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chiesa del Purgatorio

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di Pippo Inghilterra

Sono nata nel 1667, ma se ne sono perse le tracce e la gente mi vede ma non mi guarda. Osservandomi in faccia e leggendo, con occhio tecnico, le mie pietre, mi si riconosce. Sono una chiesa barocca di robusta costituzione, con due pilastri d’angolo, due porte, una grande finestra e un fastigio curvilineo che ha resistito al terremoto “ranni” del 1693.

Dopo un secolo dalla mia nascita l’antica Chiesa dell’Annunziata, che si stava ingrandendo con un progetto di un architetto palermitano, cominciò a farmi guerra.

Facciata del Palazzo Caruso-Comitini con lo sfondo della Chiesa SS. Annunziata (a sx). Giambattista Cascione Vaccarini (1729-1790), progetto della facciata posteriore della Chiesa SS. Annunziata di Comiso. Sta in: Preparazione dell’artigianato siciliano, La R. Scuola d’Arte di Comiso, A. 1937, pag. 76 (a dx)

Della mia vendita ne ho sentito parlare dal tempo che “i capitolari pregavano il conte-principe d. Baldassare VI Naselli a voler permettere, come infatti fu consentito, di occupare parte del suolo pubblico, per dare forma e lo sviluppo voluti all’abside del tempio“.

I baroni e i prepotenti nunziatari della “tana re liuna” mi hanno prima fatto sconsagrare e poi alienare alla potente famiglia Caruso.

Questi mi hanno trasformato in palazzo signorile, dividendo in due l’altezza della navata con volte a crociera che formano il pavimento del piano nobile. Hanno addossato al muro della facciata un balcone (palco teatrale sul palcoscenico della “platea fontis“), che guarda verso lo spazio arioso della piazza con le sue quinte scenografiche e gli attori che recitano la propria parte.

Visione dal Palazzo Caruso-Comitini verso la Piazza Fonte Diana di Comiso

Ora, è cambiato il profumo d’incenso misto a cera bruciata e il silenzio di voci sussurranti dolci cantilene.

C’è odore di brace delle conche di rame, di mele cotogne, lenzuola di lino e cera d’api dei mobili pregiati.

Ora sono uno dei più bei palazzi del paese. Sono l’invidia dei passanti che si fermano stupiti ad ammirare la facciata con lo sfondo di un cielo limpido, dove emergono il campanile e la cupola dell’Annunziata. 

Della città d’un tempo resiste ancora il segno delle dolci colline, resistono i cavalieri della Matrice e dell’Annunziata che combattono contro il degrado, resiste il solco dell’antico fiume Ippari e il vento che soffia le nuvole del cielo.

Con una malinconia diffusa, subentrata all’indignazione, m’incammino verso casa e mi rifugio nel dammuso, che mi ha sempre regalato d’estate un fresco di Paradiso; spiego la porta dentro di me e un senso d’oblio mi restituisce un respiro di sollievo e di quetitudine.

Raffaele Battaglia, Panorama di Comiso, tempera su cartoncino, A. 1893, Collezione privata

La sorpresa di una pintura è una serie di racconti dedicati a Comiso e alla sua storia architettonica, narrata attraverso gli “occhi” della Chiesa del Purgotorio, oggi Palazzo Caruso-Comitini. 

di Pippo Inghilterra

Esco dalle quattro mura di casaleno diruto, perché stamani i muri faber mi demoliscono.

Soffio, insieme al vento, la polvere della storia per ridare vita al passato e alla memoria.

Grazie alle maestranze di leggendaria bravura, viene su, al posto del vecchio casaleno, un tempietto grazioso nel nuovo stile barocco. Il tempietto consacrato nel 1667 “sabbia da titolare col nome Venerabile dell’anime del Purgatorio“.

Emanuele Pace, Chiesa del Purgatorio a Comiso, A. 2019, olio su tela, cm 40×80, Collezione privata.

Lungo l’unica navata sento odore d’incenso, di cera bruciata e un silenzio cantatore di voci salmoidianti. Sono diventata una chiesa molto ricca per le molte offerte e le “cento” messe recitate per “rifriscari l’armuzzi ro priatouriu“.

Sull’abside ho una pala d’altare raffigurante le anime del Purgatorio sollevate dagli angeli; ce n’è uno vestito di verde, che vola leggero nell’azzurro del cielo, di una squisita bellezza formale raffaellesca, dai toni di colori morbidi, sembra uscito dalla bottega di Guido Reni.

Connesso all’abside c’è il campanile e, tutt’intorno, l’area del cimitero, con tante tombe di cavalieri spagnuoli.

Frat. Vaccaro, Le anime del Purgatorio, A. 1857, olio su tela, altare destro del transetto della Chiesa SS. Annunziata di Comiso.

Ho l’aspetto solido, con due pilastri d’angolo, due porte (come si usa nelle chiese delle confraternite), un’ampia finestra, in alto, con ridondanti modanature barocche e un fastigio curvilineo.

Molti sono i passanti che si segnano davanti alla nicchia della Madonna, sulla facciata.

Sono una delle chiese più ammirate del paese e la più ricca per introiti; questo suscita l’invidia dei potenti dell’antica “ecclesia di Santa Maria de Annunziata sive de Sancto Nicolao“.

