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Cannoli siciliani

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di Vito Castagna

Viaggiatrice del mondo, traduttrice e scrittrice instancabile, Roberta Corradin è una critica culinaria apprezzata in Italia e all’Estero. Durante i suoi anni d’attività si è saputa sempre reinventare, spaziando dal fumetto al romanzo, dalla moda alla sala da ristorante. Sognatrice di una vita pratica, antagonista di un giornalismo “colapasta”, Roberta Corradin ha scritto nelle più importanti testate giornalistiche italiane: l’Espresso, La Repubblica, Gambero Rosso per citarne solo alcune. Ha pubblicato diversi romanzi, ultimo dei quali “Cannoli siciliani. Mare, amore e altre cose buone” (Giunti, 2023) che nasce dal suo affetto per la Sicilia orientale che da piemontese ha scelto come casa. A suo dire «questa storia poteva essere inventata solo in questo luogo». 

Cannoli siciliani
Roberta Corradin

Potrebbe descrivere il suo Cannoli siciliani in poche battute?

“In questo libro ho raccontato quello di cui tutti quanti viviamo, sogni e scelte. Spesso non ci rendiamo conto di quanto la nostra vita possa esserne determinata. In fondo, sono le cose più importanti che abbiamo e purtroppo le trascuriamo troppo spesso”.

Sogni, scelte e amore aggiungerei: per la cucina, tra i protagonisti di questa storia, per la Sicilia tutta. Quale amore reputa centrale nel suo romanzo?

“Metterei al primo posto l’amore per la Sicilia. La storia comincia quando Arianna, la nostra protagonista, dopo aver girato per il mondo, incontra questa terra e si innamora della sua cultura, della sua gastronomia, del paesaggio, delle tradizioni e della sua gente. Qualcuno ha descritto questo libro con una frase che mi ha colpito: ‘Un innamoramento per l’Isola e per tutti i suoi frutti, anche quelli umani’. La trovo una descrizione perfetta”.

Cannoli siciliani

Cosa augura a chi leggerà Cannoli siciliani?

“Per promuovere il libro ho pubblicato un post su Instagram nel quale ho scritto: ‘Caro libro nuovo, ti auguro di far sorridere, commuovere e anche cambiare chi ti leggerà, così come hai fatto con me, mentre ti scrivevo’. Questo è un libro sul cambiamento ed ha un contenuto emotivo molto alto. Molti, anche giovani, mi ringraziano per le “lezioni” inserite in questo libro. Per me è una cosa che mi riempie di felicità”.

La sua è una Sicilia vivacissima che stride con quella a cui siamo abituati.

“Tutto questo si può sintetizzare con frase una di questo libro: ‘Poco se mi considero, molto se mi confronto’. Il problema della Sicilia è quello di confrontarsi poco col mondo, perché altrimenti scoprirebbe un lato di sé che conosce poco e che di certo la stupirebbe”.

Lei cita il viaggio siciliano di Goethe e il disinteresse di questi per la parte orientale dell’Isola. Con questo libro vuole supplire a questa mancanza?

“Dopo aver letto il libro, in molti mi hanno scritto che avrebbero visitato la Sicilia orientale. Quello per questa terra e per i suoi centri abitati è un amore contagioso. Cesare Pavese scriveva: ‘Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta ad aspettarti’. È questa l’essenza dell’identificarsi. La terra è la tua identità, o meglio, fa parte della tua identità. Arianna trova la propria identità in una terra che non è la sua. Trasferirsi negli Iblei le permetterà infatti di vivere il suo sogno”.

Cannoli siciliani

In Cannoli siciliani vi è una forte vena femminista. La cucina professionale può e deve essere sempre di più una cucina guidata da donne?

“Ad oggi il mondo della cucina non è pronto per le donne. Nadia Santini, la prima donna in Italia ad avere tre stelle Michelin una volta mi ha detto: ‘Il lavoro in cucina è molto duro per una donna’. È una questione fisica a causa delle temperature, di pesi e pentole che una donna difficilmente può muovere da sola. In un ristorante professionale bisogna fare degli sforzi che per il personale femminile costituiscono una sfida particolarmente ardua. Anni fa scrissi a New York “Le cuoche che volevo diventare”, parlando anche di questi temi. Un po’ di tempo dopo presentai un ricettario dedicato alle Langhe alla sede delle Nazioni Unite con una squadra di chef stellati piemontesi. C’era solo una donna”.

Può dirci qualcosa del suo prossimo lavoro?

“Sto lavorando ad un nuovo libro, che per il momento è top secret. Sarà un romanzo e saranno ancora una volta protagoniste le emozioni, perché sono qualcosa di cui abbiamo molto bisogno. Posso dire soltanto che non sarà ambientato in Italia”.

Foto banner: Corriere della Sera