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di Giuseppe Cultrera

L’evento mondano al quale non mancava l’alta società iblea era il “Veglionissimo di Ferragosto” alla Villa Comunale di Chiaramonte la sera del 14 agosto. «Venne il giorno del gran ballo all’aperto, un martedì sera, ch’era il ferragosto del cinquantuno. A Chiaramonte Gulfi, nel giardino di sempreverdi pensile sulla valle. Con in cielo, all’inizio, una luna da circo equestre», racconta Gesualdo Bufalino in Argo il cieco. Rievocando una sua incursione giovanile in quel magico mondo.

1959. Nilla Pizzi con Pippo Baudo (in alto) e a cena (in basso)

Nel quale si muovevano grandi personaggi dello spettacolo del tempo: i cantanti Nico Fidenco, Nilla Pizzi e Gloria Christian, la pianista di musica classica e jazz Dora Musumeci, per citarne solo alcuni. Il giovane Pippo Baudo, al suo esordio, fu il presentatore della serata che aveva ospite canora la grande Nilla Pizzi, vincitrice del Festival di Sanremo. E alcuni maestri d’orchestra furono i famosi Giuseppe Marotta e Nino Lombardo.

Venne il giorno del gran ballo
“Veglionissimo di Ferragosto”, 14 agosto 1959, Pippo Baudo, Nilla Pizzi e Dora Musumeci. A destra, biglietto d’invito

Eleganza e buona musica si accompagnavano alla degustazione delle specialità culinarie chiaramontane, grazie alla presenza del famoso Ristorante MajoreC’era persino un concorso di bellezza, “Miss estate Chiaramonte”, al quale partecipavano le ragazze di buona famiglia aspiranti al titolo di “Miss Sicilia”.

1967. (In alto) Nico fidenco insieme al compianto Salvatore Scribano. (In basso) il personale del Ristorante Majore

Era però un piatto prelibato solo per pochi ricchi e notabili – siamo nel dopoguerra, gli anni cinquanta e sessanta – la gran parte della popolazione si accontentava di assistere, assiepata ai lati dell’accesso alla villa, alla sfilata di questo mondo dorato e inaccessibile. Ammirando le auto lussuose, gli smoking dei cavalieri, gli abiti eleganti e i gioielli delle signore. Auspicando o sognando di potervi approdare. In parte ciò avvenne, con il cosiddetto boom economico degli anni successivi, che rese accessibile a tanti gran parte di quei miraggi (anche solo come surrogato consumistico) e persino l’accesso “democratico” al Gran ballo di Ferragosto.

Venne il giorno del gran ballo
Veglione di Ferragosto 1960, Gloria Christian

Si è eclissata lentamente la Festa di Ferragosto ai Giardini Comunali di Chiaramonte, è invecchiata come quel piccolo mondo antico che la animava e la rendeva unica e irripetibile. E i vari tentativi di riproporla e rivitalizzarla sono naufragati e non hanno più trovato sufficienti interessi o interlocutori. Forse meglio così. Tutte le favole belle – come il giardino di “sempreverdi prensili” e la “luna da circo equestre” che affascinarono Bufalino una sera di mezz’agosto del ‘51 – «sono fatti della stessa sostanza dei sogni». (Quest’ultima è una citazione “rubata” a Shakespeare!).

Le foto degli anni ’50 e ’60 sono state tratte da “Senzatempo” volume 5