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Elezioni amministrative 2022

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di L’Alieno (edizione straordinaria)

Alzarsi dal tavolo da vincitori è sempre infinitamente più complicato che arrivare a vincere. Un destino comune per tanti uomini di potere finiti nella polvere. Diciamoci la verità. Si diventa patetici a tentare di rimanere attaccati alle poltrone dopo cinquant’anni di carriera politica.

Purtroppo il pensiero disfunzionale del narciso porta a credere esattamente il contrario: che si è assolutamente indispensabili, sempre. Che ci volete fare. Chi gli potrà mai smontare quest’antica convinzione? Così a beccarsi le pernacchie dell’elettorato è un attimo.

(Da Ellekappa)

Quale fiducia poteva mai ispirare un vecchio logorroico che persino nelle foto dei “santini” della campagna elettorale trasmetteva stanchezza? E non ha certo aiutato il vizio antico di perdersi in noiose polemiche reiterative nei comizi. Concetti poi regolarmente replicati nei lunghissimi e soporiferi post sui social (che nessuno ha letto) o nella carta sprecata dei libercoli della propaganda (cose da anni ’80/’90).

I primi ad accorgersene sono stati i giovani che lo hanno ignorato in massa (hai voglia a tentare di comprarseli con il rapper L’Elfo). E come poteva essere diversamente per un nonnino che esprime la stessa empatia che potrebbero esprimere le spine di un cactus, che parla una lingua arcaica, sempre uguale da trent’anni. A cambiare è stato solo il tono: oggi talmente monocorde e spento da sembrare un anziano leader del partito comunista coreano (del nord).

Ricordo di averlo visto in una foto dei primissimi anni ’70 insieme all’On. Emilio Colombo (allora Presidente del Consiglio democristiano) in visita a Chiaramonte. Avevo 4-5 anni all’epoca (oggi quasi 56). Lui faceva già politica, pensate un po’. E le sue idee sono rimaste pressapoco quelle di allora. Fuori dal tempo, anacronistiche. Ricette antiche a base di spesa pubblica improduttiva: la sua grande specialità!

Adesso, dopo 15 anni di sindacature e 50 anni di stare sulla scena pubblica, l’epilogo finale. L'”autunno del patriarca” era già iniziato da un pezzo, per la verità. L’apoteosi il 10 gennaio scorso, nel tentativo maldestro di forzare le regole del gioco nella famosa mozione di sfiducia ai suoi danni.
Oggi la patetica conclusione dell’ultimo capitolo del suo personale romanzo. Fine.

di L’Alieno

L’immagine dei due candidati a sindaco che, invece di polemizzare si aiutano reciprocamente per pulire una zona della campagna chiaramontana, meriterebbe di vincere il premio “foto dell’anno” del piccolo paesino ibleo, se esistesse un premio di questo genere. Grazie alla bravissima Miriana Iacono, autrice dell’articolo di giovedì scorso, su questo blog e a Giovanni Garretto, autore della foto.

(Da sx) Gaetano Iacono e Mario Cutello, al momento i due candidati a Sindaco per le elezioni amministrative del prossimo Giugno a Chiaramonte

A qualcuno invece potrebbe apparire quasi banale quella foto, ma non lo è. Checché se ne possa dire, credo che dietro non ci sia stata solo un’esclusiva volontà di fare “passerella elettorale”. Sembra genuina la volontà di partecipare, al di là delle appartenenze.
L’una volontà non escluderebbe l’altra? Va bene lo stesso se si può conciliare (e si può) uno scopo meritevole con un momento di visibilità. Probabilmente hanno torto solo gli assenti. Cioè chi ha snobbato l’occasione e non ha voluto sporcarsi le mani.

Per carità, non voglio enfatizzare troppo l’evento. Quando la campagna elettorale entrerà nel vivo, il bon ton di domenica 10 Aprile potrebbe diventare un lontano ricordo. Eppure la potenza evocativa di quell’immagine, che appare senz’altro genuina nel momento in cui è stata scattata, ci fa ben sperare in un clima un po’ più civile e disteso (scrivo “un po’” non per caso) dopo anni di scontri faziosi e pozzi avvelenati.

Un gruppo di partecipanti all’evento “Pastic free” organizzato dal gruppo Puliamo Chiaramonte

La politica a tutti i livelli ha bisogno di tornare a usare toni più rilassati. I cittadini chiedono più collaborazione e meno polemiche, perché lo scopo non può che essere il bene comune della città, non quello di una parte a scapito dell’altra. Grazie dunque alla meritoria iniziativa di “Puliamo Chiaramonte” che, per inciso, si sbraccia (letteralmente) da tempo contro l’inciviltà dei tanti bipedi che non si fanno scrupoli di inquinare la terra in cui tutti noi viviamo, compresi loro e i loro figli.

Una parte di spazzatura raccolta in contrada Scornavacche. L’indice di un degrado morale ancorché materiale

Ecco. Ripartiamo da qui. Da questo rinnovato spirito costruttivo per andare avanti: politica e società civile, insieme. Le idee diverse ci stanno e ci staranno pure in seguito, il confronto duro anche, ma l’osservanza delle regole democratiche, il rispetto tra chi vincerà e chi no, dovranno tornare obbligatoriamente ad esserci.