Ora che il giorno volge al crepuscolo torno a casa, per dare conforto al popolo dei fedeli, in questi tempi di abusi, carestie e guerre…

(a sx) Gonfalone dell’onorata maestranza con l’aquila aragonese, sec. XVII, Archivio Storico Chiesa Madre di Comiso. Si ringrazia per la foto Dario Brafa; (a dx) Registro framm. del 1612-77, doc. 58 in Archivio Storico della Chiesa dell’Annunziata di Comiso, busta I

La sorpresa di una pintura è una serie di racconti dedicati a Comiso e alla sua storia architettonica, narrata attraverso gli “occhi” della Chiesa del Purgotorio.

di Pippo Inghilterra

Un quadro, una facciata, un antico paesaggio, sono pagine scritte di frammenti di storia. Nelle chiese di Comiso, sopravvissute alle insidie del tempo e degli uomini, ci sono dei quadri erranti provenienti dalle chiese sconsacrate o demolite. Uno di questi (oggetto dell’indagine) potrebbe essere la pala dell’altare del Purgatorio del transetto della chiesa SS. Annunziata. Nel mestiere di storico dell’arte è fondamentale mettere in dubbio le proprie convinzioni. La conoscenza del passato è qualcosa in continuo progresso, che “di continuo si trasforma e si perfeziona”, sosteneva Marc Bloch. 

Pala dell’altare del Purgatorio della chiesa dell’Annunziata di Comiso.

Sappiamo che nel 1667 fu realizzata la chiesa del Purgatorio nel “quartierio della bocceria” di fronte piazza della fontana. Nell’altare di questa chiesa (adesso al suo posto si trova un palazzo) doveva esserci un quadro dedicato alle anime del Purgatorio.

La “Congregazione del Purgatorio” o delle “Cento messe”, che risale al 1606, ebbe la possibilità di acquistare un quadro da un artista famoso (molti monaci del tempo viaggiavano e potevano incontrare a Roma grandi artisti). E a Comiso esistono due quadri raffiguranti il Purgatorio. Uno sull’altare della cappella mortuaria annessa alla chiesa dei Cappuccini, l’altro, appunto, sull’altare del transetto dell’Annunziata. Fulvio Stanganelli, in riferimento a quest’ultimo dipinto, scrive “… graziosa quantunque molto leccata” opera dei fratelli Vaccaro nel 1857.

Quadro dell’altare della cappella mortuaria annessa alla chiesa dei Cappuccini

Salvatore Pelligra, minore conventuale, che ci guarda coi suoi occhialini dal quadro della Sala Consiliare del Comune di Comiso ha scritto in Casmene Devota (Mondovì, 1881), che la “Chiesa comisana ha consagrato sempre diversi tempi al suffragio delle anime sante del Purgatorio e nella Collegiata della SS. Annunziata n’esiste ab immemorabile l’altar con la privativa di non potersene erigere al di qua di tre miglia distante dalla dalla suddetta chiesa, con Provvisionale del 7 gennaio 1777” . In quell’anno, l’antica chiesa dell’Annunziata era stata demolita per ricostruirla più imponente. Nel 1774 i capitolari pregavano don Baldassarre Naselli di poter occupare del suolo pubblico, cosa che fu concessa, per dare “la forma e lo sviluppo voluti all’abside del tempio”.

(Da sinistra) Fulvio Stanganelli (pseudonimo del canonico Raffaele Flaccavento) e il frate Salvatore Pelligra

Risulta strano che allo Stanganelli, acuto osservatore di fatti e vicende storiche comisane, gli sia sfuggita l’ubicazione della chiesa del Purgatorio “che dovette essere presto lasciata in abbandono, se dopo non se ne fece più menzione”. Strano l’abbandono di una chiesa che sembra non aver subito danni dal terremoto del 1693 e che i fedeli frequentavano per la celebrazione delle “cento messe” in suffragio delle anime del Purgatorio (dovevano dare congrue rendite).

Si ha il sospetto, che il “conflitto” tra la grande chiesa dell’Annunziata e la “chiesula” del Purgatorio fosse nato per questioni di vicinanza o economiche. Rimane l’ipotesi che questa fosse stata volutamente abbandonata e poi alienata alla potente famiglia Caruso-Comitini.

Facciata dell’ex Chiesa del Purgatorio. Dipinto di Emanuele Pace.

C’è un altro quadro appeso al muro dell’Aula Capitolare della chiesa dell’Annunziata che ci guarda. Si tratta di quello del Sac. Antonino Comitini (fratello del dott. Nunzio Comitini Sindaco di Comiso e temibile “nunziataru”), tesoriere, Arcidiacono e prima Dignità della Collegiata, che lavorò molto per ornare l’interno della chiesa dell’Annunziata e forse anche l’altare del Purgatorio.  Osservando il quadro lì posto notiamo la raffigurazione di un grande altare per celebrare le messe per le anime immerse nel fuoco del Purgatorio e uno scorcio di cielo dove volano gli angeli, che sollevano le anime. In particolare ce n’è uno, vestito di verde, che vola leggero nel cielo di una squisita bellezza raffaellesca, dai toni morbidi e sfumati. Sembra uscito dalla bottega di Guido Reni.

Il Sacerdote Antonino Comitini e un particolare della pala dell’altare del Purgatorio della chiesa SS. Annunziata