trovano meno spazio. Leggere del beton però dovrebbe far ricredere molte persone.

  17. Bellissimo articolo bisognerebbe attivare una rubrica fissa sul tema cani e turismo ,il giornalista ha colpito nel segno ; il mio cane si chiama Tito corre libero e felice solo lui con il Covid sono gli unici non a rischio !

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