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Eugenia Roccella salone del libro

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di L’Alieno

Non ci hanno fatto una gran figura i ragazzi che hanno contestato la Ministra Roccella al Salone del libro di Torino. Uso un eufemismo per non dire molto di peggio. Un fatto che ha permesso ai tromboni della “cultura di destra” di passare al contrattacco e uscirne da paladini del libero pensiero. Per di più, invitati sul palco dalla furba Ministra ad interloquire sulle loro ragioni, hanno opposto un masochistico rifiuto, limitandosi a leggere un comunicato preconfezionato.

Non era facile in un sol colpo azzerare la propria credibilità e danneggiare una causa sacrosanta, ma ci sono riusciti alla grande. Bravi! Quando “c’è grossa crisi“, come direbbe Corrado Guzzanti, gli istinti cafoni e il delirio ideologico tendono a prevalere sulla ragione e sul dialogo. Si vedano pure le odiose bravate di “Ultima Generazione” nell’insozzare le opere d’arte, l’ultima, domenica, a Roma: la fontana di Trevi.

La Ministra Roccella contestata al Salone del libro di Torino

Il collettivo “Non una di meno” (uno dei gruppi di intolleranti di Torino) non è nuovo a queste fanfaronate. L’8 marzo del 2019 ne fece le spese, a Milano, la statua di Indro Montanelli, con la motivazione che imbrattarla “non è vandalismo, è riscatto”. Chiaro? Immagino che da una mannaia ideologica così concepita, che riduce la complessità a facili slogan prêt-à-porter, non si salverebbe, forse, nemmeno Gesù Cristo. Figurarsi che fine dovrebbero fare tutte le statue di condottieri, re, papi e imperatori in mostra nelle nostre piazze o conservate nei nostri musei, oppure gli affreschi “fascisti” di Duilio Cambellotti dentro la Prefettura di Ragusa, per rimanere sul territorio ibleo.

8 marzo 2019. Vandalizzata la statua di Indro Montanelli da parte del collettivo milanese “Non una di meno”

Non è improprio il paragone tra l’estremismo di questi esaltati di casa nostra e i fanatici dell’Islam che non tollerano dissenso e distruggevano le statue preislamiche di Budda in Afghanistan, o i monumenti romani a Palmira in Siria (simboli anch’essi di atavico colonialismo), ovviamente al netto della carica di violenza. E di fronte a queste manifestazioni di integralismo ottuso e ignoranza militante, nemmeno chi, come me, non condivide una sola virgola del pensiero di Eugenia Roccella, ma conserva un minimo di buona creanza, può approvare i loro metodi, figuriamoci tutti gli altri.
Come quel signore che per fare dispetto alla moglie si tagliò i testicoli…